In merito all'annuncio della procedura dei assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze WiMax, Anti Digital Divide esprime gli ultimi dubbi, in copia ad Agcom.
Redazione PMI-dome |
15 ottobre 2007
Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato la procedura di assegnazione dei
diritti d'uso delle frequenze "WiMax" nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5
GHz).
Ecco i punti essenziali:
1. Garanzie che il singolo
aggiudicatario deve prestare. Ogni aggiudicatario deve garantire una
significativa copertura territoriale ed un particolare impegno nelle aree a
"digital divide". La copertura territoriale è calcolata con un meccanismo a
punti previsto dal disciplinare di gara e risultante dall'installazione di
impianti nei Comuni dell'area interessata.
2. I Comuni sono suddivisi
in tre distinti elenchi. 30 dei 60 punti da raggiungere devono essere
realizzati installando impianti nei Comuni a «digital divide totale», raccolti
in un apposito elenco allegato al Bando di Gara.
3. Trascorsi i 30
mesi dal rilascio del relativo diritto d'uso, gli aggiudicatari che non
utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare
richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di
negoziazione commerciale.
I primi due punti soddisfano e ricalcano
le richieste che ADD
aveva fatto
pervenire all'AGCOM tramite la consultazione pubblica. ADD chiedeva:
1. la priorità per le zone digital divise e a bassa
competitività;
2. la suddivisione del territorio in 3 macro aree;
3.
nessuna competitività (zone digital divise), bassa competitività
(zone in cui non è possibile il distacco dall'incumbent, Telecom, attraverso
Shared Access o Full Ull ecc.) e alta competitività (zone dove è
possibile il distacco dall'incumbent attraverso Shared Access o Full Ull);
4.
rapporto di copertura 1 a 1 tra zone digital divise e zone già coperte.
Ecco cosa scrivevamo nel documento inviato all'AGCOM:
"5.2) Si condivide un orientamento che preveda di assoggettare i
richiedenti, oltre agli appropriati requisiti soggettivi, ad obblighi di
copertura ? Dovrebbero tali obblighi essere limitati alla sola verifica di un
effettivo impiego delle frequenze assegnate (del tipo use it or lose it) ovvero
essere maggiormente prescrittivi ?
Riteniamo che oltre all'effettivo
impiego (tipo "use it or lose it") sia d'uopo prevedere una forma di controllo
che deve avere una cadenza periodica abbastanza ristretta. Vorremmo però
soffermarci sugli obblighi di copertura, ribadendo che vi deve essere una
priorità per le zone digital divise e a basso livello di concorrenza. Si
potrebbe introdurre un vincolo di copertura, che preveda un rapporto di 1 a 1
tra zone DD e zone non DD. Cioè solo dopo aver coperto una zona DD si potrebbe
procedere a coprire una zona non DD. Nel caso queste condizioni non fossero
rispettate vi dovrebbero essere pesanti penali per gli operatori, che prevedano
anche la perdita di una parte delle licenze acquistate. Una eventuale normativa
che non sancisca una priorità per le zone digital divise ed a bassa
competitività sarebbe anticostituzionale, in quanto violerebbe l'articolo 3
della Costituzione, che recita:
È compito della Repubblica rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,
economica e sociale del Paese."
La suddivisione dei comuni in 3
elenchi potrebbe ricalcare in toto la richiesta di ADD e comunque la ricalca
sicuramente per 2/3 visto che prevede che "30 dei 60 punti da raggiungere
devono essere realizzati installando impianti nei Comuni a «digital divide
totale»". Quindi si rispetta il rapporto 1 a 1 richiesto da ADD anche se non
c'è il vincolo di coprire prima la zona digital divisa.
Il punto
dolente riguarda l'attesa di 30 mesi. Bisognerà chiarire se le garanzie
previste nei primi due punti sono da intendere come obblighi e se le prime
verifiche del rispetto di tale obblighi si avranno solo dopo 30 mesi. In questo
caso la situazione sarebbe grave perchè permetterebbe di congelare la
copertura di una zona per troppo tempo. Ci auguriamo che ci siano verifiche
e obblighi intermedi, ad esempio ADD nella consultazione pubblica
proponeva:
"5.4) Quali altri obblighi occorrerebbe
introdurre a carico degli assegnatari dei diritti d'uso delle frequenze? Si
ritiene che occorrerebbe, in particolare, introdurre obblighi in merito alla
tutela della salute pubblica?
Ovviamente riteniamo che tutti i
dispositivi debbano essere omologati e le emissioni periodicamente controllate
per evitare l'ingerenza nei confronti della salute pubblica. Oltre agli obblighi
di priorità per le zone digital divise e di copertura entro il primo anno del
25% della popolazione, relativamente alla zona licenziata, crediamo che debbano
essere introdotti SLA e QoS particolari per questo tipo di
offerte."
