Pedofilia online: rapporto del primo quadrimestre
Telefono Arcobaleno: dati poco confortanti sulla pedofilia online, raccolti attraverso un monitoraggio quotidiano. L'associazione ci spiega anche come si svolge il processo di segnalazione - intervento - elaborazione dati in merito.
di a cura della Redazione |
24 maggio 2007
Telefono Arcobaleno è un'Associazione che da
undici anni lotta al fianco delle polizie nazionali e internazionali
contro la pedofilia e la pedopornografia in internet.
Da sempre ha reso disponibile una linea nazionale contro l'abuso
gestita attraverso il numero verde 800 025777, attraverso cui raccoglie
segnalazioni di disagio o abuso che possano, in qualunque modo,
coinvolgere un minore. Il numero verde può essere contattato
direttamente da bambini, adolescenti o adulti che vogliano effettuare
una segnalazione; ma anche da genitori o familiari, da insegnanti ed
educatori che abbiano bisogno di ricevere consigli professionali.
Per quanto riguarda i rischi della rete,
l'Associazione effettua un monitoraggio quotidiano teso
all'individuazione, al tracciamento ed alla immediata segnalazione dei
siti illeciti alle Autorità competenti. Questo consente di essere in
prima linea e avere un apercezione estremamente netta del fenomeno di
cui sempre più spesso si deve parlare.
Telefono Arcobaleno ha da poco presentato il rapporto sulla pedofilia online relativo ai primi quattro mesi
del 2007.
Eccone i principali - inquietanti - risultati.
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riprende a crescere il numero di siti pedofili, dopo che nel 2006, si
era registrata per la prima volta una lieve diminuzione della pedofilia
online
-
rimane elevatissimo il numero di frequentatori di siti pedofili (in
prevalenza, nell'ordine, statunitensi, tedeschi, russi, giapponesi,
francesi, italiani, olandesi, svizzeri)
-
il pedo business affina e muta continuamente metodi e tecnologie di azione e di dissimulazione:
-
infiltrando ovunque e sistematicamente la promozione di siti pedofili a
pagamento e giungendo ben al di fuori dei confini della comunità
pedofila, con la contaminazione quotidiana di spazi e servizi internet
del tutto estranei e ignari utilizzando con sempre maggiore intensità i
“masked files”, ovvero distribuendo filmati o serie di foto in file
dissimulati e protetti, pubblicati nei moltissimi e multiformi servizi
di storage presenti in internet e resi noti in un passaparola virtuale
a sua volta protetto e nascosto
-
varia costantemente la distribuzione/concentrazione geografica dei siti
segnalati; diversità che riflette, però, unicamente la "convenienza"
del pedo business di localizzare le proprie attività nei Paesi e negli
ISP-HOST ritenuti di volta in volta più agevoli
Quali i fattori e le dinamiche maggiormente pericolose. L'associazione denuncia in particolare:
- l'eccessivo tempo di permanenza online di moltissimi siti con immagini di tipo pedofilo e pedo-pornografico, anche estreme, e/o la loro continua ripubblicazione, che provocano la disseminazione a livello mondiale dei materiali presenti; ciò accade anche in ISP/HOST della vecchia Europa
- la perenne riallocazione e quindi la permanente presenza in alcuni noti spazi internet della Russia come RBN e altri minori dei punti assolutamente stabili di promozione e di accesso ai siti pedofili a pagamento e di divulgazione promozionale di materiali pedopornografici gratuiti; dovrebbe peraltro far riflettere il fatto che tutti questi spazi internet fanno capo geograficamente a San Pietroburgo
A questo si aggiunge il persistente ritardo di alcune legislazioni nazionali che in tema di pedofilia online ancora non consentono interventi efficaci con riguardo a siti web dedicati alla massiva e sistematica promozione dei link a siti con contenuti pedofili e pedopornografici; in particolare questi siti vengono ospitati in:
- USA: con molte centinaia di siti che promuovono esplicitamente e costantemente con link diretti l'accesso a siti pedofili e pedo-pornografici
- Russia e Panama: ad esempio l’ISP/HOST “RBN “ con una galassia di siti in continua rotazione che promuove anche con foto esplicite di tipo pedo hard l’intera gamma di siti pedofili a pagamento
Il legislatore inoltre sottovaluta il peso della divulgazione di materiali pedofili e pedopornografici considerati "minori" (foto malicious, disegni, pitture, strisce, etc.); molte delle modelle-bambine del settore "foto malicious" sono le stesse che poi posano per foto pedo hard; in particolare, questi siti vengono ospitati in USA, Russia e Germania. Così come rischia di non considerare a fondo l'asione della divulgazione della cosiddetta "cultura pedofila"; esistono a tutt’oggi interi server riservati ai Boylovers e alla promozione della relativa “cultura”.
Tornando alle dinamiche più pericolose, Telefono Arcobaleno denuncia anche l'eccessiva persistenza dei nomi di dominio di molti siti con contenuti pedofili e pedopornografici che permette la loro catalogazione da parte dei motori di ricerca, rendendone facile e agevole l'accesso da parte di qualsiasi navigatore interessato.
Un fenomeno che, secondo l'esperienza sul campo dell'associazione, dipende anche dal pesante debito di intervento di moltissimi ISP-HOST nell’attività sistematica di prevenzione e di controllo con riguardo alla pubblicazione nei propri spazi internet di siti pedofili e pedo-pornografici; il comportamento medio si riassume nella prassi "se mi vengono segnalati, li chiudo", mentre è provato che un comportamento attivo da parte degli ISP-Host può praticamente azzerare la presenza di siti pedofili; ne costituiscono un esempio due ISP, uno brasiliano e l'altro italiano, i quali fino a qualche anno fa avevano fatto registrare il record per la maggiore presenza di siti pedofili e oggi del tutto fuori da questa triste classifica.
Ma quante sono state le segnalazioni e cosa succede dopo averne ricevuta una?
Spesso leggiamo i dati inerenti la pedopornografia e la pedofilia online, ma interessante è capire come Telefono Arcobaleno - e sappiamo non essere l'unica in prima linea - le istituzioni, le forze dell'ordine e i cittadini, creino un processo volto a estirpare il maggior numero possibile di situazioni di rischio e abuso per i minori.
Partiamo dai dati >>