"AIIP - riferisce in una nota Dario Denni - apprezza molto gli sforzi compiuti dai Commissari e dalla
struttura dell’Autorità, soprattutto in relazione all’applicazione di
metodologie alternative per il calcolo dei costi.
In ragione di quanto espresso dalla stessa Autorità nella delibera
richiamata, AIIP ritiene che residui ancora una differenza importante
fra i prezzi ed i costi e per queste ragioni, confida che nella
prossima revisione dell'offerta di riferimento, prevista per il 2008,
si arrivi al vero orientamento al costo, così come giustamente sancito
dall'Autorità stessa, come rimedio per far fronte alla dominanza di
Telecom Italia."
Inoltre, AIIP segnala la presenza di numerose ed importanti criticità
anche nelle modalità tecniche e commerciali dell'offerta (ad es. per la
rete ATM: SHDSL e i profili a consumo; per la rete Ethernet: la
gestione della Qualità del Servizio e l’implementazione del Multicast).
"Il punto non è di quanto siano scesi i prezzi all'ingrosso, ma se e di
quanto essi siano superiori ai reali costi" – ha dichiarato Marco
Fiorentino, presidente di AIIP. Con il servizio bitstream la
regolamentazione a priori viene indebolita, ed il principale baluardo
contro il potere dell'operatore dominante è che ci sia un reale
orientamento al costo dell'offerta all'ingrosso."
"AIIP quindi, vuole lanciare un campanello d'allarme – continua Fiorentino – E’ importante che la revisione dell'offerta per il 2008 orienti strettamente i prezzi ai costi del servizio perché in caso contrario, si penalizzerebbe lo sviluppo della larga banda in Italia e della stessa IPTV. Senza contare che vi sarebbe un’inferiore discesa dei prezzi al pubblico rispetto a quella necessaria, e che per questi motivi la quota di mercato dell'operatore dominante, che già oggi non ha pari nei Paesi europei più sviluppati, aumenterebbe anzichè diminuire. Tutto ciò costringerebbe ancora una volta gli operatori alternativi a continuare ad investire in nuove infrastrutture parallele a quelle già esistenti nelle zone ricche, invece di investire nelle zone di digital divide".