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Il Seobotaggio


lug 11, 2007

Esistono delle tecniche di posizionamento che, con una certa pratica, permettono di affossare un sito web. E Google che posizione assume in merito?

di Enrico Ladogana

 




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La maggioranza degli addetti ai lavori ne è cosciente: il mondo dei motori di ricerca non è perfetto! Esistono, infatti, delle tecniche di posizionamento, il Negative SEO come amano definirle i colleghi anglofoni, che, con una certa pratica, permettono di affossare un sito web.

Forbes ha pubblicato un articolo molto interessante sull’argomento giusto qualche giorno fa. Non occorre prendere appunti: se frequentate forum e blog di settore avrete certamente già sentito parlare di queste tecniche distruttive.

La prima tecnica che prenderemo in esame è il cosiddetto Google Bowling. Essa consiste nel piazzare una quantità molto considerevole di link ad un sito, in tempi ridottissimi,  allo scopo di farlo penalizzare dagli algoritmi anti-spam. In effetti, agli occhi di Google (o di Yahoo!), un sito che riceve migliaia di link nell’arco di un weekend non può che essere sospetto e quindi penalizzabile.

La tecnica funziona? Assolutamente sì! Tanto è vero che alcuni consulenti SEO l’hanno messa a listino, con profitto, molto profitto. E Cutts che dice? È stato costretto ad ammettere, ovviamente in puro stile Google, che il rischio che tale pratica porti dei risultati esiste eccome.

Veniamo ora ad altre deliziose attività che consentono di danneggiare i propri avversari…

  • fare la spia: informare Google che un proprio concorrente fa uso di link a pagamento (cosa che deve ovviamente essere provata);
  • fare il delatore: reclamare in merito al Copyright dei contenuti presenti nel sito di un concorrente (poco importa se i contenuti siano stati duplicati da un sito di altri);
  • fare il contraffattore: affossare un sito, attraverso il filtro anti duplicazione, ripubblicandone i contenuti su di un altro con più spessore;
  • fare il terrorista: lanciare un attacco di tipo Denial of Service contro il sito di un avversario;
  • fare il baro: destabilizzare una campagna di PPC mediante un continuo click-fraud.

Quanto a Google, le sue linee guida parlano chiaro: “almost nothing a competitor can do to harm your ranking or have your site removed”. Quasi niente, quindi, di fatto, qualcosa…

Enrico Ladogana
Via | Marketingroutes.com



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