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I manager credono nei vantaggi motivazionali del lavoro remoto, ma ...

Dati provenienti da oltre 1000 responsabili aziendali confermano la validità del lavoro remoto da casa, ma non dalla spiaggia; sicurezza e disaster planning rimangono problemi ancora da risolvere.
Redazione PMI-dome | 25 settembre 2007

Secondo un’indagine condotta su oltre 1100 manager da SonicWALL i responsabili aziendali e il management in generale sono sempre più propensi ad accettare che i loro dipendenti lavorino in remoto, ma guardano con preoccupazione all’impatto che il lavoro remoto può avere sulla produttività, sul teambuilding e sulla sicurezza informatica.

 

L’indagine volta a conoscere il punto di vista dei dirigenti aziendali sul lavoro remoto, sponsorizzata da SonicWALL e condotta negli Stati Uniti e in Australia dalla società di ricerche di mercato online InsightExpress, indica che più della metà degli intervistati sono convinti che offrire agli impiegati la possibilità di lavorare in remoto rappresenti una necessità concorrenziale o, come minimo, un nuovo stimolo per i lavoratori. Più di un terzo dei 1184 manager intervistati hanno dipendenti che lavorano fuori sede per più del 20% del loro tempo. Le ragioni principali che spingono responsabili aziendali che non hanno ancora una politica sul lavoro in remoto a cambiare idea sono: motivazione dei dipendenti (26%), costo dello spazio in ufficio (15%), aumento dei prezzi della benzina (14%), traffico o condizioni atmosferiche (14%).

 

Metà di coloro che hanno partecipato al sondaggio affermano inoltre che le loro aziende hanno implementato policy formali per il lavoro in remoto. Nonostante questo crescente sostegno al lavoro fuori sede, i manager hanno identificato diversi punti deboli specifici alla gestione della forza lavoro remota.
Le tre principali fonti di preoccupazione, ognuna delle quali ha registrato più del 20% delle scelte dei votanti, riguardano:

  • La produttività effettiva e costante dei lavoratori remoti, nonostante la maggior parte dei manager, il 34%, siano convinti che i lavoratori remoti sono più produttivi piuttosto che ugualmente o meno produttivi dei loro colleghi in ufficio;
  • La possibilità di costruire gruppi di lavoro solidi, con il 15% degli interlocutori che ritengono che i lavoratori remoti non riescano a raggiungere questo obiettivo proprio perché non sono fisicamente in ufficio;
  • Ed infine la possibilità di creare brecce nei sistemi di sicurezza attraverso l’accesso remoto, che riguardano in particolare quasi un quarto degli intervistati che non hanno implementato policy di sicurezza per l’accesso remoto.

 

“I risultati di questo sondaggio confermano che la maggior parte dei responsabili IT hanno necessità di ridefinire la pianificazione attuale per offrire connessioni sicure alle risorse di rete aziendali ai lavoratori remoti,” ha affermato Steve Franzese, vicepresidente del marketing presso SonicWALL. “Nel sondaggio condotto nel 2006 sui lavoratori remoti, abbiamo notato che la sicurezza si trovava ad un livello molto basso nel loro elenco di priorità. È diventato quindi imprescindibile per i responsabili IT avvalersi di una tecnologia per l’accesso remoto sicuro pratica e flessibile che implementi severi sistemi di sicurezza semplici da gestire e facili da utilizzare per i dipendenti che lavorano in remoto.

 

L’ubicazione dei dipendenti che lavorano in remoto è importante per i manager. La maggior parte, ovvero il 22%, preferisce pensare che il loro staff lavori da casa, mentre un 16% ritiene accettabile che lavori da centri servizi di alberghi. Una limitata preferenza, fra il 6 e il 9 percento, è stata data ai bar, agli aeroporti, alle biblioteche pubbliche e agli hotspot wireless. Meno del 2% degli intervistati guarderebbe con favore a quei lavoratori che scelgono una spiaggia, una piscina o uno stadio con possibilità di connessione per condurre le proprie attività.

 

I dipendenti e i loro responsabili non sono d’accordo su produttività e sicurezza

Aziende e team remoti non condividono le stesse idee riguardo alla sicurezza legata al lavoro remoto. Mentre i lavoratori remoti (intervistati da SonicWALL nel 2006) hanno inserito la sicurezza ad un livello piuttosto basso nel loro elenco di priorità, la sicurezza di rete insieme alla produttività rappresentano la principale fonte di preoccupazione per i loro responsabili. Più del 20% degli impiegati riteneva idoneo l’utilizzo di cellulari e PDA per connettersi da casa al lavoro, mentre il 68% dei manager ritiene che computer aziendali e desktop o laptop personali siano più appropriati.

 

Piano di preparazione alle emergenze

L’indagine ha anche dimostrato le carenze in fatto di preparazione delle reti aziendali a supportare l’accesso remoto sicuro. Secondo i risultati, solo il 23% degli intervistati ha software antivirus installato sui computer e laptop personali, e appena il 16% offre una connessione SSL-VPN, il 14% ha una connessione IPSec, il 9% non sa nemmeno se è attivo un sistema di sicurezza per i dipendenti remoti. Solamente il 34% dei manager aveva la certezza che l’azienda avesse adottato policy di preparazione alle emergenze che includono i lavoratori remoti; il 13% degli intervistati non ne era a conoscenza, il 27% ha dichiarato di non avere nessun piano e il 27% aveva un piano che non include i lavoratori remoti.

 

I manager tendono a perdere fiducia nei dipendenti che lavorano in remoto se non rispondono immediatamente al telefono fisso o al cellulare. Circa un quarto pensa infatti che stiano occupandosi di faccende domestiche o dei loro figli e il 9% è convinto che li ignorino deliberatamente. 

 

Nel marzo del 2006 SonicWALL ha sponsorizzato un’indagine presso gli stessi lavoratori remoti, 76% dei quali riteneva che il lavoro remoto aumenti la loro produttività e il 61% era sicuro che anche i loro diretti responsabili la pensassero allo stesso modo. Il nuovo sondaggio invece suggerisce che questo ottimismo non è esattamente condiviso dai loro responsabili, con il 29% che ritiene non ci sia differenza e il 21% che considera il lavoro remoto come meno efficace.


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