Italia terra di pirati...musicali
Sull'ultimo numero del giornale "Focus.it", i dati su contraffazioni e download abusivo, che ci vede al primo posto in Europa. Un quarto del mercato in mano alla criminalità per un giro di affari di 60 milioni di euro
di Luca De Nardo |
25 maggio 2007
Sessanta milioni di euro, un quarto abbondante di tutto il mercato
discografico italiano. Tanto vale l’industria della pirateria musicale
nel nostro paese: un settore saldamente nelle mani della criminalità
organizzata che - nonostante la raffica di denunce, sequestri e arresti
- regala al Belpaese un poco invidiabile posto nella “top-ten” mondiale
delle nazioni più vessate dal business delle copie contraffatte o
“scaricate” da Internet.
I dati sono stati raccolti ed elaborati
dall’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle
Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) per l’ultimo numero di “Focus .it".
Secondo i dati diffusi dall’Fpm (la Federazione contro la pirateria
musicale), nel corso del 2006 le forze dell’ordine hanno sequestrato
oltre due milioni fra cd e dvd, arrestando 389 persone e denunciandone
1.104; 25 le centrali di masterizzazione (vere e proprie “fabbriche” di
musica pirata) sgominate.
“Le stime appaiono in leggera flessione
rispetto al 2005 (1.189 denunce e 519 arresti), segno dell’efficacia
delle nuove tecniche di investigazione e repressione”, spiega Paolo
Gentili, dell’Iit-Cnr. Cresce invece il numero di masterizzatori (da
1.509 a 1.702) e dvd (da 930.973 a 1 milione e 4.948) posti sotto
sequestro.
“Ma nel bilancio complessivo pesa una rete sempre più
capillare di venditori abusivi che – sotto il controllo del crimine
organizzato – arriva nel Mezzogiorno a gestire fino al 40 per cento del
mercato”.
Secondo Fpm, la pirateria in Italia si consuma soprattutto
nelle rivendite ambulanti (59%), seguite dai privati (16%), centrali di
masterizzazione (14%) e negozi musicali (7%).
Nel complesso, la pirateria in Italia rappresenta da sola un
quarto dell’intero mercato musicale al quale sottrae risorse per 60
milioni di euro.
L’Ifpi (l’organizzazione che rappresenta a livello
mondiale l’industria discografica) colloca il nostro paese nella lista
delle dieci nazioni più vessate dal fenomeno (al primo posto in Europa
occidentale), per quanto lontano dalle punte di Indonesia (dove l’88%
del mercato è nelle mani del crimine), Cina (85%), Russia (67%) o
Grecia (50%).
A fianco della pirateria “fisica”, inoltre, spopola il download
illegale di musica via Internet tramite i circuiti “peer to peer”:
quasi sempre in grado di anticipare la diffusione dei brani musicali
prima ancora che arrivino negli scaffali dei negozi. Le cifre, a
livello mondiale, parlano di 20 miliardi di brani musicali scaricati
l’anno e punte di 10 milioni di utenti attivi contemporaneamente.