“I decision maker nel settore IT hanno spesso la difficile incombenza di dover attuare una scelta tra quello che loro sanno essere una seria minaccia alla sicurezza e altre priorità di business come la produttività o il morale del personale. Ed è qui che entrano in gioco le policy di sicurezza che fanno da ponte per colmare il gap tra quello che i dipartimenti IT vorrebbero bloccare in un mondo ideale e ciò che è realisticamente fattibile,” ha dichiarato Toralv Dirro, Security Strategist di McAfee Avert Labs.
Il download di file musicali e i siti di
incontri on-line sono gli unici siti che rientrano su entrambe le liste nere
come siti da bloccare e come minacce alla sicurezza.
Più comunemente sono
bloccati
Tuttavia, gli strumenti percepiti come più pericolosi sono i download di musica (58%), i siti di incontri on-line (56%), l’instant messenger (53%), i siti di social networking (48%) e i siti di posta elettronica (46%). Sono dati che indicano i difficili equilibri che sono all’ordine del giorno per i decision maker nell’ambito informatico.
Rigorosi o lassisti?
Gli atteggiamento sul blocco delle varie tecnologie sono differenti nei vari paesi Europei. I risultati rivelano che la Svezia è la più permissiva con un 57% di informatici che non limitano l’accesso ai propri dipendenti. Il Regno Unito invece ne esce come il più severo in Europa con solo il 28% che non blocca l’accesso.
Le motivazioni sottostanti
La principale motivazione per cui i professionisti IT sono preoccupati di queste tecnologie è che sono convinti che siano un veicolo di diffusione dei virus (57%) e che favoriscano lo spam (54%). In ultima analisi, questi intervistati ritengono che questo potrebbe comportare significativi rischi economici, arrivando a parlare di downtime e di frode tra le loro maggiori preoccupazioni nel caso in cui la sicurezza IT venga violata.