Il
Garante per la privacy, dando attuazione a quanto previsto dal Codice
privacy e alle normative in materia di sicurezza più recentemente
introdotte, individua le regole essenziali per la messa in sicurezza
dei dati di traffico telefonico e Internet conservati a fini di
accertamento e repressione dei reati e avvia una consultazione pubblica .
Con un documento nel
quale indica in maniera organica le misure da rispettare per la
conservazione dei dati a fini di giustizia da parte di gestori
telefonici e fornitori di servizi di comunicazione elettronica,
l'Autorità risponde alla necessità di assicurare una effettiva ed
efficace protezione di dati personali riguardanti milioni di cittadini,
sia a tutela della sfera privata di questi ultimi sia nell'interesse
stesso di magistratura e forze di polizia.
Il documento, del quale è stato relatore Francesco Pizzetti, è frutto di un'attività, anche ispettiva molto articolata, iniziata alla fine del 2005 e portata avanti in questi due anni. Proprio considerata la complessità della questione, l'Autorità ha deciso di avviare una consultazione pubblica con le istituzioni interessate (in particolare Ministero della giustizia, Ministero dell'interno e Csm), con le aziende e le relative associazioni di categorie nonché con le associazioni dei consumatori. Lo scopo è quello di acquisire osservazioni e commenti utili per l'adozione di un definitivo provvedimento in materia.
Come è noto, sulla base del Codice privacy i dati di traffico telefonico devono essere conservati a fini di lotta al crimine per un massimo di 4 anni. Il cosiddetto "pacchetto Pisanu" del 2005 ha poi introdotto un analogo obbligo di conservazione anche riguardo ai dati di traffico telematico che devono essere tenuti, esclusi comunque i contenuti, per un massimo di 1 anno. Obbligo questo previsto anche dalla direttiva europea sulla conservazione dei dati di traffico a fini di giustizia, alla quale il Governo deve dare a breve piena attuazione.
Il
documento, nel chiarire i soggetti destinatari e i dati oggetto di
conservazione, stabilisce prescrizioni tecnico organizzative riguardo
alla loro tenuta e alla loro messa in sicurezza.
In particolare prevede:
Sono esclusi dall'ambito di applicazione di queste regole - sia perché non assimilabili a veri e propri gestori di servizi tlc e di comunicazione elettronica sia per evitare ingiustificate conservazioni di dati - i gestori di esercizi pubblici e Internet café, i gestori di siti Internet che diffondono contenuti sulla rete ("content provider"), i gestori dei motori di ricerca, le aziende o le amministrazioni pubbliche che mettono a disposizione del personale reti telefoniche e informatiche (es. centralini aziendali) o che si avvalgono di server messi a disposizione da altri soggetti.
La consultazione si concluderà entro il 31 ottobre e immediatamente dopo, anche sulla base degli elementi acquisiti, il Garante provvederà ad adottare in via definitiva il provvedimento. Sarà questa una tappa essenziale per rendere anche il sistema delle telecomunicazioni italiane più sicuro e più protetto.