Il decalogo Confindustria per l'innovazione
Un documento in parte di analisi ma soprattutto propositivo per riassumere in pochi punti le reali necessità e urgenze per consentire alle imprese di innovare e crescere.
Redazione PMI-dome |
07 febbraio 2008
E' stata chiamata "La tabella di corsa" e racchiude in 10 punti le priorità per il rilancio del Paese elaborate dalle Federazioni dei Servizi di Confindustria.
"L’Italia, per correre nella competizione globale, deve avere un progetto coerente di rinnovamento, basato su priorità che liberino energie per lo sviluppo.".
Il documento è stato presentato in occasione della Prima Conferenza nazionale Servizi Innovativi e Tecnologici che si è tenuta a Milano ai primi di febbraio.
Dieci i punti sinteticamente riassunti e un'interessante analisi dello stato dell'arte che non si limita a raccogliere i fatti, ma porta nuove proposte e idee per lo sviluppo e la modernizzazione dell’Italia.
Fondamentale è lo sviluppo dell’economia dei servizi, con particolare riferimento a quelli innovativi e tecnologici, per il contributo che offrono alla crescita del Paese, a vantaggio delle imprese, delle Pubbliche Amministrazioni, dei cittadini.
Non va dimenticata l'importanza dello sviluppo dei mercati emergenti. Uno sviluppo per ora ostacolato da molti fattori ben descritti nel documento.
Irrinunciabile è la semplificazione amministrativa, la riduzione dei costi della burocrazia e l’aumento della produttività nel settore pubblico. Così come non può essere sottovalutato un impegno sul terreno della conoscenza con la formazione scolastica e professionale (preparazione di base e sviluppo delle competenze), senza le quali diviene difficile formare una nuova classe imprenditoriale e dirigente in grado di produrre reale valore.
Grande attenzione deve essere data, da parte del governo, alla politica fiscale, con una efficace lotta all’evasione/elusione da un lato, ma anche con sgravi per le imprese in modo da consentire investimenti e crescita.
Una crescita che deve guardare oltre ai confini nazionali stimolando una politica per l’internazionalizzazione, nel rispetto del "Made in Italy".
Occorre anche riunire l'Italia, anche sotto il profilo economico, con interventi mirati ed efficaci a favore delle aree meno sviluppate e del Mezzogiorno.
Nessuno dei temi toccati rappresenta una novità assoluta, anzi, sono anni che l'Italia dibatte e promette in tal senso. E' però apprezzabile un documento propositivo sperando non resti solo questo.
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