Call center e privacy: arrivano le sanzioni del Garante
Per servizi non richiesti e telefonate indesiderate 60 sanzioni per oltre 260 mila euro ai gestori telefonici.
Redazione PMI-dome |
30 ottobre 2007
Sessanta
sanzioni applicate e oltre 260 mila euro già versati sono solo i primi
risultati dei recenti interventi del Garante sull'operato dei call
center a tutela degli utenti telefonici. Le sanzioni comminate a
gestori di telefonia fissa e mobile per illeciti trattamenti di dati
personali riguardano prevalentemente attivazione di servizi non
richiesti (cambi di operatore, linee Internet veloci, servizi
aggiuntivi) e, in misura minore, telefonate pubblicitarie indesiderate.
Le società telefoniche hanno preferito, in molti casi, chiudere subito
il contenzioso attraverso il pagamento anticipato in misura ridotta,
previsto per chi non intenda impugnare la contestazione della
violazione.
Prosegue in questo modo l'azione del Garante a
tutela degli utenti telefonici che numerosi segnalano costi e disagi
derivanti da un uso scorretto dei loro dati personali da parte dei call
center dei principali gestori (Telecom, Tele2, Fastweb, Wind, Eutelia,
Tiscali). Nella maggior parte dei casi è stato sufficiente che
chiunque, un figlio, un collaboratore di famiglia, rispondesse al
telefono e senza dare alcun assenso a quanto veniva proposto, perché
venissero attivati servizi mai richiesti con conseguenti fatturazioni
di costi in bolletta, distacco, anche per alcuni mesi, della linea
telefonica, attese per il passaggio ad un altro operatore. A volte non
c'è stata neanche la telefonata e l'utente si è accorto di "aver
aderito" a qualche nuova offerta solo al ricevimento della bolletta.
Le
sanzioni sono frutto dell'applicazione da parte del Garante del
provvedimento generale dello scorso anno cui avevano fatto seguito
cinque specifici provvedimenti lo scorso giugno, con i quali aveva
imposto a gestori e call center di interrompere comportamenti illeciti
di dati. L'Autorità ha infatti effettuato una serie di ispezioni presso
i call center, sia interni sia esterni, di cui si servono i principali
gestori telefonici: dalle verifiche è emerso che la maggior parte dei
call center non informavano adeguatamente le persone contattate o
operavano addirittura senza dire all'utente che si stavano raccogliendo
i suoi dati, per quali finalità venivano usati, se era obbligato o meno
a comunicarli, quali erano i suoi diritti. I call center hanno invece
l'obbligo di informare con la massima trasparenza gli utenti sulla
provenienza dei dati e sul loro uso e, se richiesto, di registrare la
volontà dell'abbonato di non essere più disturbato. Per omessa o
inidonea informativa il Codice privacy prevede una sanzione che va da
3000 a 18.000 euro, che può essere aumentata sino al triplo a seconda
delle condizioni economiche della società.
Fonte: Garanteprivacy.it