Secondo i dati del rapporto DigitalFinance, a settembre 2007 gli utenti dei siti di finance sono 11,4 milioni. Gli utenti dei siti di banking sono 7,3 milioni, di cui 4,9 milioni clienti. Emerge con forza la tendenza a fruire dei siti di social networking, mentre fanno il loro ingresso sul mercato italiani i siti per il prestito peer-to-peer.
A settembre 2007 sono stati quasi 24 milioni gli utenti che si sono connessi al web almeno una volta da casa e/o da ufficio, includendo gli utilizzatori di peer-to-peer, instant messenger, software per la riproduzione video/audio, o applicativi quali Skype e Google Earth.
Rispetto all’analisi dello scorso giugno, si è registrata una crescita dell’utenza internet che non ha coinvolto né i siti di banking nel loro complesso né le loro aree riservate ai clienti.
“I dati DigitalFinance 2007 ci indicano una fase di stabilità della diffusione dell’utilizzo del canale bancario online. Tuttavia, è interessante considerare che gli utenti attualmente raggiunti rappresentano una fascia evoluta di navigatori Internet”, afferma Cristina Papini, Sales & Project Manager di Nielsen Online. “Infatti, i clienti del banking trascorrono online oltre il 50% di tempo in più rispetto alla media e consultano un paniere di siti doppio rispetto agli altri utenti, risultando elevati utilizzatori dei siti web 2.0”.
I siti di social networking e in generale quelli che presentano una forte componente relazionale intercettano una porzione sempre più ampia degli utenti del banking online. Ad attrarre maggiormente gli utenti dei siti delle banche sono eBay (48%) e Wikipedia (44%).
Al terzo posto si posiziona, YouTube. L’elevata percentuale di utenti bancari che vi si dirige (38%), fa di questo sito, se opportunamente sfruttato, un’importante risorsa di comunicazione e di relazione con prospect e clienti, come mostra l’esperienza di istituti bancari operanti in altri paesi.
Blogger intercetta il 26% dell’utenza dei siti bancari. Oltre al servizio di Google, nelle prime dieci posizioni figurano altri due servizi: Blogo.it e Splinder. Il blogging è una pratica dove a fronte di un elevato numero di lettori, coloro che scrivono sono una parte più ristretta. Secondo un monitoraggio effettuato da CommStrategy, nell’ultima settimana di ottobre, in Italia, sono una settantina i blog attivi dedicati al mondo dell’economia e della finanza, censiti entro le prime dieci pagine dei principali motori di ricerca specializzati.
Una parte di questi compone la cosiddetta lista A, dove sono elencati i blog che, per il fatto di essere linkati, commentati e citati con maggiore frequenza rappresentano un punto di riferimento per gli altri utenti attivi in questo ambito. Tra questi soldiblog.it (legato a Blogo.it) tratta dei temi dell’economia personale a 360°. Analisi-tecnica.biz, hypertrader.blogspot.com e geronimoscalper.blogspot.com sono invece dedicati al trading online, di cui forniscono informazioni verticali e analisi di titoli.
Se nel finance la propensione a restare fedeli alla marca sta scendendo, per gli istituti finanziari diventa critico adottare una strategia relazionale offensiva (partecipando alle discussioni in essere) o difensiva (controllando la comunicazione tra pari) interna a questi network, individuando conversazioni da incoraggiare o da smorzare. Da qui l’importanza di individuare e monitorare l’attività dei blogger più influenti.
Negli Stati Uniti, i servizi di trading online evoluti, integrano i servizi di blogging all’interno della loro offerta. Tradeking e Zecco, infatti, mettono a disposizione degli utenti non solo efficaci soluzione per la compra-vendita di una vasta gamma di strumenti finanziari ma anche tecnologie avanzate per lo sviluppo di relazioni one-to-one e di reti personali. Gli utenti possono quindi portare avanti strategie finanziarie a partire dalle informazioni e dai profili di investimento degli altri iscritti, con cui possono confrontarsi direttamente.
In Italia, l’innovazione parte dai finanziamenti personali, settore dove Zopa e Boober consentono e rendono accessibile il prestito tra privati, fornendo un’intermediazione ad elevato contenuto tecnologico.
“L’entrata in Italia di nuovi player che offrono servizi finanziari peer-to-peer rappresenta una sfida per il mercato online”, dice Paolo Barbesino, managing partner di CommStrategy. “Da un lato l’ingresso di questi attori apre nuove prospettive per lo sviluppo del mercato (in senso sia quantitativo attirando nuovi utenti, sia qualitativo offrendo tool avanzati), dall’altro gli istituti finanziari italiani dovranno saper fronteggiare una concorrenza che rischia, soprattutto all’inizio, di intercettare l’interesse dei risparmiatori più evoluti. In questo senso gli istituti finanziari devono guardarsi dal sottovalutare i new comer, come accaduto nel passato, e reagire proponendo servizi alternativi”.