Una ricerca promossa da Unisys e condotta da Forrester Consulting, tra le aziende europee e nordamericane che utilizzano o hanno in previsione di adottare software open source, conferma come i vantaggi generati in ambito business siano sufficienti per suggerirne l'impiego anche in relazione alle applicazioni di aree critiche come la promozione dei ricavi e il miglioramento del customer service.
Gli intervistat ritengono che il software open source possa garantire significativi ritorni in termini di business, riducendo i costi operativi complessivi delle aziende – un vantaggio segnalato nel 62% delle risposte.
Oltre alla riduzione dei costi vi sono altri fattori, quali ad esempio l'aumento di flessibilità del business, a favorire la diffusione dell'open source sia nelle infrastrutture IT che tra le applicazioni mission-critical; se il 62% degli intervistati afferma di essere attirato dalla possibilità di utilizzare un prodotto software senza dover pagare una licenza, quasi l'80% sottolinea aspetti ben più importanti quali il supporto degli standard aperti, la possibilità di utilizzare il codice senza restrizioni e il venir meno del vincolo a un determinato fornitore.
L'open source, una soluzione alle esigenze di oggi e di
domani
Più della metà del campione – 58% in Nordamerica e 51%
nell'Europa continentale e nel Regno Unito – utilizza già software open source
per applicazioni mission-critical. Nello specifico, il 79% ricorre all'open
source per l'infrastruttura applicativa (database, Web server e application
server) su cui si appoggiano tanto le applicazioni di routine quanto quelle
mission-critical.
Tale diffusione dell'utilizzo a livello infrastrutturale
indica un notevole potenziale di espansione del numero di applicazioni
mission-critical man mano che le aziende constateranno direttamente il valore
offerto dall'open source.
Il 77% degli intervistati ha definito l'open
source "importante" o "molto importante" per migliorare l'efficienza IT e
riuscire a "fare di più con meno".
L'open source per promuovere le architetture SOA
Una
buona percentuale di intervistati ritiene che il software open source sia uno
dei principali veicoli per lo sviluppo di progetti IT come la modernizzazione
degli ambienti applicativi enterprise: il 71% del campione considera l'open
source "importante" o "molto importante" per attuare il consolidamento delle
infrastrutture IT.
Il 57% degli interpellati, inoltre, giudica l'open source "importante" o "molto importante" anche per facilitare la migrazione verso ambienti SOA (Service Oriented Architecture) che consentono alle aziende di adottare con maggior efficienza nuove applicazioni e di integrare i servizi con quelli forniti dalle applicazioni legacy – contribuendo in tal modo a salvaguardare il valore degli investimenti IT sul lungo termine.
Secondo Forrester, il supporto del software open source nei confronti degli standard aperti – un elemento considerato essenziale dal 78% degli intervistati – è una delle principali motivazioni alla base del suo valore per le architetture SOA enterprise di nuova generazione.
Carenza di servizi
Quasi tre quarti (74%) del campione si
dichiara preoccupato per la carenza di servizi di consulenza, integrazione,
supporto per il software open source. In particolare, oltre due terzi degli
intervistati sostiene che un service provider specializzato nell'ambito open
source dovrebbe fornire i seguenti servizi:
- Manutenzione del software open source (83%);
- Supporto lungo
il ciclo di vita (80%);
- Servizi di consulenza
(77%);
- Integrazione di più componenti software open source
(76%);
- Integrazione di software open source e software proprietario
("closed source") (74%);
- Sviluppo di applicazioni open source
(72%).
Metodologia della ricerca
Forrester Consulting ha condotto interviste telefoniche con 486 responsabili
decisionali open source in Europa continentale, Regno Unito e Nordamerica nel
quarto trimestre 2006. Il panel è stato considerato sulla base della sua
capacità di influenzare le decisioni del top management, definire strategie e
budget, autorizzare acquisti.
La suddivisione geografica del campione è la
seguente:
- Europa continentale: 41,6%
o Francia e Germania 10,5%
o Italia e Paesi Bassi 10,3%
- Nordamerica:
35%;
- Regno Unito: 19,1%;
- Altri Paesi europei: 4,3%.
a cura della Redazione
Fonte: Unisys