Il Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione (SPC), una delle più grandi infrastrutture telematiche pubbliche nel mondo e la maggiore in Europa, che permette qualsiasi tipo di comunicazione - dati, fonia ed immagini - tra le Pubbliche amministrazioni centrali, è diventato operativo nei tempi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale. Lo hanno reso noto il prof. Luigi Nicolais, ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA, e il prof. Fabio Pistella, presidente del CNIPA, l’organismo che ha elaborato e realizzato il progetto in collaborazione con i principali operatori nazionali sia di telecomunicazioni che di informatica.
Contestualmente è diventata attiva anche l’estensione all’estero dell’SPC, la Rete Internazionale della Pubblica Amministrazione italiana (RIPA) che, con le stesse modalità di efficienza, protezione e sicurezza, collega 450 sedi della PA presenti in oltre 120 paesi stranieri. Lo scambio di dati e comunicazioni consente già ad ambasciate e consolati anche il rilascio del passaporto elettronico. Con la sua nascita SPC si accinge a sostituire la RUPA-Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione (attiva dal 1999) utilizzando 16.000 collegamenti ad alta velocità necessari per connettere 58 domini delle amministrazioni centrali e oltre 200 amministrazioni territoriali.
La capacità di trasporto (banda aggregata) è infatti passata da 29,3 Gigabit/sec a 70 Gigabit/sec. Le Amministrazioni hanno acquisito risorse economiche per i servizi di sicurezza, per l’inserimento anche del VoIP (il cui utilizzo è disposto dalla Legge Finanziaria 2008) e delle telecomunicazioni wireless presenti nelle offerte di servizi SPC.
Alla realizzazione di SPC hanno partecipato con il CNIPA anche parecchi operatori che hanno dato il loro apporto tecnologico e di esperienza. Ad esempio, si è realizzata la collaborazione da parte dei più importanti punti di scambio del traffico Internet in Italia, il MIX di Milano ed il NAMEX di Roma, che ospitano nelle proprie sedi gli snodi del traffico SPC fra gli operatori e che rendono semplice lo scambio dei dati fra la Pubblica Amministrazione ed Internet.
È stato inoltre realizzato un Centro di supervisione, gestito dall’IBM, a garanzia superpartes della qualità dei servizi forniti e per il coordinamento dei sistemi di sicurezza. Nasce, infatti, per la prima volta al mondo, una di community estesa della sicurezza ICT della Pubblica Amministrazione. Ogni amministrazione ha costituito, infatti, al proprio interno un’unità locale di sicurezza che interviene nelle fasi di prevenzione e gestione degli incidenti. È questo il primo caso di un sistema pubblico che, sin dal suo avvio, dà priorità assoluta alla sicurezza informatica per tutelare cittadini ed imprese con strumenti specifici ed un’organizzazione dedicata.
A regime si realizza, inoltre, il primo sistema di governo nazionale che realmente integra dati e fonia sulle reti di telecomunicazione con notevoli risparmi e con i vantaggi di un’integrazione dei servizi: oltre 1 milione di telefoni e più di 550 mila personal computer dell’Amministrazione centrale che useranno le stesse infrastrutture ottimizzate.