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Fotografato il divario digitale nella micro e piccola impresa italiana

Presentati i risultati della prima indagine di questo genere che analizza, a livello nazionale, la portata del divario tecnologico in un comparto che costituisce più della metà dell'intero sistema economico italiano.
di a cura della Redazione | 23 marzo 2007

Oltre il 26% delle aziende, attive nei settori del Commercio al Dettaglio, Commercio all'Ingrosso, Pubblici Esercizi e Servizi, dichiara di non possedere un PC, e più del 57% di averne uno o al massimo due; il 68,7% delle aziende risulta connesso alla rete mentre solo il 38,3% dispone di un sito Internet.

Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca "Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana" che Confcommercio e Assintel – l'Associazione Nazionale delle Imprese ICT - hanno commissionato a Freedata, società di servizi integrati di marketing specializzata nel settore dell'Information Technology e delle Telecomunicazioni.

Due i punti di partenza fondamentali da cui è nata l'idea della ricerca:
- conoscere nel dettaglio il divario digitale, inteso come grado di utilizzo delle tecnologie, che è l'altra faccia della medaglia di quell'asset strategico per la competitività di ogni sistema economico che si chiama innovazione;
- monitorare il divario in un settore che per dimensioni è una fra le realtà caratterizzanti il tessuto produttivo nazionale: la micro e piccola impresa del Terziario

Ne è emerso un quadro frammentato, sia per settore merceologico sia per area geografica, in cui l'innovazione è lontana dall'essere riconosciuta come motore della competitività. 

La metodologia e l'universo d'indagine
L'indagine è stata condotta nel periodo novembre - dicembre 2006, attraverso la somministrazione di un questionario telefonico ai principali referenti aziendali. Oltre 3.300 è la dimensione del campione di aziende intervistate appartenenti ai settori del Commercio (sia Ingrosso che Dettaglio), dei Pubblici Esercizi e dei Servizi di tutta Italia, rappresentativo di circa 2.240.000 imprese. Il campione di aziende intervistate è stato stratificato per i quattro settori di attività (1), cinque fasce di addetti (2) (dimensione) e diciassette regioni (3) (localizzazione), per un totale di 340 strati mutuamente escludentesi, entro i quali sono state classificate le aziende dell'universo e, parallelamente, del campione.

Per facilitare l'analisi dei dati, le imprese sono state raggruppare in ditte individuali, micro imprese (da 2 a 9 addetti) e piccole imprese (da 10 a 49 addetti) con l'obiettivo di capire come queste fasce dimensionali sono distribuite all'interno di ogni settore.

L'auto-valutazione degli investimenti ICT
Una delle prime domande poste agli intervistati ha riguardato una valutazione degli investimenti ICT della propria azienda. Una percentuale significativa (il 20,2%) ha reputato il grado di tecnologia nella propria azienda molto basso (voto 1, in una scala da 1 a 7), mentre più della metà delle aziende considerate (53,6%) ha espresso un giudizio maggiore o uguale a 5, indicando come queste abbiano una buona percezione dell'utilizzo della tecnologia nella propria azienda.

Le dotazioni hardware e software nelle aziende
Volendo definire la dotazione tecnologica del set di imprese coinvolte nella ricerca, il primo dato rilevante è certamente quello relativo al parco PC (5) installati.
Le ditte individuali con almeno un PC sono il 66,9% del totale, percentuale che balza all'83,7% nelle imprese con numero di addetti compreso fra 2 e 5, per arrivare poi alla quasi totalità per le imprese tra i 20 e 50 addetti.

Con un livello tecnologico più avanzato emergono i Servizi e soprattutto il Commercio all'Ingrosso (la percentuale di aziende con almeno un PC è pari rispettivamente all'84,5% e al 91,8%), mentre più arretrati risultano i Pubblici Esercizi (penetrazione del PC pari al 66,5%) e il Commercio al Dettaglio (55,3%).

Inoltre, oltre il 50% delle aziende dichiara di non avere neppure un server, solo il 12,8% delle aziende target dichiara di utilizzare i palmari, più del 40% delle aziende fa uso di stampanti; nove aziende su dieci (89,9%) dichiarano di fare uso del fax; le fotocopiatrici hanno una penetrazione pari al 78,3%; il 64,8% delle aziende target ha attivato almeno una linea di telefonia mobile per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale.

