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PMI Dome

Divario digitale per micro e piccole aziende del terziario

Commercio e servizi: in Liguria 3 imprese su 4 hanno un PC, ma la regione è ancora indietro rispetto al Nord Ovest.
di Luca De Nardo | 10 luglio 2007

Il 77,9% delle aziende liguri attive nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all'ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi ha almeno un pc; il 75,1% ha un accesso ad internet e il 54,9% utilizza un server. E' quanto emerge dalla ricerca Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana che è stata realizzata da Freedata attraverso un'indagine campionaria che ha complessivamente coinvolto in Italia più di 3.300 micro e piccole imprese, rappresentative di oltre 2.200.000 aziende, 73.326 per la Liguria.

All'interno di ogni settore merceologico sono state individuate tre tipologie di imprese - rispettivamente low-tech, medium-tech e high-tech, sulla base dell'osservazione delle principali differenze che ne caratterizzano il livello di dotazione tecnologica. Le aziende low tech in Liguria sono circa il 44%: in esse il PC è ancora poco presente e la tecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è in linea con la media Italia, ma superiore di oltre 4 punti alla media del Nord Ovest, evidenziando una situazione nel complesso ancora di rincorsa rispetto alle Regioni più tecnologiche. 

Le aziende medium-tech sono invece il 45,4%, valore lievemente superiore al totale Italia (43,2%), e le high tech sono il 10,6%, inferiori di 2 punti rispetto alla media nazionale.

Incrociando questi risultati con le quattro macro-regioni italiane, si osserva come la Liguria debba il suo lieve ritardo tecnologico rispetto alle altre regioni del Nord ovest alla peculiare composizione del tessuto produttivo locale, piuttosto che ad un effetto-area. 

Le aziende liguri dimostrano di avere una consapevolezza diffusa rivolta all'Ict: la sensibilità rivolta alle tematiche tecnologiche è comune alle aziende low, medium e high tech, e chi non investe in tecnologia ne attribuisce la causa soprattutto ai costi.

Questi i risultati nel dettaglio: su una scala da 1 a 7, il fattore costi raggiunge un'importanza di 4,4 per le aziende low tech e di 5,0 per quelle medium e high tech. Questo è ben visibile anche in relazione all'accesso al web: le aziende richiedono in particolare provvedimenti rivolti alla tutela del libero mercato delle telecomunicazioni (82,7%) e politiche di finanziamento ad hoc (voto medio di 5,3, su una scala da 1 a 7).

Particolare attenzione è richiesta anche alla consulenza e al rapporto con i fornitori IT: la richiedono addirittura il 94,3% delle aziende low tech. Questo a dimostrazione del fatto che occorre anche un forte impegno da parte delle aziende che offrono tecnologia ad approcciare i settori ancora poco informatizzati con prodotti e soprattutto con un linguaggio empatico e calibrato ad hoc, in grado di far percepire il reale impatto positivo dell'innovazione sul proprio business.


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