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PMI Dome

Assintel: l’ICT italiano cresce anche nel 2007

Sono però urgenti misure strutturali per il rilancio della competitività del Sistema Paese. La crescita è trainata da software e servizi. L’Italia è ancora alla ricerca di un ruolo da protagonista nel mercato globale.
Redazione PMI-dome | 15 ottobre 2007
Il mercato dell’Information Technology italiano nel 2007 conferma e rilancia la crescita evidenziata lo scorso anno, con un complessivo +2,1% e un fatturato di 21,4 miliardi di euro.
Segno di vitalità del nostro sistema imprenditoriale, pur inserito in un contesto strutturale, normativo e finanziario, che ne penalizza lo sviluppo rispetto agli altri player internazionali. E’ infatti del +4,1% la crescita media europea della spesa IT rispetto al PIL, valore doppio rispetto a quello italiano; il dato sale poi al +5,4% del Nord America, ed è infine superiore al 20% nelle economie emergenti di Cina e India.
Questo è il segnale più evidente che conferma la correlazione ormai consolidata fra investimenti in innovazione tecnologica e crescita economica, e che induce a una riflessione sulla necessità di agganciare il nostro sistema ai trend di sviluppo internazionali. Questo il distillato dell’edizione 2007 dell’Assintel Report, la ricerca annuale sul mercato del software e servizi in Italia, che Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio, ha commissionato a Nextvalue, società di managing consulting e di ricerca di mercato applicata.

Lo scenario del mercato IT in Italia nel 2007
Se con l’Assintel Report 2006 titolavamo “ricomincia la crescita del mercato ICT”, con un +1,5% testimonianza del segnale di inversione di tendenza atteso ormai da anni, nel 2007 possiamo affermare che il trend si è consolidato e irrobustito: la performance complessiva segna un +2,1%, per un fatturato di 21,4 miliardi di euro.
La spesa per il software conta per 4 miliardi e cresce del +3,4% (rispetto al 2,6% dello scorso anno), l’hardware assorbe circa 7,5 miliardi e cresce del +2,1% (valore stabile rispetto al 2006) e i servizi IT sono a quota 9,9 miliardi, con un incremento del +1,5% (valore che nel 2006 corrispondeva a +0,6).

Questi risultati positivi hanno origine da una serie di fattori endogeni e ciclici della nostra economia, in particolare legati a una progressiva e costante ripresa degli investimenti da parte delle grandi imprese, che si è poi estesa, dalla seconda metà dello scorso anno, anche alle medie aziende e progressivamente alle piccole imprese. Ora la scommessa si gioca proprio su queste ultime, che costituiscono l’ossatura dimensionale del nostro sistema economico ma che incidono, sul totale della spesa informatica, solo poco più del 35%.

Il segmento di mercato più incisivo nel 2007 è quello delle Banche, con investimenti in IT di 4835 milioni di euro in crescita del 2,2% rispetto al 2006, che coprono il 22,6% del mercato complessivo. A seguire, come secondo segmento trainante, l’Industria, con 4498 milioni di euro, pari al 21% del mercato, in crescita dell’1,5%. Continua il trend positivo anche per GDO/Commercio/Servizi, con 2415 milioni di euro (+2,8%) e le TLC/Media, con 2561 milioni di euro (+1%).
Il segmento Consumer mantiene gli impressionanti ritmi di crescita degli ultimi due anni, con un +8,9%, che significa un valore complessivo di 1136 milioni di euro, pari al 5,3% del mercato IT.

Ancora sottotono il ruolo della Pubblica Amministrazione e degli Enti Locali, che sono inquadrati in un piano strategico e normativo di conversione dei processi di medio/lungo termine, ad oggi frenato dal contenimento dei budget. Gli investimenti in IT della PA centrale crescono solo dello 0,6%, pari a 1660 milioni di euro, mentre quelli degli Enti Locali si attestano su 839 milioni di euro (+1,7%).

Il comparto dell’Hardware (che comprende i servizi di assistenza tecnica e manutenzione) conferma il trend positivo di crescita che perdura da ormai quattro anni: + 2,1%, per un totale di 7,5 miliardi di euro. Esso è dovuto per il 44,6% alla componente dei Personal Computer, che nel 2007 superano i 6 milioni di unità; il segmento che cresce più velocemente è quello dei notebook.

Il mercato del Software è a quota 4 miliardi di euro e cresce di quasi un punto percentuale rispetto al 2006 (+3,4%, rispetto al 2,6% dello scorso anno): segnale incoraggiante di una ripresa degli investimenti in ottica evolutiva, laddove software è sinonimo di utilizzo intensivo e strategico della dotazione tecnologica aziendale. I Software di Sistema contano per 537 milioni di euro (+2,1%), il comparto Middleware e DBMS raggiunge 1214 milioni di euro (+5,9%), i Software applicativi 2304 milioni
(+ 2,4%).