Altra nota dolente è che dopo 30 mesi le frequenze non
utilizzate non verranno riassegnate ma si avranno delle negoziazioni
commerciali e nel caso queste ricalcassero quelle per le normali adsl,
potrebbero esserci tempi "biblici" per raggiungere degli accordi e rendere
disponibili le frequenze, considerando i conflitti che potrebbero sorgere tra i
vari operatori.
ADD aveva richiesto che se proprio il sistema delle
licenze non si poteva evitare, bisognava almeno adottare lo strumento del
beauty contest, cioè non guardare solamente ai ricavi economici ma anche
ai vantaggi per la concorrenza e gli utenti. Avevamo richiesto che ci fosse la
maggiore frammentazione possibile delle licenze in modo da generare più
concorrenza. Purtroppo, invece, ci saranno:
- 2 licenze (macroregionali)
più una terza (regionale, questa solo per operatori non UMTS);
- 7
macroregioni (5 + Sicilia e Sardegna)
Questo scarsissimo numero di
licenze permetterà ai grandi operatori che già controllano il mercato delle TLC
di monopolizzare anche il WiMax, con tutte le conseguenze negative del caso.
Sarebbe stato necessario inserire almeno un'altra licenza regionale per
operatori non UMTS per garantire un livello minimo accettabile di
concorrenza, con una solo licenza c'è anche un eccessivo rischio che gli
operatori possano mettere in atto dei cartelli sui prezzi. Gli operatori già
posizionati nel mercato, inoltre, non hanno assolutamente interesse a fare nuovi
investimenti che andrebbero a danneggiare e cannibalizzare il dominio che
esercitano attraverso le infrastruttura esistenti, che possiedono e controllano.
Il WiMax è una tecnologia in continua e rapidissima evoluzione, nel 2009 si
parla di collegamenti a 1Gb/s quindi in grado di competere con le tecnologie su
filo xdsl e nel mobile con l'UMTS, è evidente che gli operatori che dominano in
questi settori avranno tutto l'interesse a rallentare il processo di diffusione
del Wimax e all'Italia già pesantemente in ritardo dal punto di vista
tecnologico e in particolare della connettività questo non gioverà
assolutamente.
La durata delle licenze è fissata in 15 anni,
rinnovabili, e le licenze non sono cedibili senza la preventiva autorizzazione
del Ministero.
Anti Digital Divide nel documento inviato ad AGCOM aveva
proposto una durata di 5 anni:
"I diritti d'uso devono avere un
termine massimo quinquennale con la possibilità di rinnovo, la perdita di una
licenza deve consentire l'inserimento di un nuovo operatore in tale
territorio."
Con una durata di 5 anni, l'operatore sarebbe
incentivato a costruire più velocemente l'infrastruttura per sfruttarla
economicamente e considerando che i costi per una infrastruttura WiMAX sono
assolutamente inferiori, ad esempio, a quelli per l'UMTS, 5 anni sarebbero stati
sufficienti.
Non è chiaro se sarà possibile adottare la versione 802.16e
"mobile" e se se si potranno usare le frequenze per fare backhauling, ADD aveva
richiesto l'interoperabilità e la non discriminazione tecnologica quindi si
auspica che saranno previste queste possibilità.
Non c'è alcun obbligo di
wholesale, mentre ADD aveva richiesto questo obbligo almeno per Telecom, che è
operatore dominante sia nella telefonia sia nella banda larga, ha il monopolio
assoluto sull'ultimo miglio e il più alto numero di utenze nel mercato del
mobile.
Totalmente ignorato il tema open spectrum cioè la
possibilità di poter destinare una parte delle frequenze necessarie alla
tecnologia ad un uso LIBERO. Questo è un aspetto molto grave, in quanto
il tema free Wimax sta animando le discussioni di diversi esperti,
dell'Unione Europea e di 120 mila utenti che hanno firmato la petizione
per un WiMax libero e almeno
un accenno da parte del ministero sarebbe d'uopo.
Per ultimo parliamo
dell'aspetto economico, ma solo per dare un'informazione completa, si parla di
un monte licenze complessivo di 45 milioni di Euro. Questo è l'aspetto che meno
interessa Anti Digital Divide che vedeva nel WiMax la possibilità di abbattere
il Divario Digitale e di aprire il mercato della banda larga e della telefonia
(liberalizzazione ultimo miglio), purtroppo considerato come è stata impostata
l'assegnazione delle frequenze molte di queste speranze rischiano seriamente di
essere disattese.
Queste osservazioni verranno inviate anche all'AGCOM e
al ministro Gentiloni, affinchè vengano comunque a conoscenza della nostra
posizione.