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PMI Dome

Secondo i giovani saranno le nuove tecnologie a salvare il pianeta

Lo afferma una ricerca condotta da TANDBERG che ha coinvolto individui di tutte le età. Ma sono i giovani a vedere nelle nuove tecnologie le maggiori speranze.

Redazione PMI-dome | 23 ottobre 2007

Cresciute a pane e cellulare le giovani generazioni si affidano alle nuove tecnologie per ridurre le emissioni e garantire una maggiore responsabilità ecologica delle aziende e personale: questo quanto emerge da una recente inchiesta commissionata da TANDBERG a Ipsos MORI su un campione di oltre 16.000 individui in quindici diverse nazioni in tutto il mondo.

 

Una vita permeata da strumenti digitali rende gli under 24 odierni maggiormente favorevoli (il 29%) nei confronti delle tecnologie rispetto alle generazioni precedenti e disposti ad affidarsi ad esse per la protezione del pianeta.

Essi ritengono inoltre, insieme agli over 65 (37% e 33% rispettivamente), che la responsabilità primaria sia dei singoli, mentre gli appartenenti alle fascia d’età intermedia, dai 25 ai 64 anni, ritengono sia principalmente un dovere delle istituzioni nazionali (22%).


Sembrerebbe quindi che i più giovani siano più disposti a prendersi in carico la responsabilità per l’ambiente. E, interessante da sottolineare, lo stesso punto di vista è condiviso dalla fascia d’età più elevata, quella degli oltre sessantacinquenni.

 

Tuttavia, nonostante le differenze generazionali sopraccitate, uno degli aspetti più curiosi e sorprendenti è stata la coerenza delle opinioni tra i diversi gruppi demografici intervistati. In generale, infatti, i pareri dei gruppi demografici non variano di molto tra paesi. Questo trend suggerisce che il messaggio circa i cambiamenti climatici e la necessità di proteggere l’ambiente raggiunge tutte le generazioni di tutte le latitudini, il che è estremamente positivo. Ma, con il passare del tempo, è fondamentale che questo concetto sia trasferito ai bambini, attraverso programmi scolastici e comportamenti domestici. Saranno, infatti, loro a determinare un cambiamento comportamentale e l’adozione di un approccio più consapevole e votato alla protezione dell’ambiente. Non solo saranno chiamati a prendersi la responsabilità dei propri comportamenti, ma, come dimostra il sondaggio, decideranno per quale azienda lavorare e da quale acquistare i prodotti in base alle sue credenziali ‘ecologiche’.



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