Risolvere i problemi: Internet ma non solo
Uno studio Pew Internet & American Life Project indaga su quale sia l'utilizzo di Internet, biblioteche e uffici governativi, per individuare soluzioni ai piccoli e grandi problemi quotidiani.
Redazione PMI-dome |
07 gennaio 2008
Una recente indagine di Pew Internet & American Life Project ha confermato il ruolo sempre più da protagonista - ma non assoluto - di Internet nella vita quotidiana, soprattutto per i più giovani.
Lo studio Information Searches That Solve Problems ha infatti dato risultati interessanti in tal senso.
Da un lato Internet si affianca e a volte si sostituisce a familiari, esperti e amici nella ricerca di soluzioni ai comuni problemi, dall'altro è emerso che i membri della Generazione Y (tra i 18 e i 30 anni) sono i principali utenti di fonti per reperire informazioni e risolvere problemi. Fonti online certamente ma anche le care 'vecchie' biblioteche pubbliche.
Il sondaggio, realizzato tramite interviste telefoniche negli Stati Uniti, ha chiesto al campione se negli ultimi due anni avesse avuto 10 problemi, legati in particolare a questioni amministrative o connesse a tale ambito, e nel caso quali mezzi avesse utilizzato per trovare un aiuto alla loro risoluzione. Internet è risultato al primo posto.
- il 58% di coloro che hanno vissuto recentemente uno di questi problemi
ha affermato di aver utilizzato Internet (a casa, al lavoro, da un accesso pubblico, in particolare da una biblioteca) per ottenere aiuto
- il 53% si è rivolto a professionisti come medici, avvocati o esperti finanziari
- il 45% ha affermato di aver cercato aiuto e consiglio in amici e familiari
- il 36% ha consultato giornali e riviste
- il 34% ha contattato direttamente l'ufficio competente
- il 16% ha fatto riferimento a radio e televisione
- il 13% si è recato in una biblioteca pubblica
Un dato interessante è la 'smentita' del declino delle biblioteche pubbliche nell'era di Internet. Intatti, oltre al 13% che si rivolge ancora ad esse per trovare soluzioni a questo genere di problemi, nel 2007 oltre la metà degli americani (il 53%) vi si è recato anche per altri scopi. E - dato ancora più interessante - sono stati soprattutto quei membri della Gen Y ad utilizzarle con maggiore frequenza rispetto ai loro predecessori.
Tornando alla natura del sondaggio realizzato, tra i problemi sui quali si è indagato ci sono:
- preoccupazione per la salute
- decisioni circa l'iscrizione a scuola, il finanziamento della scuola,
il lavoro o il miglioramento delle competenze
- questioni fiscali
- cambiamento del posto di lavoro o l'inizio di una attività
- ricevere informazioni sul Medicare, Medicaid
- ottenere informazioni sulla sicurezza
sociale o militare
- ottenere informazioni sull'iscrizione alle liste elettorali, il diritto al voto o su una politica di governo
- dare un contributo al governo locale su questioni come il traffico o la scuola
- questioni giuridiche
- diventare un cittadino
americano o aiutare un'altra persona in materia di immigrazione
A seconda del tipo di problema, al di là dei dati riassuntivi sulle fonti di soluzione, le reazioni variano. Ad esempio, di fronte a un problema di salute ci si rivolge (per fortuna) ancora soprattutto a esperti, poi famiglia e amici, e solo infine a internet.
Mentre su problemi riguardanti i "massimi sistemi" ovvero il funzionamento della sanità o la sicurezza sociale, il primo canale è quello degli uffici governativi e subito dopo c'è la rete.
Insomma pare che il trend di integrazione tra i media che non vede in Internet un cannibale, ma uno strumento aggiuntivo sia qui confermato.