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Bambini e Internet: proteggerli da e-mail pericolose

I genitori sono solo parzialmente informati delle attività Internet dei figli: il 43% degli adolescenti riceve inviti non richiesti, mentre quasi il 40% dei bambini intervistati ha ricevuto e-mail erotiche esplicite.
di Luca De Nardo | 04 giugno 2007
Webroot Software rende noti i risultati di una ricerca che mostra lo scollamento tra i genitori e i loro figli per quanto concerne l’utilizzo di Internet. Il Webroot State of Internet Security Report, che conferma le preoccupazioni relative alle attività online di bambini tra i 5 e i 17 anni, mostra una serie di discrepanze tra ciò che dichiarano di fare i bambini e ciò che invece i genitori pensano stiano facendo. Il rapporto affronta inoltre le potenziali implicazioni legali e i rischi alla sicurezza a cui i genitori devono far fronte a causa del comportamento online dei propri figli ed elenca una serie di best practice per garantire un’esperienza online priva di rischi per i minori.

Scollamento Internet

Anche se oltre il 70% dei bambini intervistati (tra gli 11 e i 17 anni) dichiara che i genitori si informano circa le attività online, il rapporto State of Internet Security di Webroot rivela differenze significative tra le attività Internet dei minori e la percezione dei loro genitori.
  • Il 45% dei bambini intervistati dice di passare una media di 3 ore o più su Internet ogni giorno, contro il 76% dei genitori che ritiene i propri figli vi trascorrano due ore o meno. Inoltre, secondo il National Center for Education Statistics, il 61% dei tredicenni passa 1 ora o meno a fare i compiti.
  • Il 40% dei bambini utilizza l’instant messaging e i siti di networking sociale come MySpace e Facebook ogni giorno, e solo il 30% dei genitori intervistati pensa che i loro figli navighino su questi siti.
  • Oltre la metà dei bambini dichiara di fare acquisti online, ma il 71% dei genitori ha dichiarato che i figli non effettuano acquisti via Internet.
Le preoccupazioni dei genitori

Il report rivela inoltre che genitori e tutori di bambini dai 5 ai 17 anni, sono preoccupati dei rischi associati all’utilizzo di Internet, compresa l’esposizione a predatori online e pornografia.
  • Il 43% degli adolescenti intervistati che naviga su siti di social networking ha confermato di essere stato invitato attraverso Internet a incontrare uno sconosciuto nel corso dell’ultimo anno.
  • Circa il 40% dei bambini tra gli 11 e i 17 anni ha confermato di aver ricevuto email o pubblicità pop-up erotiche esplicite nel corso dell’ultimo anno. Quasi il 100% di essi utilizza la posta elettronica.
Con tutte le sfide che i genitori devono affrontare per proteggere i propri figli, è importante che si ricordino di proteggere sé stessi. Il Consumer Reports “State of the Net Survey” ha rilevato che nelle case in cui i bambini sotto i 18 anni utilizzano Internet, c’è stato un aumento del 28% delle infezioni spyware negli ultimi sei mesi.

I genitori non devono solo preoccuparsi di insegnare ai propri figli la sicurezza online, ma devono proteggere sé stessi così come il loro computer. I genitori lasciano la porta aperta ai cyber-criminali e mettono i loro dati personali a rischio se i loro figli, inconsapevolmente o meno, svolgono attività pericolose o chattano su siti di social networking, siti infetti da malware, cliccano su link casuali o aprono messaggi di posta di sconosciuti”, aggiunge Irwin. “Ed è altrettanto importante che i genitori si rendano conto della loro responsabilità nel caso in cui il loro figlio svolga attività di hacking o violi trademark e copyright quando scarica musica o video illegalmente. Un po’ di attenzione può essere molto utile”.

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