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Guardia di Finanza di Bergamo: nuovo colpo al P2P illegale

Scoperto e smantellato un network di server P2P che consentivano la condivisione e lo scambio di materiali coperti dal diritto d'autore. FIMI soddisfatta.
di Luca De Nardo | 20 marzo 2007

FIMI - Federazione  Industria Musicale Italiana - aderente a Confindustria, si dichiara soddisfatta degli ultimi risultati raggiunti nella lotta al file sharing. Protagonista il Nucleo di Polizia Tributaria di Bergamo, con l'ausilio tecnico della Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM).


Nell'indagine,svolta in diverse regioni  italiane (Lombardia, Piemonte e Lazio)  e  mirata alla repressione dello scambio illegale di files musicali in rete, la Guardia di Finanza ha scoperto e smantellato un network di server P2P. Nel corso delle investigazioni sono stati individuati alcuni "grandi uploader" (così vengono definiti coloro che mettono a disposizione degli altri utenti della rete enormi quantità di contenuti protetti da copyright) e sono stati sequestrati 5 server che permettevano la messa in condivisione di milioni di brani tramite la nota piattaforma P2P Direct Connect, attraverso la quale migliaia di utenti potevano scambiarsi illegalemente, oltre ai brani musicali, anche altro materiale tutelato dal diritto d'autore (film e software).


Secondo quanto comunicato dalla GdF sono stati complessivamente sequestrati 16 personal computers, 27 hard disk rimovibili, circa 1000 tra cd e dvd masterizzati, decine di migliaia di MP3 e film di recentissima programmazione illecitamente riprodotti.

In totale sono 11 le persone denunciate all'Autorità Giudiziaria per violazione della legge 633/41 sul diritto d'autore.


Con questa operazione sale ad oltre 170 il numero di soggetti denunciati per condivisione illegale di brani musicali in rete in Italia dal 2005, in violazione delle norme i vigore che puniscono la diffusione di opere protette dal diritto d’autore. In occasione di questa  nuova operazione contro la il file sharing illegale, FIMI vuole ribadire quali sono i comportamenti oggetto di rilevanza penale, a parte i profili di responsabilità civile, sempre tutelati, e confermare che le norme in vigore colpiscono, con diversi livelli di intensità, sia chi scarica sia chi condivide.

Chi scarica semplicemente rischia una sanzione amministrativa, quella prevista dall‘art. 174-ter l. 633/41. Colui che mette in condivisione opere protette occorre, invece, distinguere tra chi lo fa a fini di lucro e chi lo fa per profitto Nel primo caso, si ricade nelle ipotesi dell‘art. 171-ter, comma 2, lett. a-bis) l. 633/41; con sanzioni molti pesanti. Chi condivide senza una contropartita economica rimane soggetto ad una sanzione penale che è quella dell‘art. 171, comma 1, lett. a-bis).

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Commenti
1Commento

Re: Guardia di Finanza di Bergamo: nuovo col

Vorrei solo far notare che sui server della discordia NON c'era ALCUN file coperto da diritto d'autore disponibile per il download. Erano solo presenti link, collegamenti, ma non si può e non si deve assolutamente legittimare questa cosa. Se davvero un sito è responsabile dei suoi link il primo da chiudere è Google, seguito a ruota da Yahoo, MSN Search e Ask.com, chi è il primo che va a suonare il campanello a Mountain view? È stato un raid assolutamente illegale, anche se sicuramente ci penserà qualche giudice compiacente e in cerca di facile fama a renderlo legale. SIAE -> illegale secondo la corte europea FIMI -> arroganti untori di ingranaggi GDF -> cani da guardia al servizio del più ricco Ho scordato qualcosa?

Inviato da longinous

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