Pochi giorni fa, a un seminario, incontrai uno dei
responsabili della sicurezza di una banca: parlando della minaccia
interna mi disse che l'azienda aveva già implementato filtri e sistemi
di monitoraggio di tutto il traffico in entrata e in uscita attraverso
le email, nonché sistemi che eliminavano i pericoli della web mail e
dell'Instant Messaging.
C'era ancora qualcos'altro che, a mio parere, doveva essere fatto?
La risposta inizia con "Sicuramente sì", e continua così...
Negli ultimi 5 anni molte aziende hanno investito in modo significativo per proteggere i propri sistemi email da virus, spam, spyware, attacchi sulla porta SMTP (ivi inclusi i Denial-of-Service e i directory harvest attack).
Esistono
oggi nuove tecnologie di filtraggio per analizzare il contenuto delle
comunicazioni verso l'esterno: in alcuni casi le iniziative delle
aziende prendono la mossa dalle necessità di adeguamento alle normative
(il Codice in materia di protezione dei dati personali in Italia - DL
196/3) o la Legge Federale del 19 giugno 1992 sulla protezione dei dati (LPD) in Svizzera, e altre leggi similari che sono state implementate nella maggior parte dei paesi europei seguendo le direttive UE).
In altri casi ancora, le aziende che fondano la propria attività sulla proprietà intellettuale
Sfortunatamente, la maggior parte delle soluzioni di e-mail scan utilizzano una tecnologia obsoleta per l'analisi dei contenuti, come il riconoscimento delle parole chiave (keyword) o il matching di regular-expression, trovando quindi solo dati in formato fisso come i numeri di carta di credito o parole chiave come "documento confidenziale" all'interno del messaggio.
E' comprensibile che questo tipo di soluzioni rappresenti il "meglio-che-niente", poiché sono ancora molte le aziende dove i dati sfuggono senza il minimo controllo e senza che nessuno se ne renda conto.
Spesso queste soluzioni non possono gestire i contenuti più critici e alcune non riescono neppure ad aprire i file allegati che potrebbero contenere le informazioni.Il modo migliore, quindi, per proteggere le loro comunicazioni dalle minacce interne (sia che si tratti di atti dolosi o semplici errori umani) deve seguire tre strade parallele:
Stefano Bonacina - http://connexioni.blogspot.com/
Stefano Bonacina è CTO, o anche Direttore Tecnico, di Advanction, una società che propone soluzioni strategiche nell'ambito della protezione delle informazioni aziendali, delle architetture avanzate - Grid computing - e della finanza. Lavora come Director in Intelligrate, una società che si occupa di Competitive Intelligence, Text Mining e Sicurezza. Al contempo tengo seminari e corsi e collaboro con siti e pubblicazioni. Precedentemente (1998-2003) ho lavorato in Fineco SIM e Banca Fineco, di cui ho diretto i sistemi informativi dal 2000, sono stato IT System and Project Manager in St Microelectronics dal 1990 al 1998 Sono membro della Society of Competitive Intelligence Professionals e della Information Systems Security Assosiacion, nonché vicepresidente della XML Finance Association.