Musica digitale: EMI nella direzione giusta... forse!
I DRM sembrano avviarsi sempre più velocemente verso il fallimento. EMI svolta con Apple e propone musica libera davvero, ma con sovrapprezzo. Come reagirà il mercato?
di EP |
05 aprile 2007
All'inizio di quest'anno eMarketer ha reso noti i dati del report Digital Downloading: Music, Movies and TV prevedendo che la spesa per la musica digitale negli USA si avvicinerà a 5 miliardi di dollari entro il 2010, mentre è stata di 1,9 miliardi nel 2006. Anche FIMI ha da poco reso noti i numeri del settore in Italia.
E dalle due parti dell'oceano sembra si sia d'accordo su un fatto: nonostante il successo qualcosa impedisce alla musica digitale di raggiungere numeri assoluti di grande rilievo. eMarketer dà un nome a questo 'qualcosa' affermando che le eccessive restrizioni imposte agli utenti nell'uso della musica digitale acquistata non fanno crescere i guadagni dei detentori dei diritti, fanno scappare i consumatori.
Un tema già ampiamente discusso quello dei DRM e molto attuale dopo la decisione di EMI di dissociarsi da tale roccaforte e offrire, su iTunes, la propria musica DRM-free. Un passo importante per il futuro di questo mercato.
Non solo gli utenti dei iTunes potranno ascoltare i propri files su altri lettori mp3 e non solo su iPod, ma Apple fa un passo ulteriore e annuncia che le tracce DRM-free avranno una qualità superiore a quelle protette. Certo quest'ultima promessa avrà il suo costo, ma la libertà costa. Le canzoni libere avranno un pezzo di 1,29 dollari, mentre quelle protette continueranno a esistere a 0,99 dollari.
Steve
Jobs promette di convertire i 5 milioni di brani ora presenti in tracce libere entro la fine dell'anno.
Secondo l'analista Ben
Macklin, che ha scritto il report, questo significa che la
morte del DRM è alle porte. Più circospetto l'analista Paul Verna che parla di una decisione nella direzione corretta per stimolare un mercato legale e legittimo di download di musica online, tuttavia si tratta di un esperimento e non si può sapere se sarà positiva la reazione degli utenti soprattutto considerando la maggiorazione del costo.
Il prossimo rilevamento darà una risposta e deciderà se la stima eMarketer sia stata conservativa o meno.
EP