Per la prima volta nel settore, IBM inizierà a pubblicare i dati dei consumi energetici tipici per il mainframe IBM System z9. I dati derivano dalle effettive misurazioni sul campo di circa 1.000 macchine dei clienti, stabilendo il consumo medio in termini di watt/ora. I criteri sono gli stessi adottati per valutare il consumo di benzina a chilometro per le automobili e i kilowatt/anno per le apparecchiature elettroniche.
I dati raccolti in agosto e settembre indicano che l’utilizzo tipico di energia è di circa 60% inferiore del valore massimo stimato per i modelli di misura del mainframe.
Con questa iniziativa, IBM diventa la prima azienda ad accogliere le raccomandazioni di un recente rapporto dell’EPA, l’agenzia statunitense per l’ambiente, che invita i fornitori di server a pubblicare i dati dei consumi energetici tipici.
Il nuovo software IBM controlla i dati effettivi dei consumi di energia e raffreddamento del mainframe, raccolti dai sensori esterni, e li presenta in tempo reale al System Activity Display. Con questo sistema, un utente può ora mettere in relazione l'energia consumata con il lavoro effettivamente svolto. Quando viene redatto il rapporto settimanale sullo stato di manutenzione del sistema, è possibile riportare anche le statistiche riguardanti l’alimentazione. Tali statistiche possono essere poi riassunte per l’analisi dei progetti e dei trend. I dati sul consumo energetico vengono utilizzati per dimostrare il risparmio sui costi e ottenere sconti sull’elettricità e per i programmi finalizzati a ridurre il consumo energetico nel data center.
È previsto inoltre un tool denominato Power Estimator per la pianificazione, che calcola come le modifiche nella configurazione dei sistemi e nei carichi di lavoro possono influire sull’intera “curva” energetica – inclusa la potenza richiesta per far funzionare e raffreddare le macchine. Ad esempio, un cliente che aggiunge un singolo processore mainframe per applicazioni Linux potrebbe calcolare la quantità esatta di energia supplementare richiesta, prima e quando la funzionalità verrà attivata. Di norma vengono aggiunti meno di 20 watt quando il processore Integrated Facility for Linux (IFL) viene attivato. Un singolo processore mainframe con virtualizzazione zVM è in grado di svolgere il lavoro di decine-centinaia di processori x86, grazie alle caratteristiche tecniche specifiche che consentono di gestire più carichi di lavoro misti ad una elevata percentuale di utilizzo. Un singolo chip di elaborazione che esegue centinaia di carichi di lavoro in modo efficiente è la chiave per consumare meno energia, rispetto a molti server x86 che hanno molte più componenti che assorbono potenza. Ciò si traduce in un'infrastruttura semplificata e in un risparmio di costi.
Dati del consumo energetico tipico
Il sistema di misurazione viene presentato
parallelamente con un nuovo programma IBM per la pubblicazione di dati
di consumo reali consolidati per i diversi modelli di System z9. Questi
dati di utilizzo medio saranno vitali per la pianificazione dei data
center, poiché forniranno ai clienti un’idea precisa dell’energia
consumata da un particolare mainframe.