Mobile Wireless Accessibility è la prima e più avanzata soluzione del genere realizzata finora. Frutto del lavoro di un team tutto italiano permette, alle persone con deficit visivo, l’accesso a tutte le applicazioni e funzionalità aziendali del mondo Mobile.
di Luca De Nardo |
12 aprile 2007
MWA, acronimo di Mobile Wireless Accessibility: è questo il nome della più avanzata soluzione oggi disponibile per non vedenti e ipovedenti messa a punto da IBM Italia, in collaborazione con Fondazione ASPHI onlus e in team con Nokia Italia e Cisco, per rivoluzionare le loro modalità di accesso a qualsiasi tipo di comunicazione aziendale.
Sfruttando la tecnologia disponibile - dalle reti wireless di Cisco alla nuova generazione di cellulari Nokia, allo screen reader Talks - e perfezionandola in un’infrastruttura innovativa, la soluzione MWA consente di superarne i tradizionali problemi di compatibilità coniugando tre contesti - la comunicazione in mobilità, il wireless e l’accessibilità per i disabili visivi - fino a questo momento non perfettamente integrati tra loro.
“In IBM Italia lavorano alcune decine di disabili visivi e moltissime altre che, potenzialmente, vanno incontro a problemi di vista” afferma Gabriele Peroni, Manager of Technical Sales Support, IBM Italia. “Questi costituiscono solo una minima percentuale del numero di persone con disabilità visive nel nostro Paese - 350 mila non vedenti e più di 1 milione e mezzo di ipovedenti, secondo l’INAIL. La soluzione MWA aiuta a risolvere i problemi legati al deficit visivo e costituisce un’importante iniziativa di responsabilità sociale da parte di IBM”.
Così, quanti finora sono rimasti a margine di mansioni professionali che la tecnologia fa evolvere senza soluzione di continuità, potranno superare la disabilità sensoriale e accedere ai più comuni sistemi di comunicazione aziendale come Internet, la rete Intranet e tutte le applicazioni d’ufficio.
Avviato nel 2004, Il progetto MWA ha fatto perno sulla stretta partnership tra gli sviluppatori della IBM Italia, gli architetti di rete di Cisco e gli esperti di comunicazione mobile e design tecnologico di Nokia, avvalendosi nel contempo della consulenza della Fondazione ASPHI onlus, che da oltre 27 anni promuove progetti informatici per il superamento della disabilità e l’integrazione dei disabili nel mondo del lavoro.
In questi tre anni, il team pilota IBM Italia, composto da un Project manager e dieci dipendenti tra non vedenti, ipovedenti e utenti normali, è riuscito a perfezionare e sperimentare la nuova architettura grazie a cui oggi è possibile svolgere diverse funzioni, dalle più semplici come quelle di comunicazione e messaggistica, alle più complesse (gestione amministrativa e finanziaria, di CRM, di vendita, di sviluppo applicativo).
Nei prossimi tre mesi altri cinquanta utenti in IBM Italia, scelti in un campione di over 50 e disabili visivi, saranno coinvolti nel progetto pilota per consentire l’ampliamento della soluzione; entro il 2007 la collaborazione sarà estesa ai Laboratori IBM di La Gaude (Francia) e Hursley (Regno Unito) per lo sviluppo di sistemi di presenza, che consentono il controllo o il conteggio di persone e oggetti che entrano o escono da un ambiente, e di localizzazione, che permettono di conoscere il posizionamento di persone e oggetti in un ambiente.