Molise: quasi 3 aziende su 4 hanno computer e internet
Micro e piccole aziende del terziario: i dati sul divario digitale molisano presentati a Pescara da Confcommercio con Assintel. Molise: quasi 3 aziende su 4 hanno computer e internet Ancora indietro Pubblici esercizi e Commercio al dettaglio: la metà è senza PC.
Redazione PMI-dome |
21 settembre 2007
Il 71,3% delle aziende molisane attive
nei settori del commercio al dettaglio, del commercio all’ingrosso, dei
pubblici esercizi e dei servizi ha in media almeno un pc; il 70,8% ha
un accesso ad internet e il 46,3% utilizza un server. E’ quanto emerge
dalla ricerca “Il Digital Divide nella micro e piccola impresa
italiana”, i cui dati regionali sono stati presentati a
Campobasso, in collaborazione con Assintel (Associazione nazionale
delle imprese ict) e Confcommercio.
La ricerca è stata realizzata da Freedata attraverso un’indagine
campionaria che ha complessivamente coinvolto in Italia più di 3.300
micro e piccole imprese, rappresentative di oltre 2.200.000 aziende.
La penetrazione del PC fra le imprese del terziario molisano è solo
lievemente inferiore rispetto alla media nazionale (71,3% contro il
73,8% a livello Italia), ma superiore di quasi 12 punti percentuali
rispetto ai valori del Sud Italia, l’area geografica di appartenenza.
Ancora indietro le micro imprese, mentre il valore sale all’aumentare
della dimensione aziendale: tutte le imprese oltre i 10 addetti hanno
almeno un PC.
Le aziende dei Servizi sono le più informatizzate: il 97,2% di esse
possiede almeno un computer. Seguono a grande distanza le aziende del
commercio all’ingrosso (65%), il commercio al dettaglio (53,2%) e i
pubblici esercizi (50,7%).
Sostanzialmente in linea con i valori medi a livello Italia, ma
sistematicamente superiori rispetto a quelli del Sud, sono i dati
relativi all’utilizzo di internet in azienda: il 70,8% ha una
connessione al web, contro il 55,2% della media relativa al Sud Italia.
Hanno un server in azienda il 46,3% delle aziende, rispetto al 38,5%
del Sud.
Il digital divide
All’interno di ogni settore merceologico sono state individuate tre
tipologie di imprese - rispettivamente low-tech, medium-tech e
high-tech - sulla base dell’osservazione delle principali differenze
che ne caratterizzano il livello di dotazione tecnologica.
-
Le aziende low tech in Molise sono il 36,1%: in esse il PC è ancora
poco presente e la tecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore
è comunque migliore rispetto al totale Italia (44,2%) e notevolmente
superiore alla media del Sud, in cui il 57% delle aziende è low tech.
- Le aziende medium-tech sono il 49,6%, valore ancora superiore rispetto
al totale Italia (43,2%) e al Sud (28,3%).
- Le high tech sono il
14,3%, più 1,5 punti percentuali rispetto alla media nazionale (12,7%)
e solo lievemente inferiore, questa volta, al Sud (14,7%).
Entrando nel dettaglio della dotazione tecnologica dei singoli settori
merceologici, possiamo rilevare a livello Italia una netta distinzione
fra due settori tecnologicamente molto avanzati, il Commercio
all’ingrosso e i Servizi, e una preoccupante situazione di arretratezza
del Commercio al dettaglio e dei Pubblici esercizi.
Per il Molise solo il settore Servizi ha un livello di digital divide
notevolmente basso, con una percentuale di aziende low tech del 6%,
contro il 75,8% del Commercio all’ingrosso, il 49,3% dei Pubblici
Esercizi e il 46,9% dei commercianti al dettaglio. L’86,9% delle
aziende dei Servizi è medium tech, ed utilizza server e internet a fini
business.
Esiste comunque una notevole differenza strutturale fra le variabili
discriminanti che classificano come tecnologicamente avanzati i 4
settori: se per i Servizi e il Commercio all’ingrosso il livello low
tech implica comunque una buona diffusione del PC, e il salto di
qualità è dato da utilizzo di server e gestionali, per i Pubblici
esercizi e il Commercio al dettaglio dire low tech significa invece
scarsa diffusione del PC e di Internet.
Investire in tecnologia: un valore solo per chi già ne conosce l’utilità
Costi e sicurezza della tecnologia sono i due fattori che maggiormente preoccupano gli imprenditori molisani.
Ma la vera differenza è ancora una volta fatta dalla distinzione fra
aziende low tech e aziende medium/high tech: chi non è dotato di
tecnologia non effettua investimenti semplicemente perchè non la
conosce e non ne percepisce l’utilità.
Le azioni che le aziende “tecnologiche” ritengono più urgenti per
favorire gli investimenti in ICT e la “connessione” all’economia di
rete sono principalmente legate al fattore “costo”: su una scala da 1 a
7 è 6,1 il livello di priorità per l’abbassamento dei prezzi relativi
all’accesso alle TLC e 6,3 la richiesta di una maggiore attenzione al
tema dei finanziamenti alle imprese.
Proprio intervenendo sui temi della connettività, dei finanziamenti,
della formazione, è possibile creare le condizioni ottimali entro le
quali le aziende già sensibili al tema dell’innovazione possano
compiere un vero salto di qualità verso l’eccellenza tecnologica.
Come emerge dal Manifesto dell’Innovazione, presentato da Confcommercio
alle Istituzioni, occorre anche riuscire a lavorare per quei settori
che dalla tecnologia sono esclusi, che non investono perchè non ne
percepiscono l’utilità. Accanto ad iniziative di diffusione della
cultura tecnologica, il sistema confederale sta agendo anche sulle
aziende che offrono tecnologia, portando alla loro attenzione le
peculiarità di quei settori, per un approccio maggiormente empatico
alle loro esigenze.