Quando i clienti danno la loro carta di credito a un esercente o quando pagano via Internet o per telefono, vogliono avere la sicurezza che le informazioni sul loro conto siano al sicuro.
di Stefano Bonacina |
12 aprile 2007
È per questo motivo che American Express, Discover Financial Services,
JCB, MasterCard Worldwide, e Visa International hanno unito i loro
sforzi per formare il PCI Security Standards Council con lo scopo di migliorare la sicurezza dei dati dei conti di pagamento promuovendo l’adozione del PCI Data Security Standards.
Lo
standard è una pattaforma unica che incorpora le direttive di sicurezza
che già ogni azienda di carte di credito richiedeva di implementare a
chi gestisse le transazioni, come ad esempio l’SDP Program per
Mastercard e il Cardholder Information Security Program (CISP), già in
uso da alcuni anni.
Con la crescente quantità di dati che inonda la
rete, cresce proporzionalmente anche la minaccia di frodi online
perpetrate grazie al furto di informazioni.
Il PCI data security
standard è un set di specifiche progettato per prevenire le frodi e
protegere la privacy dei consumatori laddove informazioni sensibili
siano trasmesse sulla rete e memorizzate nella rete di un’azienda.
Tutte
le istituzioni finanziarie, gli esercenti, le aziende che emettono
carte di credito, che utilizzino componenti di sistema (“system
components" nella definizione dello standard) per memorizzare,
elaborare e trasmettere i dati dei possessori di carte di credito sulla
rete dovranno rispettare lo standard PCI.
Nel giugno 2006 il PCI ha
rilasciato la versione 1.1 del DSS e ne chiede l’implementazione entro
la metà del 2008: ogni azienda di carte di credito ha comunque
stabilito una serie di sanzioni e multe associate alla non adeguatezza
allo standard, con lo scopo di incoraggiarne la messa in opera.
I
requisiti di sicurezza descritti si applicano a tutte le componenti del
sistema, ovvero a tutti gli elementi della rete, ai server e anche alle
applicazioni coinvolte nel processo di gestione dei dati del cliente:
sono 12 regole suddivise in 6 macroaree:
Costruire e gestire una rete sicura
o Requisito 1: Installare e gestire una configurazione con firewall per proteggere i dati associati alle carte di credito
o
Requisito 2: non utilizzare le password di default fornite dai
produttori per gli utenti di sistema e per alter configurazioni di
sicurezza
Protezione dei dati del possessore della carta
o Requisito 3: Proteggere i dati memorizzati del possessore della carte
o Requisito 4: crittografare le trasmissioni dei dati sulle reti aperte e
Mantenere un programma di gestione delle vulnerabilità
o Requisito 5: utilizzare e aggiornare regolarmente programme antivirus
o Requisito 6: sviluppare e mantenere sistemi e applicazioni sicure
Implementare misure di controllo degli accessi forti e secure
o Requisito 7: restringere l’accesso ai dati dei clienti in base alle necessità di business
o Requisito 8: assegnare un ID unico a chiunque abbia l’accesso ai sistemi informativi
o Requisito 9: restringere l’accesso fisico ai dati dei clienti
Monitorare e verificare regolarmente la rete
o Requisito 10: tracciare e monitorare tutti gli accessi alle risorse di rete e ai dati dei possessori di carte di credito
o Requisito 11: verificare regolarmente i sistemi e i processi di sicurezza
o Maintain an Information Security Policy
o Requisito 12: mantenere una policy di sicurezza per dipendenti e consulenti
Sebbene
la maggior parte dei requisiti non introduca nessuna novità riguardo
quanto dovrebbe già essere normalmente applicato dalle aziende che
gestiscono i dati dei possessori di carte di credito, alcuni sono
invece più difficilmente implementabili, e richiedono nuovi sistemi di
verifica della sicurezza: il punto 10, ad esempio, richiede di
tracciare e monitorare gli accessi alle risorse di rete e ai dati dei
possessori di carte di credito. Normalmente l’operazione di
tracciamento (o di scrittura di un log o di un audit trail) viene
effettuata per le transazioni, e raramente per le operazioni di
interrogazione, che sono invece quelle che danno origine alla fuga di
informazioni e quindi al furto di identità e alla frode.
Per correre
ai ripari si possono percorrere due strade alternative: la prima
prevede di modificare i programmi attualmente in produzione, inserendo
l’attività di memorizzazione anche degli accessi di sola lettura ai
record relativi ai dati delle carte di credito; si parla di un’attività
di modifica non del tutto esente da rischi (come avviene ogni qualvolta
si modifiche un programma in un ambiente di produzione). La seconda
possibilità è offerta da quegli strumenti che si affiancano ai sistemi
correntemente in uso e che permettono di catturare ogni tipo di
attività verso un mainframe, un server, un web server e similari, e di
memorizzarla in un database separato, consentendo sia controlli in
tempo reale che a posteriori.
Anche il punto 6, che concerne lo
sviluppo e il mantenimento di sistemi e applicazioni sicure,
costituisce una delle sfide più ardue da affrontare: sebbene, infatti,
esistano prassi consolidate per implementare sistemi sicuri dal punto
di vista del layer operativo, sussistono approcci diversi per la
protezione dell’ambiente applicativo. Sarà quindi necessario
implementare sistemi di sicurezza anche a questo livello, per
assicurare che tutte le informazioni sensibili siano protette.
In questo ambito trovano spazio i prodotti di Web Application Security che, secondo un recente rapporto di Forrester Research, sono ancora poco adottati, ma incontreranno un utilizzo sempre crescente nelle aziende, soprattutto in quelle finanziarie.Stefano Bonacina - http://connexioni.blogspot.com/
Stefano Bonacina è CTO, o anche Direttore Tecnico, di Advanction,
una società che propone soluzioni strategiche nell'ambito della
protezione delle informazioni aziendali, delle architetture avanzate -
Grid computing - e della finanza.
Lavora come Director in Intelligrate,
una società che si occupa di Competitive Intelligence, Text Mining e
Sicurezza.
Al contempo tengo seminari e corsi e collaboro con siti e
pubblicazioni.
Precedentemente (1998-2003) ho lavorato in Fineco SIM e Banca Fineco,
di cui ho diretto i sistemi informativi dal 2000, sono stato IT System
and Project Manager in St Microelectronics dal 1990 al 1998
Sono membro della Society of Competitive Intelligence Professionals e
della Information Systems Security Assosiacion, nonché vicepresidente
della XML Finance Association