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PMI Dome

Telecom: sì agli stranieri a patto che...

Assoprovider non vede con sfavore il cambio di controllo anche condotto a favore di società straniere, purché si liberalizzi il mercato e si rafforzi Agcom.
di Luca De Nardo | 13 aprile 2007
Assoprovider, vede con favore un cambio di passo sulla gestione di Telecom Italia che deriverebbe dal controllo della stessa da parte di un nuovo soggetto privato, purché si attuino senza più alcun indugio le misure da tempo invocate per eliminare alla radice le anomalie monopolistiche, a partire dalla separazione della Rete dalla divisione Retail di Telecom Italia.

Non è più possibile lasciare un monopolio naturale strategico per il bene del paese alla discrezione di soggetti privati. Per questo motivo Assoprovider ritiene che sia ormai improcrastinabile:

1) Favorire la concorrenza e la liberalizzazione delle Comunicazioni attraverso la separazione strutturale delle attività di gestione della Rete dalle attività commerciali e la costituzione di due società distinte e indipendenti in cui la Società che controlla la Rete sia governata da un Board Indipendente con presenza di membri delle Autorità.

2) Adottare un provvedimento che azzeri o riduca fortemente, il sovrapprezzo previsto per le ADSL Nude (senza linea Telecom attiva), per favorire la diffusione del VoIP, la riduzione delle tariffe telefoniche e ampi benefici per i consumatori finali.

3) L'implementazione delle procedure di cambio operatore ancora oggi non avviate, nonostante la conclusione, risalente al mese di Luglio del 2006, del tavolo tecnico relativo alle procedure di analisi dei mercati relativi al Mercato 11 e nonostante la conversione in legge del Decreto Bersani di cui alla legge 40/07 per quanto previsto all'art. 3 per favorire il trasferimento delle Utenze, tra cui le linee ADSL, da un Operatore all'altro.

Per il compimento di quanto sopra l'Associazione intende rilevare come sia necessario ed inderogabile procedere a rafforzare e razionalizzare le Autorità coinvolte nelle problematiche legate alle Telecomunicazioni, purché le Stesse a recitino finalmente il proprio ruolo senza ulteriori incertezze.

Deve essere chiaro che se qualcuno vuole comperare e strapagare il 18% delle azioni di Telecom che si accomodi, ma ciò non sarà in alcun modo la scusa per chiedere e/o imporre restrizioni all'attuazione di queste misure.

Assoprovider ritiene che lo sviluppo di questo paese passi per il ridimensionamento delle pretese dell'economia oligarchica e che vadano garantiti spazi alla libertà di divenire imprenditori in qualsiasi settore, ma soprattutto quando la materia prima per svolgere il proprio ruolo di imprenditore sia un'infrastruttura pagata con i soldi dei Contribuenti. Alienare ad un solo privato il totale controllo di un bene della collettività è stata una scelta contro i più elementari principi del liberismo, ed e' tempo di porre rimedio a questa anomalia che ingessa il mercato.

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