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PMI Dome

La fine della pubblicità tradizionale?

Uno studio IBM evidenzia clienti sempre più consapevoli, inserzionisti con grande fiducia in se stessi e tecnologie in costante evoluzione.
Redazione PMI-dome | 13 novembre 2007
IBM Global Business Services ha presentato il nuovo report dal titolo “The End of Advertising as We Know It”, che prevede che nel prossimo quinquennio la pubblicità conoscerà un periodo di grandi cambiamenti come non si erano mai verificati nei 50 anni precedenti.

Il quadro che emerge dallo studio, che ha coinvolto più di 2.400 consumatori e 80 executive del settore a livello globale, evidenzia clienti sempre più consapevoli, inserzionisti con grande fiducia in se stessi e tecnologie in costante evoluzione, tutti elementi che contribuiscono a ridefinire le modalità con cui l'advertising viene proposto, creato, fruito e valutato.

Gli operatori della pubblicità tradizionale rischiano importanti battute di arresto in termini di fatturato, in quanto i budget si spostano rapidamente verso formati nuovi, interattivi, le cui aspettative di crescita sono pari a cinque volte quelle della pubblicità tradizionale. Per sopravvivere i broadcaster devono modificare il loro atteggiamento mentale rivolto a un pubblico di massa, privilegiando un approccio verso i segmenti di consumatori di nicchia, mentre ai distributori tocca il compito di offrire prodotti pubblicitari mirati e interattivi rivolti a un ampio ventaglio di dispositivi multimediali. Le agenzie pubblicitarie dovranno, sperimentando la loro creatività, diventare gli intermediari delle sensazioni e dei bisogni interiori dei consumatori e fare da guida nell'assegnazione dei budget pubblicitari fra le mille proposte. Tutti gli attori del mercato dovranno trovare il modo di adattarsi a un mondo in cui la creatività pubblicitaria viene comprata e venduta secondo schemi liberi contrapposti ai canali tradizionali.

Il report evidenzia quattro fattori destinati a sovvertire l'ordine consueto nel settore della pubblicità: il controllo dell'attenzione, la creatività, la misurazione e i repository di pubblicità. Come evidenziato chiaramente nello studio globale di IBM sui consumatori dei media digitali e dell'entertainment pubblicato in agosto, l'interesse dei consumatori si è spostato dalla TV a Internet. I consumatori sono stanchi delle interruzioni pubblicitarie e sono sempre più attenti al modo di interagire, filtrare, distribuire e consumare i contenuti e i messaggi promozionali ad essi associati. Lo studio di IBM ha dimostrato che la metà dei possessori di dispositivi DVR guarda oltre il 50% di programmi registrati e che il successo della pubblicità video tradizionale non si ripete online. Il 40% degli intervistati ha affermato di considerare la pubblicità trasmessa all'interno dei segmenti video online più noiosa rispetto a qualunque altro formato. Sempre più spesso utenti amatoriali e semi-professionali creano contenuti pubblicitari a basso costo che minacciano di aggirare le agenzie creative, mentre publisher e broadcaster stanno allargando sempre più i loro ruoli creativi. Gli inserzionisti pretendono una maggiore responsabilità e sistemi di misurazione più specifici del comportamento dei singoli consumatori sulle varie piattaforme pubblicitarie. Gli exchange pubblicitari self-service stanno catturando porzioni di fatturato che prima erano indirizzati esclusivamente attraverso transazioni dirette o canali proprietari.

Le aspettative degli esperti di pubblicità sono in linea con le tendenze globali tra i consumatori

Lo studio condotto da IBM ha evidenziato come gli esperti di pubblicità siano consci dei cambiamenti in atto tra i consumatori, e per il futuro si attendono cambiamenti di vasta portata. Oltre la metà dei professionisti pubblicitari intervistati da IBM ritiene che nei prossimi cinque anni gli exchange pubblicitari (ora gestiti da società come Google, Yahoo, AOL) conteranno per il 30% dei ricavi attualmente controllati dai broadcaster e dai media tradizionali. Circa la metà degli intervistati prevede che entro cinque anni si assisterà a un calo di fatturato significativo (più del 10%) per lo spot di 30 secondi, mentre quasi il 10% sostiene che la riduzione sarà ancora più consistente (oltre il 25%). Secondo i due terzi degli intervistati, nei prossimi tre anni il 20% del fatturato pubblicitario si sposterà da formati basati sulle impression a formati basati sull'impatto.

Saul Berman, Practice Leader, IBM Media & Entertainment Strategy and Change, ha affermato: "La pubblicità rimane un elemento fondamentale della cultura popolare e continua a sovvenzionare una larga fetta dell'entertainment in tutto il mondo. È però necessario che si adegui ai nuovi formati e offra un valore intrinseco più consistente ai consumatori, i quali avranno un ventaglio più ampio di opzioni tra cui scegliere. La proliferazione di operatori pubblicitari renderà più importante che mai il ruolo delle analisi sui consumatori indipendentemente da dove ci si trovi all'interno della value chain. I giovani, in particolare, sono propensi a non pagare per i contenuti. Nonostante il maggiore controllo da parte dei consumatori su pubblicità e contenuti, prevediamo che in futuro essi continueranno a preferire la visione tradizionale della pubblicità piuttosto che il pagamento diretto dei contenuti".

IBM è convinta che tutti gli operatori dovranno investire significativamente a favore di capacità di automazione e analisi del consumatore per ottenere una migliore comprensione sia degli utenti che delle modalità con le quali raggiungerli. Per esempio, la pubblicità interattiva abbinata all'analisi del consumatore offre un'utile conoscenza circa chi ha visto e risposto a un'inserzione, anziché una semplice stima del numero di impression, permettendo di massimizzare ricavi e resa delle campagne. Gli operatori dovranno inoltre capire se possiedono le risorse e le capacità appropriate per gestire un aumento delle promozioni marketing e delle pubblicità integrate. Infine, IBM osserva che il forte incremento del numero e della varietà di promozioni sta conducendo a superiori investimenti in tool per trasformare digitalmente e ridurre i costi dei workflow delle aziende – in particolare gestione dei contenuti, sviluppo creativo, produzione e processi di approvazione.

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Commenti
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Re: La fine della pubblicità tradizionale?

Badalic VS Zooppa - Appuntamento a Lucca, 17 ottobre 2009 http://www.youtube.com/watch?v=piMVr1Ulrlg

Inviato da Mirko

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