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PMI Dome

Studio sulla sicurezza dei motori di ricerca

McAfee aggiorna lo studio sulla sicurezza dei motori di ricerca. Oltre 276 milioni di ricerche al mese conducono a siti pericolosi.
di Luca De Nardo | 05 giugno 2007
A un anno dal rilascio dello studio inaugurale sulla sicurezza dei motori di ricerca, McAfee pubblica un aggiornamento della ricerca “The State of Search Engine Safety”. L’aggiornamento mostra che mentre la sicurezza generale degli utilizzatori dei motori di ricerca è diminuita di circa l’1%, i risultati dei siti sponsorizzati - quelli pagati dagli inserzionisti - rimangono significativamente più pericolosi rispetto a quelli non sponsorizzati.

McAfee ha studiato i principali cinque motori di ricerca statunitensi – Google, Yahoo!, MSN, AOL, Ask – che costituiscono il 93% dell’utilizzo totale dei motori di ricerca. Per condurre la ricerca, McAfee ha analizzato i primi 50 risultati riportati da ogni motore di ricerca per 2.300 parole chiave comuni. Le parole chiave sono state selezionate da liste quali Google Zeitgeist e Yahoo! Buzz, all’interno di altre fonti di mercato. Ogni risultato è stato comparato con il database sulla sicurezza del Web di McAfee SiteAdvisor con 8.2 milioni di valutazioni sulla sicurezza dei siti, classificandoli con icone colorate.
Di seguito le principali scoperte all’interno dello studio:
  • Il 4,0% di tutti i risultati di ricerca rimandano a siti web pericolosi
  • AOL restituisce i risultati più sicuri con il 2,9% dei siti valutati con icona rossa o gialla, risultato in diminuzione rispetto al 5,3% di maggio 2006. Yahoo ha riportato la maggior parte dei risultati con icona rossa o gialla con il 5,4%.
  • I risultati dei siti sponsorizzati contengono siti rischiosi 2,4 volte in più rispetto ai siti organici; infatti, il 6,9% di tutti i risultati sponsorizzati riporta icone rosse o gialle. Questo rappresenta un miglioramento rispetto all’8,5% dell’anno scorso, principalmente dovuto ai miglioramenti da parte di Google per la sicurezza delle ricerche sponsorizzate.
  • Le categorie relative a musica e a tecnologia continuano a essere le più pericolose.  “Digital music” riporta la più elevata percentuale di siti a rischio con il 19,1%, seguito da “tech toys” e parole chiave comuni come “chat” e “wallpaper”.
  • I programmi di file sharing sono risultati inoltre prominenti tra le categorie più a rischio. Le ricerche di file sharing pericolose includono “Bearshare” (45,9% dei risultati rischiosi), “limewire” (37,1%), “kazaa” (34,9%) e “winmix” (32%).
  • I siti truffa continuano a prevalere, rappresentando il 3,2% di tutti gli elenchi di siti sponsorizzati. Truffe tipiche riguardano siti per il download che vendono software gratuito, siti di suonerie con termini di pagamento ingannevoli e siti per il lavoro autonomo da casa con condizioni fuorvianti.
  • Per quanto riguarda la ricerca di parole chiave di contenuti per adulti, i risultati di siti pericolosi sono aumentati del 17,5% rispetto a dicembre 2006, e i siti a rischio rappresentano oggi il 9,4% del totale dei risultati di ricerca degli adulti. Motore di tale crescita è stato un preoccupante aumento del 72,2% di siti per adulti a rischio tra i risultati sponsorizzati.
Ulteriori informazioni contenute all’interno del report includono un’analisi che comprende i risultati organici e sponsorizzati per motore di ricerca, l’analisi di gruppi di parole chiave di Google Zeitgeist che cita le categorie di parole più sicure e più pericolose, e l’analisi sulla sicurezza di ogni singola parola chiave.

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