E-mail marketing: C'è ancora tanta confusione nelle aziende
La conoscenza del marketing sul web, e delle logiche che lo devono regolare, è ancora scarsa in molte aziende che spesso si improvvisano 'esperti per un giorno'.
di Maurizio Caimi |
13 marzo 2007
Prendo spunto da un fatto, non isolato, accadutomi di recente e che
ancora una volta ha posto l'accento sul come molte aziende si trovino
lontanissime dalla realtà internet e di conseguenza dal mercato stesso.
Durante una conversazione preliminare in merito alla realizzazione di
una campagna di e-mail marketing per un'azienda del terziario avanzato,
il manager commerciale mi ha esposto in modo dettagliato quanto la loro
azienda si fosse prodigata, nel passato, con l'e-mail marketing senza
successo.
"...Circa 500 e-mail marketing al mese, oltre 1500 indirizzi
a rotazione e solo una "chiamata" in sei mesi...".
Detto così
sembrerebbe uno dei tanti casi di cattiva segmentazione del mercato o
di mancata progettazione strategica ma comunque nella norma degli
errori tipici commessi dalle aziende nell'affrontare il web.
Nel
proseguire la nostra conversazione e per approfondire l'analisi ho
chiesto "...nelle vostre e-mail marketing a quale pagina del sito avete
indirizzato i potenziali clienti.." la risposta è stata questa : "... ma noi non abbiamo un sito, non ci credo...".
Il sito non esiste in effetti, l'azienda pensava che con il solo invio
delle e-mail i clienti avrebbero chiamato al telefono, cioè che il
mercato si sarebbe rivolto a loro indipendentemente dall'avere o meno
un sito.
Ora, date le circostanze e le ripetute conferme, appare chiaro
come sia ancora poco diffusa la cultura web nelle aziende e soprattutto
nelle PMI e quanto i manager, ma soprattutto gli imprenditori, siano lontani dal capirne il funzionamento e le potenzialità.
A onor del vero bisogna comunque sottolineare che ci sono aziende che
eccellono nel web marketing, in questo scritto voglio però rimarcare
come il divario tra chi usa il web con coerenza e capacità e chi invece
ancora lo ignora sia diventando sempre più grande, in alcuni casi ai
poli estremi, un gap forse incolmabile.
Nel mercato odierno non è possibile aspettarsi ritorni da iniziative senza strategia, senza preparazione e senza conoscenza;
la cultura e in special modo la cultura figlia di internet genera
informazione diffusa, capacità di scelta, maggiori offerte e
possibilità di confronto.
Come posso pensare di trovare clienti quanto
le informazioni che condivido con il mercato sono poche, confuse ed
incerte?
La prima azione che un "cliente prospect" fa, ammesso che
trovi interessante il messaggio ricevuto, è quella di controllare
attraverso il sito le potenzialità e le caratteristiche del fornitore,
i servizi offerti, le persone, ecc.
Insomma tutto quello che gli serve
per decidere se iniziare un rapporto di partnership (è questo che il
cliente oggi cerca e non solo un fornitore) o cambiare strada.
Purtroppo però incontro aziende che ancora trattano con superficialità
queste tematiche e che spesso si improvvisano esperti "web marketer"
solo perché vedono le loro quote di mercato ridursi di giorno in
giorno. Occorre cultura per far si che ogni azione marketing si
trasformi concretamente in vantaggi tangibili per le imprese e
soprattutto persone desiderose di confrontarsi con una realtà diversa,
evoluta, smaliziata, intrigante, insaziabile come il web ed i suoi
navigatori, cioè il mercato.
Ora l'azienda in questione sta correndo ai ripari, ma....
di Maurizio Caimi
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