Libri e Internet, un binomio destinato a imporsi
Una ricerca condotta dall'Associazione Italiana Editori pone l'accento sulla crescita di Internet come canale distributivo per i libri nel nostro paese. La sua influenza sul settore inizia ad avere un peso importante.
di EP |
16 ottobre 2007
Uno studio Censis sulla comunicazione e l'uso dei media da parte degli italiani, reso noto a fine 2006, aveva rilevato un dato interessante: il ritorno del piacere della lettura, il ritorno (o l'avvento) dei libri. Per la prima volta la
percentuale di quanti in Italia avevano letto almeno un libro nell’ultimo
anno ha superato la metà della popolazione (sopra i 14 anni) collocandosi al
55,3%
Anche se restiamo indietro rispetto ad altri paesi - che oscillano dal 62% della Francia
al 75% della Gran Bretagna - si tratta comunque di un dato confortante.
Una premessa utile per affrontare una nuova ricerca AIE che oltre ai dati positivi fa emergere anche le ombre di un mercato che, nel nostro Paese, sembra ancora essere guidato più dall'offerta che dalla domanda.
Eppure al di là di queste considerazioni, scorrendo i dati, un riconoscimento interessante - soprattutto arrivando dall'Associazione Italiana degli Editori - arriva dalle nuove tecnologie.
Non stiamo parlando di e-book, ma del connubio e-commerce e libri, accoppiata vincente.
Non è una novità assoluta, Amazon, Internet Book Shop hanno fatto scuola al di qua e al di là dell'Oceano, ma il canale distributivo sta assumendo dimensioni considerevoli nel nostro paese.
Una ricerca pubblicata in questi giorni ha fatto il punto sullo stato dell'editoria nel 2006, lanciando anche qualche previsione sulle prospettive future.
In Italia il fatturato di settore ha raggiunto i 3.670milioni di euro, in leggera crescita rispetto all’anno precedente, con oltre 59mila titoli pubblicati, di cui il 61,1% costituito da novità, oltre 261,1 milioni le copie stampate.
Il fatturato comprende anche le vendite di prodotti dell’editoria digitale (cd rom, dvd rom, servizi connessi all’uso di banche dati professionali) - a ulteriore riprova del successo di un utilizzo integrato di sistemi di fruizione diversi - e di servizi e vendite per iniziative speciali.
Fino qui sembra che i librai nostrani possano dormire sonni tranquilli. In realtà analizzando l'andamento dei canali distributivi luci e ombre si alternano. Rallenta infatti la libreria (soprattutto il piccolo punto vendita sempre più penalizzato dagli effetti della globalizzazione e dalle nuove dinamiche economiche), mentre crescono edicole, GDO e - come anticipato - Internet.
E' quest'ultimo a registrare la crescita maggiore, quasi del 30% (28,9% per l'esattezza).
La sua quota di mercato stimata sulla varia, comincia a essere importante, sfiorando il 4%. Anzi proprio in questo – ampiezza e profondità di assortimento in un Paese dalle forti disomogeneità nella presenza di librerie sul territorio, servizio, promozioni mirate che generano traffico e ricadute sui cataloghi – sta la ragione del forte tasso di crescita di questi anni.
Peccato che in questa ricerca non sia stato possibile tracciare anche i dati relativi all'export del libro italiano (in crescita del 1,1%) attraverso i canali online. Sarebbe infatti interessante valutare i volumi di scambio, considerato che le librerie online inizialmente hanno attratto soprattutto per la possibilità di reperire titoli di tutto il mondo in pochi click.
Resta una considerazione finale - e in parte personale - da fare. Il piacere della lettura è spesso legato a quello di perdersi tra gli scaffali di una libreria, ma aprirsi a canali complementari e alle nuove tecnologie (non solo a livello di logistica ma anche di produzione) non significa arrendersi.
Al contrario vuol dire mantenersi competitivi e allargare non solo il bacino di utenza, ma anche l'offerta stessa e la soddisfazione del cliente che ha la possibilità di scegliere come acquistare un compagno prezioso come il libro.
EP