L'informatica italiana crescerà come il Pil
La domanda d'innovazione cresce per i tutti settori dell'economia italiana, guidata dalle medie imprese e dal settore dei Servizi. In controtendenza, continua a calare la spesa informatica della Pubblica Amministrazione. Stima 2007: l'incremento degli investimenti in IT al 2% raggiungerà quello del Pil.
di a cura della Redazione |
08 giugno 2007
Si è svolto ieri a Milano l'edizione 2007 dell'annuale presentazione del Rapporto Aitech-Assinform sullo stato di salute dell'ICT italiana. (Disponibili qui i video dell'evento)
Un primo commento ai dati viene da Ennio Lucarelli, Presidente dell'Associazione: "L'informatica
italiana non solo si conferma in crescita
per il terzo anno consecutivo, ma
sta accelerando il suo ritmo. Il trend
positivo degli investimenti IT rispecchia
la curva descritta dall'andamento internazionale, che vuole l'informatica
crescere come o più del Pil, fenomeno
che si sta registrando quest'anno
per l'Italia. E' questo un risultato
importante, che segnala come l'innovazione
tecnologica stia giocando un ruolo
significativo nella ripresa economica
in atto".
Nel 2006 il mercato italiano dell'informatica
ha raggiunto i 19.804 milioni di euro
in crescita dell'1,6% sull'anno prima,
consolidando un trend positivo
che a fine 2005 risultava dello 0,9%.
Il valore di questo risultato può
essere valutato meglio, considerando
la posizione di partenza, quando l'economia
italiana ha reagito alla crisi degli
anni scorsi con pesanti tagli degli
investimenti, da parte sia delle imprese
che della Pa. Per l'informatica ciò
ha significato un vero e proprio crollo
della domanda, che ha avuto il suo
picco negativo a fine 2002 (-3,2%
annuo). Tuttavia dal 2003 la domanda
IT è ripartita, con una velocità che
ha permesso nel giro di tre anni un
recupero di 5 punti percentuali e
che consente di stimare la crescita
2007 dell'ordine del 2% su base annua,
al pari del trend del Pil.
Il confronto
internazionale, tuttavia, offre la
misura del gap accumulato in questi
anni, con l'Europa che nel 2006
ha registrato una crescita media degli
investimenti in informatica del 3,7%
rispetto all'anno precedente e gli
Stati Uniti del 5,8%. Gap che si è
tradotto nel divario di produttività
registrato dalla nostra economia rispetto
agli altri paesi. Analizzando i trend
nel decennio 1995-2005 si vede, infatti,
come la crescita della produttività
Usa sia stata oltre il doppio di quella
dell'area Euro, mentre questa ultima
è stata oltre il doppio dell'Italia.
"Il recupero di produttività
- ha sottolineato Lucarelli - è
un obiettivo primario per il sistema
Italia che, come dimostrano i trend
dei paesi nostri concorrenti, si raggiunge
con un grande sforzo di investimento
in IT. E questo le imprese italiane
ed alcuni settori dell'economia lo
hanno capito e lo stanno dimostrando
proprio con l'incremento della domanda
d'informatica".
"Lo scenario internazionale
- ha continuato il Presidente di AITech-Assinform
- rivela che le novità più rilevanti
dei prossimi anni arriveranno dal
software e dagli applicativi, comparti
su cui abbiamo tutte le possibilità
di disegnare un nuovo spazio italiano
di produzione d'innovazione tecnologica.
Già oggi la nostra offerta d'informatica
registra un buon trend di crescita
del software applicativo. Ma il dato
più interessante riguarda la produzione
di valore aggiunto dei comparti software
e servizi: l'82% è prodotto in Italia.
Si sta aprendo una fase dell'economia
mondiale in cui la capacità di ricercare,
produrre, offrire sul mercato innovazione
informatica rappresenterà un valore
aggiunto sempre più strategico nella
competizione internazionale, a cui
l'Italia non può rinunciare, ma anzi
deve trovare la via per valorizzare
e potenziare le sue capacità innovative".
Secondo Lucarelli, va innanzitutto
realizzato un mercato altamente concorrenziale
e competitivo per i settori dell'Information
& Communication Technology, rafforzando
il processo di liberalizzazioni dei
servizi e di deregulation delle norme
anticompetitive, le quali come rilevato
recentemente da un'indagine Ocse,
hanno effetti ancor più negativi se
incidono su settori strategici per
l'innovazione del Paese. Allo stesso
tempo è necessaria una politica ad
hoc per sostenere l'innovazione nell'It
che può essere attuata attraverso
il lancio di un progetto nazionale
sull'informatica nell'ambito di Industria
2015: " Dobbiamo coniugare le opportunità
offerte dalla rivoluzione It alla
risoluzione di problemi nazionali
- ha concluso il presidente di
AITech-Assinform, precisando che
"dentro Industria 2015 l'informatica
va considerata come settore strategico
messo al servizio dello sviluppo dei
cinque già scelti, che sono il risparmio
energetico, la mobilità sostenibile,
i beni culturali, il Made in Italy,
le scienze della vita. Ciò consentirebbe
di acquisire know-how e brevettare
nuovo software e nuove applicazioni,
che potrebbero poi essere proposti
sul mercato internazionale. Senza
una specifica azione mirata a produrre
in Italia innovazione informatica
si rischia, infatti, che l'attuale
crescita economica generi una domanda
che potrà essere soddisfatta acquistando
tecnologie per la maggior parte realizzate
all'estero. In alcuni campi la concorrenza
ci confermerà che ciò sarà conveniente
o necessario, ma in molti altri, i
risultati dovranno nascere da iniziative
imprenditoriali del nostro Paese"
.
