“Non credere a tutto ciò che senti”. Questo consiglio può applicarsi a tante cose ed anche all’e-mail marketing.
Che si tratti di legislazione sullo spam, di come funzionano i filtri o di argomenti riguardanti i tassi di risposta dei clienti, circolano molte informazioni confuse e spesso in conflitto tra loro.
Alcuni tra i fraintendimenti più comuni sono:
Sebbene ci sia un fondo di verità in queste asserzioni, non bisogna ritenerle verità assolute.
Vediamole più da vicino.
Il più grande errore che si commette nell’e-mail marketing è forse
proprio quello di credere che non si debba mai usare la parola
“gratis”.
Di per sé, questa parola, non è la causa del fatto che i
filtri anti spam rifiutino e quindi blocchino la tua email. Tuttavia è
possibile che alcune aziende o privati impostino i settaggi dei filtri
anti spam in modo da bloccare tutte le email che contengono la parola
“gratis”.
Tuttavia, perché dovresti privarti di utilizzare questo termine sono perché c’è una piccola possibilità che la tua mail venga filtrata?
Quando utilizzato in maniera corretta, il termine “gratis”, può contribuire ad un sensibile incremento dei tuoi risultati. Non sei convinto? Diamo uno sguardo a due dei principali filtri anti spam per vedere come si comportano.
Spam Assassin: è uno dei filtri anti spam più utilizzati. Assegna punti (positivi e negativi) al contenuto di ogni mail. L’assegnazione di punti positivi significa che la mail è potenzialmente uno spam, se i punti sono negativi significa che il tipo di contenuto non è utilizzato dagli spammer. Se il punteggio totalizzato supera il limite consentito, la mail viene filtrata. Generalmente le compagnie ISP utilizzano un limite attorno a 10, ma alcune anche di 4.
Quindi, cosa succede usando la parola “gratis”?
Se verifichi la
lista di Spam Assassin, vedrai che le frasi che utilizzano la parola
“gratis” ricevono un punteggio di 1 o talvolta un punteggio superiore.
Tuttavia le frasi comunemente usate come “trasporto gratuito”, “e-book
gratuiti” o “brochure gratuita” non ricevono alcun punteggio.
In conclusione, è vero che è preferibile non abusare della parola gratis, ma è vero anche che se usata correttamente e strategicamente può dare molti fruttuosi risultati.
In genere, spedire le e-mail il martedì, il mercoledì e il giovedì è un buon modo di procedere. Infatti è ormai noto che la maggior parte delle e-mail vengono spedite e aperte in questi tre giorni. Tuttavia una grande volume di e-mail viene anche spedito il fine settimana.
Perché non si dovrebbe spedire una mail di lunedì, di venerdì o nel fine settimana? Mettendo da parte le news, gli annunci, le newsletter giornaliere e simili, il fine settimana può essere il momento migliore per spingere all’azione alcuni lettori o clienti.
Consideriamo gli appassionati di sport, i compratori di musica o di film: possono essere stimolati maggiormente ad interessarsi ad alcuni prodotti o servizi proprio nel fine settimana.
È stato considerato il caso di appassionati di sport a cui sono state inviate e-mail durante la settimana e nel fine settimana. Sebbene il numero di aperture e di click è risultato essere maggiore in settimana, il numero di transazioni maggiori è avvenuto proprio di domenica. La conclusione è che nel fine settimana questa tipologia di clienti era più predisposta all’acquisto.
Molti acquisti sono stati effettuati il giorno dopo aver ricevuto la mail, magari di lunedì, in previsione di ricevere la merce in tempo per poterla utilizzare il fine settimana successivo.
Inoltre, a seconda della frequenza e dei contenuti della mail, distribuire inviare in modo consistente il lunedì, giovedì, sabato o domenica può generalmente garantire grossi risultati. Se i sottoscrittori sono consapevoli del fatto che la vostra mail arriverà in un determinato giorno, il numero di aperture sarà maggiore che non inviando la email in maniera indiscriminata in qualsiasi giorno della settimana.
Dal momento che i costi dell’e-mail marketing sono sensibilmente ridotti rispetto a quelli del marketing tradizionale, molti pensano che incrementando il più possibile le liste di invio si ottengano maggiori risultati.
Certamente è giusto incrementare le proprie liste ma sarebbe meglio concentrarsi sul creare una lista qualitativamente attiva, composta da sottoscrittori/clienti interessati e motivati.
Ricerche sul campo hanno dimostrato che il tasso di conversione è maggiore in una lista con meno indirizzi ma con utenti realmente interessati.
È la qualità che conta, non la quantità.
Come è possibile ottenere una lista di qualità?
Laura Francesconi
Laura Francesconi
lavora presso Hoplo ed è Responsabile Marketing della
piattaforma di email marketing Infomail. Opera da anni nel settore internet in Italia.
Hoplo
nasce dalla decisione di un team collaudato di mettere a frutto ed a
beneficio della propria clientela un know-how esclusivo nel settore
delle soluzioni web-based. Hoplo è un team di lavoro specializzato
nell'ottimizzazione di processi operativi e di comunicazione di
aziende, enti e istituzioni.
L'uso di tecnologie allo stato dell'arte garantisce ai nostri clienti
l'ottenimento di vantaggi competitivi oggettivi ed il conseguimento di
risultati tangibili e misurabili.
Sostenere le imprese, gli enti e le istituzioni clienti nel
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delle loro attività e delle loro funzioni operative, attraverso la
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