Fenomeno soprattutto italiano,
l'e-commerce oggi vede un boom dal lato della domanda (4 miliardi di euro il
giro d’affari 2006, 15 milioni di transazioni1, 7 milioni di
acquirenti2) cui non corrisponde una adeguata varietà di offerta da
parte delle aziende, in particolare da parte delle PMI.
Il risultato è che a
godere di questa crescita sono principalmente gli specialisti, molto spesso
aziende Internet “pure player”.
Soltanto il 3,8% delle aziende con oltre dieci addetti infatti in Italia vende online3, forse a causa di uno scetticismo frutto di esperienze avvenute in anni passati, forse a causa di competenze inevitabilmente tutte da maturare e sperimentare.
Fra queste competenze, un ruolo primario è rivestito dal marketing che, in un contesto digitale, è probabilmente ancora più cruciale che nel mondo fisico: farsi trovare sui motori di ricerca, comunicare in modo adeguato la propria attività, competere nel contesto dei canali shopping dei portali e nei siti di shopping comparison è indubbiamente cruciale per accelerare il proprio business online.
Lo shopping comparison è in
particolare un sintomo di come l’e-commerce stia crescendo, anche nel nostro
Paese. Lato utente, questo servizio consente di comparare in modo veloce e
completo prodotti ed offerte disponibili presso centinaia di esercenti. Tutto
questo grazie a motori di ricerca verticali che organizzano e sincronizzano
database contenenti centinaia di migliaia di prodotti e li associano a
schede-prodotto editoriali “neutre” fornendo così un’esperienza oggettiva,
semplice ed efficace affinché, in modo consapevole e trasparente, possa essere
formata la decisione di acquisto online o di confronto con l’offerta offline. Se
è però intuitivo il vantaggio per il consumatore, merita sottolineare quanto
sia necessario, per un sito di e-commerce, conoscere le logiche che sottostanno
questa opportunità distributiva (integrazione del database prodotti e business
model a cost-per-click), ottimizzare la presenza dei prodotti per raggiungere
un ROI positivo e sfruttare l’audience potenziale per affermare il proprio
marchio e capitalizzare i visitatori conseguiti.
Secondo una ricerca Sems Netexplora 2006, il 27% degli utenti Internet usa abitualmente siti di shopping comparison quali Kelkoo.it (Yahoo!) e Buycentral.it (Pangora) mentre il 45% vi ha già acceduto. I comparatori, tra i quali merita citare anche gli italiani Trovaprezzi e Costameno, con la loro capacità di fornire i propri servizi non solo agli utenti dei propri siti, ma anche agli utenti fedeli ai grandi portali, sono anche, grazie alla loro relazione quotidiana con centinaia di shop, i primi operatori ad accorgersi dell’evoluzione dell’e-commerce: di quali merceologie raggiungono la ribalta, di quali operatori sono in grado di imporre la propria leadership, infine di quali prodotti, all’interno di uno stesso settore, stanno “facendo il mercato”. Ecco perché costituiscono, oltre a dei motori di crescita del comparto, anche un veicolo di comunicazione pubblicitaria sempre più apprezzato, soprattutto in una fase in cui assicurazioni, servizi finanziari e turismo sono segmenti particolarmente attivi nella distribuzione, e quindi anche nella comunicazione, sul web.
Saper ottimizzare la propria presenza sui comparatori, costruire una proposizione competitiva in grado di reggere la concorrenza garantita da questo strumento di trasparenza, infine tracciare i risultati ed agire di conseguenza sono aspetti sempre più importanti per chi vuole affermare la propria strategia di web-marketing nel contesto di entusiasmante crescita del nostro e-commerce.
Country Manager Pangora.com – Gruppo
Lycos Europe
1 Fonte: Politecnico
di Milano, 2006
2 Fonte: Forrester,
2006
3 Fonte: Istat, 2006