Per quanto riguarda il software, in modo non sorprendente emerge il netto predominio del mondo Microsoft e del sistema operativo Windows nelle diverse versioni e, a seconda della dimensione aziendale, si affiancano alle versioni più comuni di Windows (in particolare XP e 2000) anche le versioni server, ma soprattutto altri sistemi come Linux e Unix. Tra le aziende dotate di almeno un PC, risultano notevolmente diffusi i programmi Office di videoscrittura (90,7% dei possessori di PC) ed i fogli elettronici (81,7%), mentre già meno scontato è l'impiego di programmi per presentazioni (35,0%) e di database (22,0%).

Le imprese che utilizzano software per la gestione della contabilità sono il 40%, percentuale che scende se si considera invece la gestione dei fornitori (25,3%), dei clienti (20,5%), della forza vendita (11,2%) e del personale (7,1%).

Inoltre il 68,7% delle aziende target risulta connesso alla rete. Nella maggior parte dei casi (78,8%), si tratta di una connessione in banda larga; il modem analogico sembra ormai praticamente superato (5,2%), mentre un discreto peso è assunto dall'ISDN (14,8%).

Il Digital Divide
All'interno di ogni settore merceologico sono stati individuati (6) tre clusters di imprese, definiti rispettivamente Low-Tech, Medium-Tech e High-Tech.

Il Commercio al Dettaglio e i Pubblici Esercizi sono i due settori meno propensi all'utilizzo di tecnologie all'interno del target di imprese analizzato. Le variabili che emergono come maggiormente significative nel processo di clustering del Commercio al Dettaglio si riferiscono a un uso della tecnologia marginale (dotazione di una connessione Internet, dotazione di un PC, utilizzo di programmi di Office Automation - videoscrittura e fogli elettronici). In questi due settori, avere o non avere un PC (che ormai implica nella quasi totalità dei casi disporre di una connessione Internet e di programmi tipo Office) è già un fattore discriminante (in particolare fra i cluster Low e Medium), mentre variabili tecnologicamente più avanzate risultano meno significative, in quanto permettono di discriminare un gruppo ristretto di aziende (definite High-Tech).

Se oltre la metà del mondo del Commercio al Dettaglio è classificabile come Low-Tech, il 32,4% può essere considerato di livello tecnologico medio ed il restante 15,5% di livello alto.

Nei Pubblici Esercizi invece, come Low-Tech può essere classificato il 40,1% delle aziende del settore, mentre si può definire con livello tecnologico Medium il 50,4%. Solo il restante 9,5% dei Pubblici Esercizi può essere considerato come High-Tech.

Al contrario, nel settore dei Servizi e del Commercio all'Ingrosso, la variabile discriminante non è più la presenza di un PC e di Internet (dotazione sostanzialmente scontata per le aziende di questi settori), ma quella di un Server e, più in generale, l'utilizzo della tecnologia in modo più intenso e strategico per il proprio business.

Nei Servizi, più della metà (53,2%) delle imprese del settore è classificabile come Medium-Tech. Il restante si suddivide fra aziende Low-Tech (36,7% di cui il 15,5% senza nemmeno il PC) ed aziende High-Tech (10,1%).

Nel Commercio all'Ingrosso invece, il 45,3% delle imprese può essere considerata come Low-Tech, mentre come Medium-Tech vengono classificate il 30,1% delle aziende; il restante 24,6% risulta essere High-Tech.

Proposte per connettersi allo sviluppo
E' sulla base di questi risultati che deve potersi programmare un insieme di azioni strutturali e sistemiche che diano un nuovo imput di sviluppo alla cultura dell'innovazione. Questo è il contributo e insieme la mission che si propone Assintel, come associazione che rappresenta la punta "tecnologica" delle 800.000 imprese di Confcommercio. Ed è con Confcommercio che il 21 marzo a Roma si è tenuto il convegno "Proposte per connettersi allo sviluppo", un'occasione per presentare al mondo imprenditoriale e politico il "Manifesto dell'Innovazione", documento di proposte concrete per l'innovazione che costituirà la base di partenza per un confronto fra il mondo delle imprese e le Istituzioni.

a cura della Redazione

Note:
(1) Commercio al Dettaglio, Commercio all'Ingrosso, Pubblici Esercizi, Servizi
(2) 1 addetto, da 2 a 5 addetti, da 6 a 9 addetti, da 10 a 19 addetti, da 20 a 49 addetti
(3) Per vincoli di numerosità sono state effettuate le seguenti aggregazioni: Valle d'Aosta e Piemonte, Abruzzo e Molise, Basilicata e Calabria
(5) Per PC si intenderà sempre l'insieme di desktop e notebook
(6) Si è utilizzato un metodo di clustering non gerarchico con distanza Euclidea


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