Sono due su tre gli italiani che nel quarto trimestre 2006 visitano i siti per gli acquisti, tra gli oltre 22 milioni di individui in Internet.
di a cura della Redazione |
18 aprile 2007
Gli
italiani che nel quarto trimestre 2006 utilizzano i servizi di
pagamento online dei principali gateway bancari sono 1,350 milioni,
pari a quasi il 10% degli utenti dei siti di e-commerce. Tra questi e-payer il
70% è concentrato su 20 siti capaci di generare un’attenzione alta,
cioè di intercettare insieme il 75-80% del traffico (non deduplicato)
della sotto-categoria.
“Nella parte conclusiva dell’anno i principali
e-tailer hanno messo in atto promozioni di prezzo molto aggressive per
convertire l’utenza in clientela, con un risultato di crescita che
complessivamente è stata contenuto”, dice Fiamma Petrovich, senior
manager di CommStrategy, “appena 8 utenti internet su 100 si sono
mostrati sensibili alle promozioni natalizie e autunnali in generale
(nel periodo da ottobre a dicembre)”. Nell’autunno
2006 la banda larga è usata ormai come modalità di connessione da oltre
13 milioni utenti internet, con nuove potenzialità di interattività e
multimedialità per i servizi di e-shopping. Molti dei brand che
distribuiscono online tuttavia continuano a concepire la rete come
un’estensione del punto vendita fisico, a cui rimandano: i siti hanno
quindi la duplice valenza di “vetrina” per prodotti in promozione e di
“canale” per la vendita a distanza.
Le dimensioni relazionali ed
esperenziali sono trascurate (soprattutto nel caso dei servizi di
pagamento). Solo i pure
player mostrano significativi sforzi di innovazione nell’utilizzo della
rete per promuovere prodotti e servizi e per instaurare una relazione a
due vie con potenziali clienti. Questo atteggiamento deriva sia dal
fatto di aver scelto Internet come “luogo d’esistenza”, sia da una più
lunga esperienza maturata nell’utilizzo del mezzo.
Se
in alcuni casi di eccellenza la capacità di convertire l’attenzione in
reale intenzione di acquisto si traduce in più del 15% degli utenti che
arriva al carrello, complessivamente gli utenti dei siti Top 20 che
mostrano una reale fiducia nel merchant e accedono alle aree per
clienti registrati (post-login) sono appena 800.000, mentre coloro che
si identificano e si registrano lasciando propri dati personali (nelle
procedure più snelle almeno nome, cognome e email) sono poco più di
500.000.
Più
che ai grandi e-tailer, quelli che hanno saputo comunque mantenere una
solida posizione rinnovandosi almeno nelle politiche commerciali, un
numero maggiore di utenti indirizza la propria attenzione verso siti
che offrono la possibilità di scambio di beni e servizi tra utenti, con
eBay tra i siti più utilizzati (oltre 10 milioni di individui)
La
relazione diretta tra utenti e la condivisione di risorse non sono un
fenomeno di moda. Una volta utilizzati, questi servizi che consentono
scambi tra utenti non vengono più abbandonati. Tra il quarto trimestre
del 2005 e il quarto trimestre del 2006, gli utenti internet
intercettati da eBay sono sempre in una proporzione di uno su due,
mentre di questi solo una parte esigua (meno di mezzo milione) fruisce
del canale store (dove sono presenti veri e propri merchant),
orientandosi le preferenze dei più verso le proposte degli altri utenti.
Le
communities funzionano anche per stimolare la vendita online
soprattutto dove i prodotti o servizi sul sito sono caratterizzati da
una forte componente di novità ed esperenziali. Nell’acquisto di un pc,
per esempio: CHL intercetta quasi il 10% di e-payer nei Top
Merchant, ricorrendo alle promozioni senza eccessiva aggressività (tre
operazioni nel trimestre, la principale capace di attrarre il 5% degli
utenti sensibili alle promozioni). Tale successo è frutto, non solo
della capacità di rendere disponibile il prodotto cercato a un prezzo
percepito conveniente, ma anche in un’offerta integrata di contenuti
pertinenti al prodotto stesso, creati dalla storica community, in
logica di social networking.
Una
indicazione che i manager degli e-tailer devono assumere come scenario
di lavoro nel momento in cui anche in Italia sempre più si diffondono
soluzioni per il pagamento online che supportano anche lo scambio di
denaro tra utenti.
a cura della Redazione
Fonte: CommStrategy