L'acquirente on-line. Questo sconosciuto? Capirlo e conoscerlo attraverso una sua segmentazione.
di Gabriele Pertosta |
06 novembre 2000
Quando
si parla di commercio elettronico e di prodotti venduti
on-line, frequentemente si lascia o addirittura si
dimentica la funzione dell'acquirente, che si trova
esattamente dall'altra parte della barricata.
Gli acquirenti del mondo reale [con il loro profilo
comportamentale] sono gli stessi che troviamo nel
mondo on-line?
Viene naturale dire subito di no…. ma sappiamo
perché?
Probabilmente il punto di partenza sta proprio nel
valutare e considerare il fatto che il loro approccio
nell'acquisto è innanzi tutto esercitato virtualmente
e, ancora più importante, è "mediato" dalla tecnologia.
Tale mediazione consente all'acquirente on-line, come
vedremo a seguire, una serie di condotte specifiche.
A tal proposito, alcuni recenti studi hanno tentato
di definire e categorizzare i possibili "tipi di acquirenti"
che si possono incontrare su Internet o comunque nel
mondo degli acquisti remoti (a distanza).
Uno di questi studi è quello realizzato dalla Flexo
Hiner, società specializzata nel monitoraggio
e nello studio dell'e-commerce. Secondo questa ricerca,
emergerebbero 7 profili comportamentali degli acquirenti
on-line:
•
eJoiners
- si tratterebbe di acquirenti che, credendo molto
nella filosofia delle comunità virtuali, ritengono
e considerano queste come il luogo migliore dove discutere,
confrontare e acquistare on line.
•
ePrivateers
- sono i cosi detti "shoppers" che, grazie alla
tecnologia, possono procedere ad acquistare beni e
prodotti in totale "privacy", senza essere visti.
Beni e prodotti che nel mondo reale non acquisterebbero.
•
eDiscounters
- Sarebbero quegli acquirenti che amano navigare
su Internet, alla ricerca del miglior prezzo per un
determinato prodotto. Gli eDiscounters considerano
questo aspetto il più importante per l'acquisto on-line.
•
eCynics
- Siamo di fronte ad acquirenti che sono rimasti profondamente
delusi dall'esperienza di comprare on-line. Ciò potrebbe
essere causato da vari fattori, come ad esempio aver
provato una bassa gratificazione del modo in cui hanno
acquistato (la pura transazione, difficoltà nei form,
transazioni non sicure o troppo complicate), o perché
molto più semplicemente non hanno provato piacere
nell'atto dell'acquisto virtuale. Altri fattori possono
essere causati invece dalla consegna o dal customer
care sul prodotto o servizio non all'altezza delle
aspettative.
•
eBrowsers
- Sono i cosidetti navigatori che utilizzano la
rete intensamente con lo scopo di raccogliere informazioni
sufficienti prima di decidere di procedere all'acquisto.
Sono quelli che fanno un grande utilizzo della parte
di comunicazione e informazione sul prodotto, ma che
poi procedono all'acquisto in modo tradizionale (acquisto
in un negozio reale).
•
at-Homers
- Sono gli acquirenti che trovano estremamente
comodo procedere all'acquisto di beni e servizi senza
muoversi da casa. Possono essere inclusi in questa
famiglia tutti quelli che, nell'atto dell'acquisto
di un prodotto ormai conosciuto e familiare, non necessitano
di manifestare l'atto della "percezione fisica" (tatto,
olfatto, vista, udito) prima di acquistare quel determinato
prodotto, poiché ormai noto.
•
eAutomators
- Si tratta della settima e ultima famiglia, all'interno
della quale sono classificati tutti quegli acquirenti
che vedono nell'on-line un modo per automatizzare
e semplificare alcuni acquisti, molte volte ripetitivi.
Per
concludere: cosa significa tutto ciò?
Può significare che il cliente on-line, che potremmo
erroneamente immaginare avere un comportamento costante,
non è sempre uguale. Le motivazioni che lo spingono
a comprare on-line invece di comprare nel negozio
sotto casa, come abbiamo visto, sono molteplici e
possono cambiare di volta in volta anche nella stessa
persona.
Ultimo:
eMarketers, un'altra società che studia il
fenomeno del commercio elettronico, identifica come
elementi portanti (al fine di attrarre i propri potenziali
clienti) per un negozio on-line, tre qualità: convenienza,
varietà dei prodotti/scelta, prezzo.
di Gabriele Pertosta