Il dettaglio dei dati
L'informatica
nel 2006 in Italia : +1,6%
Il Rapporto Assinform conferma
le imprese protagoniste della crescita
della domanda d'informatica, con in
testa le medie che stanno puntando
su qualità e innovazione per aprire
nuovi mercati e consolidare la loro
crescita. Queste ultime, nel 2006,
hanno fatto crescere la domanda d'informatica
dell'1,8% a fronte dell'1,3% registrato
dalle grandi aziende, che comunque
assorbono oltre la metà del mercato
nazionale dell'It. A livello delle
piccole imprese, che hanno
complessivamente un volume di spesa
It comparabile con quello dell'intera
Pa, è interessante notare come
l'incremento degli investimenti informatici
negli ultimi tre anni sia passato
dal picco negativo del -3,3% a fine
2003, al + 0,3% attuale. Questo
risultato testimonia che le piccole
imprese non sono così refrattarie
all'innovazione come spesso vengono
interpretate, ma che al contrario
esistono tutti i presupposti per potenziare
il processo di penetrazione delle
nuove tecnologie in questa componente
così importante dell'economia italiana.
Lo spaccato della domanda dimostra
che tutti i settori economici hanno
ripreso a investire in tecnologie
informatiche. Se banche e industria
arrivano ormai ad assorbire oltre
il 44% del mercato informatico con
un volume di spesa di oltre 8.000
milioni di euro raggiunto nel 2006,
la palma della crescita va al mercato
consumer che viaggia al ritmo dell'8,8%.
Ma è dal settore dei Servizi che arriva
la performance più significativa con
una spesa in It salita nel 2006 del
3,6% annuo (era stata +1,7% l'anno
prima), sostanzialmente allineata
alla media europea. Il dinamismo dei
Servizi costituisce una novità molto
positiva poiché è soprattutto in questo
settore che l'Italia deve recuperare
competitività e produttività. Importante
anche la crescita della Distribuzione
del 2,9% e delle Telecomunicazioni
del 2,2%, per le quali va rilevato
comunque un rallentamento (il ritmo
l'anno prima era stato del 3,0%),
dovuto alla fase evolutiva che sta
subendo il settore sotto la spinta
della concorrenza, a favore della
riduzione dei costi, dell'aumento
di produttività e dello sviluppo di
servizi innovativi.
Per quanto riguarda la Pa si conferma
il processo di disinvestimento in
informatica, che Aitech-Assinform
ha da tempo segnalato. Processo
che si articola in un deciso trend
negativo per l'amministrazione
centrale per la quale la spesa
continua a calare, segnando il -1,7%
nel 2006 (a fronte del -1,0% del 2005)
con tagli che riguardano soprattutto
la spesa destinata agli investimenti.
Rallentamento anche per la Pa locale,
con la domanda cresciuta del 2,8%
a fronte del tasso registrato nel
2005 di +3,4%, che va a tutto discapito
della creazione di servizi innovativi
al cittadino e alla imprese. Per la
Pubblica Amministrazione locale, inoltre,
c'è da considerare che il 43% delle
commesse rimangono in casa, ovvero
sono affidate direttamente senza gara
a proprie società controllate.
Sul lato dell'offerta, per
i PC , è interessante rilevare come
le vendite di portatili (2540.000
unità) abbiano superato quelle dei
desktop (2.255.000) anche sommando
a essi i PC Server (184.000); come
gli acquisti delle famiglie abbiano
raggiunto il 32,3% del mercato; e
infine, e come il parco di PC installati
in Italia (imprese e famiglie) abbia
raggiunto i 24,7 milioni di unità.
Per il software, tutti i comparti
sono risultati in crescita: software
di sistema, +2,3%; middleware, +5,5%
e software applicativo, +1,7%. Sul
fronte applicativo la componente più
dinamica (+13,1%), anche se non la
più "pesante" è risultata quella per
la sicurezza, che concorre a individuare
un comparto che con hardware e servizi
pesa per quasi 650 milioni (+10.9%).
Nel caso dei servizi (+0,4%), le dinamiche
relativamente più vivaci sono risultate
quelle dei servizi in outsourcing
(+2,4%), e dell'integrazione dei sistemi
e della consulenza, entrambe in crescita
dell'1,2.
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