I risultati dello studio Accenture indicano che i CIO stanno implementando solo superficialmente i loro sistemi IT, invece di operare cambiamenti fondamentali per venire incontro alle esigenze degli utilizzatori finali.
Redazione PMI-dome |
11 febbraio 2008
Nel prendere decisioni
riguardo agli investimenti tecnologici, le società devono spostare la loro
attenzione dal mondo finanziario a quello dell’economia reale che ha un
impatto sulla vita dei consumatori. E’ quanto emerge da uno studio condotto
a livello mondiale effettuato su circa 700 CIO-Chief Information Officer e
pubblicato da Accenture, azienda globale di Consulenza Direzionale, System
Integration & Technology e Servizi alle Imprese.
I risultati dello studio
indicano che gli amministratori delegati e i direttori dei sistemi informativi –
sotto costante pressione da parte degli analisti finanziari– stanno implementando
solo superficialmente i loro sistemi IT, invece di operare cambiamenti
fondamentali per venire incontro alle esigenze degli utilizzatori finali.
Gli utenti – inclusi i
consumatori, le imprese e, nel caso delle amministrazioni pubbliche, i
cittadini – hanno esigenze maggiori determinate dalla sempre crescente
conoscenza e familiarità con la tecnologia, un fenomeno emergente che Accenture
ha definito ‘user-determined
computing’.
Secondo la ricerca, tale tendenza determinerà la principale
problematica riguardo agli investimenti nell’IT che le aziende saranno
chiamate ad affrontare nel 2008.
“Gli amministratori delegati e i CIO
devono scegliere se offrire nuovi e unici prodotti ad una clientela con un’alta
conoscenza informatica o contenere i costi a breve termine incontrando il
plauso degli analisti finanziari”, afferma Bruno Ronchetti, responsabile
System Integration & Technology di Accenture per l’area IGEM (Italia,
Grecia, Centro ed Est Europa, Medio Oriente).
Lo
studio indica inoltre che il divario fra l'economia finanziaria e quella reale
è ampio e profondo, e che le aziende sembrano fare ben poco per colmarlo. Al
contempo, le multinazionali che operano nei mercati emergenti a basso costo stanno
stabilendo una gamma completamente nuova di aspettative del consumatore in
termini di qualità dell’esperienza, partecipazione, accesso mobile e risposta in tempo reale.
Lo
studio ha inoltre evidenziato che l’informatica definita
dall’utente ha implicazioni anche per gli impiegati che utilizzano la
tecnologia nel loro lavoro quotidiano.
“La tecnologia per il consumatore
sta avanzando più velocemente della tecnologia utilizzata in azienda, causando
frustrazione fra gli impiegati per l’inadeguatezza degli strumenti che si
trovano ad usare” - prosegue Ronchetti. “Di conseguenza, gli
impiegati stanno introducendo le loro tecnologie personali nel posto di lavoro,
anche se la loro organizzazione non le supporta”.
Di
seguito altri dati emersi dalla ricerca
- Gli addetti
all’IT passano il 40% del proprio tempo a gestire e riparare sistemi
esistenti, una percentuale essenzialmente invariata rispetto al precedente
studio condotto da Accenture nel luglio 2005. Questa tendenza è
determinata dal mantenimento di sistemi legacy che vengono utilizzati da
oltre un decennio e dalla mancata volontà di eliminare i sistemi
antiquati. Infatti, in media oltre il 60% di tutti i sistemi aziendali
analizzati nello studio sono stati totalmente ammortizzati.
- In media, solo il 22%
delle interazioni con la clientela, il 19% delle interazioni con i
fornitori e il 33% delle interazioni con gli impiegati vengono condotte
online ed elaborate automaticamente.
- Solo l’11% in
media delle interfacce informatiche è orientato al cliente.
- Circa l’80% delle
organizzazioni non riesce a raccogliere informazioni dettagliate sulla
clientela e l’84% non riesce a rendere tali informazioni accessibili
ai decision maker e agli altri responsabili.
- Solo il 35% delle
imprese in tutto il mondo impiegano applicazioni mobile in una vasta parte della loro
attività e una minima percentuale prende in considerazione strumenti
collaborativi come i wiki per gli impiegati.
Le aziende High Performer
Un
ulteriore obiettivo della ricerca è quello di analizzare come le grandi
organizzazioni gestiscono i loro investimenti IT ed identificare i
comportamenti e le caratteristiche comuni delle aziende "high performer”-
aziende che superano i loro pari in termini di incremento degli utili e
rendimento totale degli azionisti:
- Oltre il 25% delle
interfacce utilizzate dagli high performer è orientato al cliente, contro
il 15% riscontrato nelle aziende a basse e medie performance. Oltre la
metà del campione, tuttavia, riconosce la necessità di porre la clientela
in cima alle priorità relativamente alle interfacce in tempo reale.
- I leader
nell’innovazione IT stanno già sfruttando la Service Oriented Architecture
(SOA) per l’integrazione legacy e sono all’avanguardia nella
costruzione di applicazioni basate su SOA. Lo studio ha evidenziato che il
38% del portafoglio di applicazioni delle aziende high preformer include
applicazioni composite costruite utilizzando SOA e il 45% delle nuove
funzionalità di tale gruppo è basato sull’utilizzo e il riutilizzo
di servizi esistenti.
- Grazie ad un approccio orientato
ad incrementare la standardizzazione e la centralizzazione delle funzioni
IT, i CIO delle aziende leader passano in media il 19% del tempo in meno
sulle operazioni di gestione e manutenzione rispetto agli altri CIO.
Le aziende high
performer hanno abbandonato la maggior parte della tecnologia legacy, in
favore di sistemi più recenti. Nel caso di migrazione di applicazioni,
oltre i due terzi degli high performer cercano alternative ai sistemi
tradizionali, in particolare per le applicazioni rivolte all'esterno quali
le vendite e i servizi di marketing di supporto al cliente. Inoltre, oltre
un terzo degli high performer cerca soluzioni on-demand e SaaS (software
as a service) per la catena di approvvigionamento e distribuzione, ricerca
e sviluppo, risorse umane, finanza e contabilità.