Protetti e infetti: così è il 72% dei computer aziendali
Inoltre, circa il 23 per cento dei computer privati con una soluzione di sicurezza installata è colpito da malware.
Redazione PMI-dome |
25 ottobre 2007
Uno studio condotto dai Laboratori di Panda
Security rivela che il 72% delle società con più di cento computer è
colpito da malware attivo.
La ricerca è stata effettuata nel secondo trimestre del 2007, ed è
finalizzata a mostrare la reale situazione del malware in ambienti aziendali e privati. I dati riguardano più di 1200 società che
adottano una soluzione di sicurezza. Inoltre, sono state analizzate
anche le tipologie di protezione installate, ed è risultato che il
4,55% dei sistemi che utilizzano gli antivirus prodotti da Computer
Associates è infettato; la percentuale scende a 4,3 nel caso di Trend
Micro, 2,8 per Symantec, 2,28 per McAfee e 0,73 per Panda Security.
“Il cambiamento degli obiettivi da parte degli autori del malware, che
ora puntano ai ritorni finanziari, ha causato un drammatico aumento del
malware in circolazione. La tradizionali soluzioni di sicurezza non sono abbastanza aggiornate e
necessitano di supporti online, come ad esempio Malware Radar, che
siano in grado di rilevare anche quei codici maligni che non vengono
individuati dalle protezioni installate”, spiega Pedro Bustamante,
Senior Research Advisor di Panda Security.
Il malware sui computer privati
Secondo i dati raccolti, solo il 37,45% degli utenti ha installato sul
proprio computer un software antivirus aggiornato. Gli altri non hanno
protezione o utilizzano soluzioni di sicurezza superate.
Tuttavia, il 22,97% dei PC con una protezione aggiornata è colpito da
malware, mentre i computer non protetti ed infettati rappresentano il
33,28%.
I tipi di malware più diffusi
Il malware più diffuso sia nelle aziende (63,04%) che tra i privati (54,50%) è l’adware.
Seguono i Trojan, che rappresentano il 12,57% dei codici maligni
rilevati nei PC aziendali e il 15,46% in quelli domestici. Si è
registrato anche un notevole incremento dei Trojan bancari, soprattutto
nei computer delle società. Il numero dei rootkit (i programmi
utilizzati dai cyber criminali per nascondere i processi dei codici
maligni e rendere così più difficile il loro rilevamento), è aumentato
in entrambi gli ambienti analizzati occupando così il terzo posto tra i
tipi di malware più diffusi.
Per far fronte a queste minacce, Panda Security ha sviluppato un nuovo
modello di sicurezza che si fonda sulla ”Intelligenza Collettiva”. Il
sistema, definito “bottom up”, si basa sulla raccolta di informazioni
concernenti il malware attraverso Internet e l’utenza e tramite
l’elaborazione automatica degli elementi effettuata nei nuovi data
center. Tutto ciò è correlato ed è abilmente utilizzato per offrire una
maggiore capacità di rilevamento e per migliorare la sicurezza degli
utenti.
La relazione dei Laboratori di Panda Security può essere scaricata online.