Una ricerca condotta su più di duemila aziende svela le grandi potenzialità del commercio elettronico italiano, i punti deboli e le aree strategiche per la crescita.
di a cura della Redazione |
03 luglio 2007
Il fatturato e-commerce europeo è stato pari a 135 miliardi di euro nel
2006. In Italia sta crescendo rapidamente, il 42% solo lo scorso anno,
in particolare per alcuni settori come Turismo, Elettronica di consumo
e Tempo libero.
Questi sono alcuni risultati di una ricerca,
condotta da Casaleggio Associati commissionata da Expedia,
sull'e-commerce in Italia e in Europa prendendo in esame un totale di
2.251 aziende che vendono on line presenti in Italia.
Nel 2006 in
Italia sono stati fatturati 2,906 miliardi di euro a prova del fatto
che i margini di crescita sono ancora ampi. Il settore trainante è il Turismo, con un aumento del fatturato del 60% tra il 2005 e il 2006.
Al
primo posto tra i settori che realizzano i maggiori fatturati on line
in Italia c'è il Turismo. I prodotti più venduti sono i voli aerei, gli
alberghi e i pacchetti viaggio.
Segue l'Elettronica di consumo che
registra un terzo del fatturato rispetto al Turismo, con vendite di
macchine fotografiche digitali e telefoni cellulari.
Al terzo posto il
Tempo Libero con vendite di scommesse sportive, biglietti di spettacoli
e attrezzature sportive.
| Fatturato on line in Italia |
| Fatturato 2004 | Fatturato 2005 | Fatturato 2006 |
| Turismo | 785.641.000 | 982.051.000 | 1.571.026.000 |
| Elettronica di consumo | 287.000.000 | 384.000.000 | 518.400.000 |
| Tempo Libero | 245.837.000 | 357.948.000 | 437.500.000 |
| Assicurazioni | 60.000.000 | 84.000.000 | 380.000.000 |
| Alimentare | 144.000.000 | 149.000.000 | 165.840.000 |
| Editoria | 55.811.000 | 80.405.000 | 105.000.000 |
| Moda | 43.000.000 | 58.050.000 | 75.465.000 |
| Arredamento | 15.900.000 | 17.000.000 | 19.190.000 |
| Salute e Bellezza | 8.494.000 | 11.041.000 | 13.802.000 |
Fonte: Casaleggio Associati, 2007
Il confronto tra i principali Paesi Europei permette di capire quanto
il numero di persone connesse sia solo uno dei fattori che facilitano
il commercio elettronico.
L'Italia a parità di persone collegate
ad Internet rispetto alla Francia ha meno di un terzo del fatturato
e-commerce.
Questo è dovuto ad una serie di fattori infrastrutturali
(es. la diffusione della banda larga), legislativi (es. l'IVA e la
regolamentazione di alcuni settori) e culturali (in particolare di
aziende produttrici che non vogliono rischiare il conflitto di canali).
Lo stesso confronto può essere fatto tra Italia e Spagna comparabili in
termini di fatturato e-commerce, ma con una netta differenza in termini
di navigatori on line a favore dell'Italia.
La Gran Bretagna, con
un numero di navigatori di due terzi inferiore alla Germania, ha un
fatturato quasi doppio. Il fenomeno è dovuto alla forte
liberalizzazione del mercato e all'abitudine del cittadino britannico a
ricevere prodotti a domicilio.
Confrontando il mercato britannico
con quello italiano risulta evidente un gap di offerta da parte delle
aziende. In Gran Bretagna sono circa 130 mila le aziende che vendono on
line, mentre in Italia sono meno di un decimo.

I Paesi europei dove la banda larga è più diffusa, sono quelli dove
l'offerta online è meglio recepita. La correlazione tra banda larga e
spesa online è quasi totale.
L'infrastruttura
Pagamenti.
In Italia, la carta di credito è lo strumento di pagamento utilizzato
nel 62% dei casi, seguito dal pagamento alla consegna al 24% e dal
bonifico al 16%.
Sistemi come Paypal, che ha aperto in Italia nel
2006, sono ancora poco diffusi (2%), ma in forte crescita. Carta facile
rappresenta l'unico esempio di carta ricaricabile italiana,
appositamente ideata per il commercio elettronico. Tuttavia, è ancora
poco utilizzata (sotto l'1%). Gli operatori stanno proponendo sempre
più soluzioni come carte prepagate, che sono già 3 milioni nel 2006, e
nuovi protocolli di protezione che richiedono una password per i
pagamenti online (Verified By Visa).
Logistica.
La logistica per il commercio elettronico è particolarmente rilevante
per tutti i settori che devono recapitare oggetti fisici al cliente
finale. Le alternative sono riconducibili a tre tipologie di operatori:
corrieri espresso, corrieri locali e la Posta.
Il corriere
(espresso e non) è utilizzato nel 38% dei casi. Il suo limite è
rappresentato dal mancato recapito in alcune fasce orarie (dopo le 20)
e in alcuni giorni (il sabato) più convenienti per il cliente. Le
consegne di prodotti di Elettronica di Consumo sono effettuate per il
90% tramite corrieri. Lo stesso vale per l'89% delle consegne di capi
di abbigliamento, e per il 55% delle consegne di prodotti alimentari.
Il costo del trasporto è un elemento critico per i beni con un prezzo
basso, in particolare quando supera il 30% del costo del prodotto.
Legislazione.
La diversa legislazione nei diversi Paesi europei ha creato una forte
differenza in termini di vantaggi competitivi tra le diverse nazioni.
In particolare sono tre i fattori che maggiormente danno un vantaggio
competitivo ad un Paese in Europa: la politica dell'IVA, il costo del
lavoro e l'adozione dell'euro.
Driver di crescita
Gli
esercenti che vendono online per aumentare il business utilizzano
nuovi strumenti promozionali (l'88% lo ritiene essenziale). Strumenti
promozionali efficienti sono diffusi in Rete (es. il keyword
advertising) e i leader di settore investono tra i 20 ed i 100 mila
euro mensili. Le alternative tradizionali, televisioni e giornali
risultano costose per chi non ha un mercato potenziale molto esteso.

Altri aspetti per lo sviluppo del mercato online sono la
logistica (il 48% lo ritiene essenziale), la connettività (43%) ed i
pagamenti (35%).
Meno rilevanti sono ritenuti gli strumenti di certificazione dei negozi on line (25%).
a cura della Redazione
Re: E-commerce in Italia: un Eldorado latent
Bravissimi, offrite un ottimo servizio, di qualità!!
Inviato da Andrea Mangia