Secondo Experian - gruppo britannico leader mondiale dei servizi informativi sul credito e la prevenzioni delle frodi - la drammatica perdita di dati personali avvenuta in seno ai servizi fiscali e postali britannici non preoccupa tanto sul fronte delle intrusioni nei conti bancari o postali, ma piuttosto su quello degli ancora più temibili furti di identità.
Alistair Darling, Ministro delle Finanze del regno Unito, ha ammesso il 22 novembre scorso lo smarrimento, da parte dei suoi uffici, dei dati sensibili di non meno di 25 milioni di cittadini. I dati di 7,25 milioni di famiglie, che avevano richiesto un sussidio, erano stati archiviati su due CD e spediti tramite corriere da un ufficio all'altro. Ma non sono mai giunti a destinazione, e solo a distanza di un mese il Governo ha ammesso l'errore e l’avvio delle indagini. Si tratta di un volume enorme di dati, che ha a che fare con conti bancari, numeri di previdenza sociale, indirizzi di residenza.
Per Experian, che fornisce servizi antifrode a tutti i principali operatori finanziari britannici, banche ed enti Pubblici d’oltremanica già dispongono di strumenti di controllo che tutelano il cliente/contribuente, ma il cittadino – e questo è il problema vero - rimane esposto al furto di identità finalizzato alla frode. Quest’ultimo che vede i malintenzionati impadronirsi dei dati più riservati di ignari cittadini, per frodare impunemente in nome loro, in particolare nell’ambito delle sottoscrizioni di finanziamenti al consumo, degli acquisti a credito, delle vendite via Internet e per corrispondenza, e così via. E con conseguenze spesso gravi per chi subisce il furto d’identità, perché la dimostrazione di innocenza non è tra le più facili e nel frattempo ci si vede negare l’accesso a qualsiasi forma di credito.
Il furto d’identità è la forma di crimine in più rapida ascesa in Gran Bretagna, oramai con centinaia di migliaia di casi, e di più difficile contrasto. Basti pensare che, secondo una ricerca divulgata dalla stessa Experian lo scorso anno, in più dell’80% dei casi il furto di identità non è denunciato alla Polizia in tempo utile, per vergogna o imbarazzo, e che fra i casi denunciati, solo il 7% ha portato a successi di polizia immediati, mentre ben il 29% non è stato nemmeno perseguito per carenza di elementi utili alle indagini.