La PA crede nel software libero
Un portale e un osservatorio gestiti dal CNIPA per facilitare la diffusione dei programmi informatici aperti e condivisibili on-line, adattabili alle esigenze organizzative.
di Luca De Nardo |
16 maggio 2007
La Pubblica amministrazione italiana ha imboccato anche la strada del software open source.
Il ministro per le Riforme e l’Innovazione nella PA, Luigi Nicolais, ed il presidente del CNIPA, Livio Zoffoli, nel corso di una conferenza stampa hanno presentato il Portale dell’Osservatorio Open Source, nato per monitorare lo scenario applicativo, i sistemi adottati e le aziende che offrono servizi in questo settore, creando così una “piazza telematica” di scambio e una “vetrina digitale” di esperienze e di soluzioni.
Ncolais ha ricordato che «i commi 892 e 895 dell’art. 1 della Legge Finanziaria 2007 prevedono l’erogazione di 30 milioni di Euro in tre anni a sostegno dei progetti per la Società dell’Informazione e tra questi è data priorità a quelli che utilizzano e/o sviluppano applicazioni a codice sorgente aperto per la Pubblica Amministrazione, favorendo così la loro diffusione. Per accedere a queste risorse i programmi devono risiedere su un ambiente di sviluppo cooperativo su web, che oggi viene presentato, affinché siano visibili e soprattutto riusabili».
Con l’avvio del Portale dell’Osservatorio Open Source di fatto si amplia la visione tradizionale dell’open source, per assumere – relativamente al comparto applicativo - la fisionomia di programmi che si valorizzano soprattutto con la modificabilità dei codici e con la condivisione per il riuso. Una rivoluzione di cui sono “attori” non solo la Pubblica Amministrazione, ma anche le università, il mercato ed i liberi sviluppatori.
L’iniziativa, del resto, tiene conto non solo del fatto che ormai l’Italia si pone al 4° posto al mondo per soggetti sviluppatori di programmi Open Source, ma anche che tale tipologia di software, proprio per la sua versatilità, trova sempre più ampia utilizzazione nell’informatica pubblica.
La stessa Commissione UE sta sollecitando gli Stati membri a riappropriarsi della capacità di creare software, anche per favorire, in seguito all’allargamento a 27 Paesi, l’interoperabilità dei sistemi di tutte le PA con programmi informatici sviluppati in modo specifico e facilmente adattabile alle rispettive esigenze.
Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Open Source del CNIPA, infatti, è stato registrato un aumento delle PA (centrali) che utilizzano anche software open source per i propri sistemi (si è passati dal 54% del 2005 al 67% del 2006). Oltre al dato percentuale è da notare come sia aumentato il numero di progetti all’interno delle PA che utilizzavano già open source: un segnale del fatto che il software open source viene percepito come maturo.
Gli strumenti che il CNIPA mette a disposizione della PA per contribuire al perseguimento di questi obiettivi consistono in due portali specializzati: un “ambiente di sviluppo software cooperativo“ ed una “vetrina virtuale”.
L’ambiente di sviluppo cooperativo è una piattaforma che agevola, offrendo supporto e strumenti opportuni, lo sviluppo di applicazioni e componenti software da licenziare ed utilizzare secondo i paradigmi tipici del software a codice sorgente aperto. Questo ambiente di sviluppo cooperativo nasce per favorire e coinvolgere tutte le PA, centrali e locali, che intendono proporre e/o partecipare allo sviluppo, alla gestione ed alla evoluzione continua dei progetti ospitati nell’ambiente stesso e, al contempo, per raccogliere suggerimenti e modifiche provenienti dal mondo accademico e dagli eventuali operatori di mercato interessati.
La “Vetrina virtuale” nasce per raccogliere e condividere il patrimonio di esperienze maturato attraverso sviluppo e/o utilizzo di software con codice sorgente aperto da parte delle PA, anche con l'eventuale ausilio di operatori di mercato che hanno partecipato alla sua realizzazione.
La Vetrina, inoltre, seleziona e promuove le migliori esperienze (best practices) nell’ambito dell’adozione di componenti e prodotti basati sul software OS nella PA, nonché diffonde la conoscenza in tale materia attraverso casi di studio ed esempi concreti, al fine di trarre il massimo beneficio dall’esperienza maturate dalle altre PA. In essa si potranno ricercare le soluzioni già esistenti, le difficoltà incontrate, gli attori del mercato che offrono servizi in materia e la loro localizzazione geografica.