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Focusing on Live.com

Per aggirare la supremazia di Google, i competitor sembrano rassegnati a non provare nemmeno a tirare fuori un motore 'come si deve', e si focalizzano solo sui servizi aggiuntivi per catturare piccolissime quote di mercato.
di Andrea Signori | 06 luglio 2007

La guerra tra i motori di ricerca si fa sempre più serrata ma il più delle volte è giocata con "munizioni" a salve o, per intenderci, non così potenti da scalfire la corazza di Google. Non che quest’ultimo sia il non-plus-ultra ma forse è il meno peggio sulla piazza.

La maggior parte di chi naviga usa Google e non ci sono contro-ricerche, contro-sondaggi e white papers dei competitor che tengano. Lo stesso Google, nel suo essere così lontano dal "semantico", è l’unico in grado di dare risultati sufficientemente coerenti con le query (parlo di risultati organici perchè per il KA anche "big G" ha delle belle falle!). Le campagne SEO e KA hanno come focus primario (almeno in Italia) proprio il figliol prodigo del tax free Delaware. Fine della storia.

Proprio per aggirare questa supremazia worldwide tecnico-commerciale i competitor di Google sembrano rassegnati a non provare a tirare fuori un motore "come si deve" e si focalizzano su servizi aggiuntivi, usati per provare a togliere piccolissime quote di mercato al gigante con la doppia "O".

Nei mesi scorsi ho potuto approfondire le release di Live.com che si chiamano Academic e Feed.

Il primo, nelle funzionalità e nell’idea di fondo, ricorda Google Scholar ma è decisamente migliore. Il team di Live.com ha lavorato molto proprio sulla funzionalità e sulla praticità di utilizzo dell’utente.

Live Academic:"cerca articoli didattici, atti di conferenze, dissertazioni e pubblicazioni accademiche". Di ogni query viene mostrata una pagina di risultati organici ma che al passaggio del mouse riportano in un box che occupa tutta la parte destra dello schermo le informazioni principali per permettere all’utente di capire se quel determinato risultato è confacente alla sua ricerca. Si può cercare per autore, per rivista e per conferenza. Inoltre si può scegliere con quale estensione estrarre il file.

Non amo dilungarmi troppo nelle spiegazioni in genere quindi a tutti coloro i quali hanno necessità di fare ricerche consiglio una visita su Academic. Un macro difetto, per noi italiani, è che non vi è ancora (essendo in Beta, Google docet) la possibilità di scegliere la lingua con cui ricercare, quindi tutti i risultati sono in inglese. (Abbiamo voluto la globalizzazione…ora ci becchiamo le ricerche nella lingua madre della globalizzazione ;) )

Per quanto riguarda la release "Live Feed", diciamo che è il primo passo significativo fatto da un motore di ricerca verso gli utilizzatori dei feed (che a mio avviso sono veramente esigui, se escludiamo "noi" e consideriamo l’universo dei "naviganti della rete", servirebbe un po’ più di opera di formazione e di conoscenza di cosa sono i feed e dei vantaggi pratici nell’utilizzo).

Feed è praticamente il motore di ricerca espressamente dedicato ai soli Feed RSS. Si inserisce la query nella search box e ci vengono mostrate le URL dei feed dei siti collegati ovviamente alla query. Quindi se serve di sapere il Feed Rss di qualche sito ora sappiamo dove guardare.

Ora, queste due release posso anche risultare utili a qualcuno ma io sono sempre più dell’ipotesi che:

  1. I motori di ricerca devono essere "motori di ricerca" quindi devono dare risultati organici confacenti alle ricerche degli utenti. Internet è contenuto e si naviga per reperire informazioni (e non solo); i motori di ricerca devono dare risultati che siano confacenti con quello che si cerca garantendo l’informazione con il minor numero di passaggi e di tempo sprecato per l’utente.
  2. Questi "tool" non verranno mai sfruttati appieno dagli utenti fino a che i big player del search market non capiscono che oltre a lanciare nuovi prodotti (lasciando la diffusione e la "promozione" al word-of-mouth dei blog) devono creare nell’utente la cultura di come-cercare-cosa. Ma non parlo di corsi, ma proprio cambiamenti nell’utilizzo dei motori stessi che permettano all’utente di capire le potenzialità del mezzo(i). Fino a che ciò non avverrà, queste resteranno release potenzialmente utili a pochi, sotto sfruttate (da un punto di vista di utilizzo) ma costate ingenti somme di denaro.
Andrea Signori
Via | MarketingRoutes.com

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