I Servizi IT confermano la loro ripresa con un tasso di crescita dell’1,5% e una quota mercato di 9856 milioni di euro. Il comparto beneficia del lieve ma progressivo raffreddamento della tensione sulle tariffe professionali ICT, sebbene continui a soffrire gli effetti di un downpricing generalizzato e di un marcato potere contrattuale della domanda. La crescita è piuttosto in linea con il ciclo di ripresa degli investimenti, in cui l’innovazione comincia a consolidarsi come uno degli asset strategici dell’azienda, che va allineato ai processi di business, all’organizzazione e alla governance.

E così la Consulenza IT raggiunge 985 milioni di euro, con un tasso di crescita del 2,7%, di ben 2 punti superiore a quello dello scorso anno. In crescita anche i Servizi di System Integration (+2,6% per un totale di 2026 milioni di euro), i Servizi di Sviluppo e Manutenzione (+0,9% per 2521 milioni di euro) e l’Application Management (+3% per un totale di 486 milioni di euro).

L’azione di sensibilizzazione in tema di sicurezza informatica sembra iniziare a sortire i primi effetti positivi: la consapevolezza dell’importanza di una protezione efficiente dai possibili attacchi, interni ed esterni, a cui i sistemi informativi aziendali sono soggetti si riflette in una crescita elevata del mercato: + 8,4% nel 2007, per un valore di 710 milioni di euro. Gli investimenti in sicurezza incidono per il 12% sul budget IT aziendale, percentuale rilevante e correlata spesso con la necessità di essere conformi alle normative.

La domanda di Software e Servizi
Per una lettura multidimensionale dello scenario IT, che integri ai risultati del mercato una conoscenza profonda del cliente, dei suoi atteggiamenti e delle previsioni di investimento in tecnologia, è stata condotta un’indagine su un panel di 500 aziende utenti, che rappresenta l’universo medio dei clienti business di informatica con capacità di spesa sufficientemente rilevante.
La ricerca si è svolta attraverso interviste dirette ai Responsabili IT, nel periodo aprile-giugno 2007.
Il primo risultato generale che emerge dalla ricerca è un atteggiamento conservativo della strategia d’impresa, rivolto al consolidamento dell’esistente piuttosto che al rischio: per il 67,7% di esse il primo asset strategico perseguito è l’ottimizzazione dei costi. In linea con questo è la variazione di budget IT prevista per i prossimi 12 mesi: nel 94,3% dei casi la risposta inequivocabile è “nessuna variazione”.

L’87% delle imprese dichiara un budget IT inferiore al 2% del fatturato; il valore aumenta al crescere della dimensione aziendale, e questa correlazione sostiene la tesi per cui il ritardo dell’economia italiana è da imputarsi alla struttura del proprio sistema produttivo e del contesto in cui opera.

Il nostro mercato è penalizzato dalla dimensione aziendale ridotta, da una vocazione manifatturiera ancora prevalente, e da un carico fiscale che intacca in misura eccessiva le redditività delle attività produttive”, commenta Giorgio Rapari, Presidente di Assintel. Occorrono misure sistemiche di contesto, capaci di liberare risorse per l’Innovazione e per il rischio d’impresa”.

La ricerca rivela quali sono le intenzioni e le priorità di investimento IT nei prossimi 12 mesi. Per quanto riguarda il Software applicativo, grandissima attenzione è data dagli IT manager agli ERP: questo è il risultato di una evoluzione del mercato verso soluzioni ormai disponibili anche per le PMI, oltre che per le grandi aziende. Sono inoltre fra le priorità le Applicazioni verticali e la Gestione documentale.
Nel settore delle Infrastrutture tecnologiche troviamo ai primi posti il Consolidamento, lo Storage, i Data Base e la Sicurezza.
Per i Servizi IT, sono ai vertici delle priorità i Servizi di sviluppo e manutenzione software, la Consulenza organizzativa e di processo, i Servizi progettuali/di sviluppo affidati ai Partner e i System Integrator. Buono, inoltre, il livello di soddisfazione relativo al proprio fornitore ICT abituale: è pari a 7,2, in una scala da 1 a 10.

Il segnale che possiamo cogliere sottotraccia è una rilevante ma cauta attenzione all’Innovazione Tecnologica, che si esprime in un atteggiamento di attesa”, osserva Giorgio Rapari. “Attesa di un input forte che provenga dall’Offerta, di una voce che parli un linguaggio vicino ai bisogni della Domanda e che offra prodotti veramente modulati sulle loro reali esigenze. Non è più tempo dell’elaborazione del lutto della nostra Industry: la bolla del 2000 è ormai superata, e spetta a noi aziende dell’Information technology guidare la crescita del sistema complessivo verso la modernizzazione e la competitività.


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