I malware della settimana
Il worm Piggi.B, il Trojan ReverseClick.A, l’adware VideoCach ed il programma potenzialmente indesiderato, conosciuto come PUP, XPCSpy sono i protagonisti di questa settimana.
di a cura della Redazione |
20 marzo 2007
ReverseClick.A è un Trojan disegnato per invertire
le funzioni dei due tasti del mouse e vietare l’esecuzione di alcuni
file. Causa, inoltre, numerosi disagi: nasconde le unità del disco Mio
Computer e le icone del Desktop e disabilita l’Editor del Registro di
Windows e le Task Manager. Rimuove alcune funzionalità, come il bottone
Cerca di Windows Explorer o il Cestino e disabilita il menu che appare
cliccando il tasto destro del mouse.
È facile accorgersi quando ReverseClick.A infetta un computer. Non
appena il codice si esegue, il Cestino scompare e le funzioni del mouse
sono invertite. Al successivo riavvio del PC, il Trojan cancellerà
tutte le icone del Desktop e aprirà il Block notes.
La diffusione di ReverseClick.A necessita dell’azione di un aggressore
ed avviene attraverso floppy disk, CD-ROM, messaggi di posta
elettronica con allegati, download da Internet, file inviati via FTP,
IRC, file sharing attraverso reti P2P.
VideoCach è un adware progettato per promuovere, in modo fraudolento,
dubbie applicazioni di sicurezza. La caratteristica principale di
questo codice è l’utilizzo di tecniche rootkit per nascondere le
proprie azioni. Inoltre, crea accessi diretti sul desktop e mostra
falsi avvisi di infezione. Apre finestre di Internet Explorer nelle
quali informa falsamente l’utente della presenza di un malware
installato sul computer.
VideoCach include link di collegamento a pagine web per il download o
l’acquisto di applicazioni di protezione poco sicure. Le analisi
realizzate mostreranno risultati scarsi per convincere l’utente a
comprare i prodotti offerti.
XPCSpy utilizza tecniche rootkit per celare la propria attività. Si
tratta di un programma potenzialmente indesiderato o PUP, realizzato
per spiare quegli utenti che l’hanno installato sul PC. Svolge azioni
dannose, come la registrazione di screenshot o della sequenza di tasti
premuti e memorizza le pagine web visitate, le e-mail inviate e le
conversazioni avvenute in instant messaging.
Grazie alle funzioni rootkit, XPCSpy non mostra alcun segno visibile di
infezione. Nasconde i processi di esecuzione e le cartelle nelle quali
sono archiviati i componenti ed i report del programma. Tutto ciò rende
molto difficile la rilevazione dell’applicazione.
L’ultimo codice della settimana è il worm Piggi.B che utilizza tecniche
rootkit per colpire il sistema. Si diffonde via e-mail ed usa come
mittente falsi indirizzi di aziende che si occupano di sicurezza.
Piggi.B copia se stesso come iexplorer.exe nella cartella File di
Programma mentre sposta il file originale (che corrisponde al popolare
browser di Internet) in una sottocartella nella directory di sistema di
Windows. Ciò significa che Piggi.B si eseguirà ogni volta che l’utente
aprirà Internet Explorer.
Come si può osservare, la presenza di rootkit è aumentata notevolmente.
Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Software
afferma “gli utenti necessitano di proteggersi da questi codici che
nascondono le proprie azioni e ne rendono difficile l’individuazione.
Consigliamo di integrare i tradizioni antivirus con tecnologie di
protezione preventiva.”