Minori e social network: il rapporto Save The Children
In occasione del Safer Internet Day, rilasciati dati che fanno riflettere. Il 73% dei giovani utenti di Internet li ha frequentati almeno 1 volta. Il 66,7% vi ha aperto un profilo. E il 24,8% ha stabilito contatti con adulti.
Redazione PMI-dome |
12 febbraio 2008
All’interno
del pianeta Internet, cresce il successo fra i teenager italiani dei
social network: il 73% dei giovani utenti della rete è entrato almeno
una volta in una community, un programma di instant messaging o in un
social network.
Di essi, il 66,7% vi ha aperto almeno un profilo e
dunque li utilizza regolarmente: per comunicare con gli amici e per
conoscerne di nuovi, nella gran parte dei casi. Ma c’è anche chi – il
24,8% dei teen iscritti a un social network – è entrato in contatto con
adulti o ha vissuto esperienze non piacevoli quali imbattersi in
materiale pornografico (il 15%), sentirsi chiedere immagini provocanti
(il 9%) o sesso online (7%).
Al punto che, in moltissimi – l’86%
dei giovani iscritti ai social media - chiedono ai gestori di queste
grandi comunità virtuali, di metterli al riparo e proteggerli da tali
situazioni.
Sono alcuni dei dati salienti della ricerca di Save the Children “Profili da sballo. Gli adolescenti italiani e i social network”,
realizzata dalla Doxa per conto di Save the Children e presentata in occasione del Safer Internet Day (il 12 febbraio), la giornata istituita
dalla Commissione Europea per promuovere fra i minori un uso sicuro e
responsabile dei nuovi media.
“I social network rappresentano un
fenomeno in notevole espansione tra i giovani ma di cui sappiamo
pochissimo. Ci è sembrato quindi doveroso realizzare questa prima
ricerca per documentare cosa fanno, come si comportano, chi incontrano
nelle community o tramite i programmi di instant messaging gli
adolescenti italiani”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save
the Children Italia.
“In occasione del Safer Internet Day vogliamo
rivolgerci in particolare ai gestori di social network e, insieme a
loro, individuare le misure e le azioni necessarie affinché i social
media assicurino ai minori il diritto di esprimere liberamente il loro
bisogno e desiderio di socialità, conoscenza e comunicazione,
garantendo allo stesso tempo il diritto di ogni ragazzo o ragazza ad
essere protetto e tutelato da potenziali rischi”.
I teenager italiani: generazione di internauti con la passione dei social network
Ormai
la quasi totalità dei ragazzi italiani fra i 13 e i 17 anni – il 95% -
usa Internet, rileva la ricerca di Save the Children.
Msn Messenger si colloca in testa alla classifica dei
programmi più utilizzati dai giovani per comunicare (almeno una volta,
dal 96% degli intervistati), seguito da YouTube (53,2%), My Space
(30,6%), Yahoo Messenger (25,1%), Studenti.it (24,9%), Giovani.it
(11,2%), Blogger (7,5%), Facebook (5,4%).
Ma a frequentare regolarmente
i social network, utilizzandone a pieno tutti i servizi, grazie alla
registrazione ed apertura di un profilo , è il 66,7% degli
adolescenti “internauti”, con una prevalenza delle ragazze (59%) sui
ragazzi (48%).
“Si tratta di percentuali significative e consistenti
che ci allineano a paesi come gli Stati Uniti dove sono il 55% gli
adolescenti che hanno aperto un profilo”, commenta Valerio Neri.
Troppe le “impronte digitali” dei ragazzi. Scarsa la protezione della privacy.
A
differenza dei coetanei d’oltreoceano però i nostri teenager sembrano
avere la tendenza a rivelare molti dettagli personali: nei profili
- il
74% dichiara di riportare il vero nome
- il 61% posta proprie foto
- il
57% dà l’indirizzo e-mail
- il 48% il cognome
- il 18% il nome della
scuola
Non a caso poi, alla domanda è possibile risalire a chi sei
veramente?, il 63% risponde di sì: tra questi il 25,3% sostiene
addirittura che sia molto facile. Un dato che raggiunge il 30% nella
fascia di età 15-17.
“Questa scarsa tutela della privacy dei minori
è preoccupante. La diffusione superficiale dei dati personali, il fatto
che i ragazzi lascino tutte queste informazioni può
renderli identificabili da adulti potenziali abusanti o da coetanei che
vogliano esercitare una qualche forma di bullismo”, prosegue il
Direttore Generale di Save the Children Italia. “Bisognerebbe ridurre
al minimo le informazioni che si richiedono in fase di registrazione e
fare in modo che i profili dei minori siano resi privati già nelle
impostazioni predefinite. Invece su alcuni social network, soprattutto
italiani, queste precauzioni non vengono prese”.
Per stare in contatto con gli amici, ma anche per farsene di nuovi
D’altra
parte il profilo è il passpartout dei giovani in rete, il biglietto da
visita con cui si presentano per costruire il loro network di contatti.
Perché consolidare o allacciare nuove amicizie è la ragione principale
di utilizzo dei social network fra gli adolescenti italiani: il 78%
infatti vi si iscrive per stare in contatto con gli amici, il 20% per
conoscerne di nuovi. Tanto che il 47% dei giovani utenti - rileva la
ricerca di Save the Children - dichiara di aver allacciato nuove
amicizie, grazie a Internet.
Ma il bisogno di socialità dei
ragazzi – che viaggia attraverso chat (scelgono questo canale il
74,8%), cellulare (57,3%), e-mail (28,6%), post sui profili (14%),
grazie ai quali ci si racconta un po’ di tutto (questo l’argomento
preferito del 77% di chi ha un profilo) - non si arresta di fronte
anche a situazioni più equivoche e potenzialmente rischiose.
Il gusto del rischio: incontri al buio e contatti con adulti
Quasi
un terzo – il 28,8% dei giovani registrati nei social network - ha
infatti incontrato off line, di persona, qualcuno precedentemente
conosciuto in rete: tra di essi la maggioranza sono ragazzi (33,6%), ma
anche le ragazze non si tirano indietro (24,8%) E all’incontro il 37%
di questi adolescenti è andato da solo, mentre il 63% in compagnia di
amici.
Il 24,8% di coloro che ha aperto un profilo – rivela poi per
la prima volta la ricerca di Save the Children - ha avuto contatti con
persone di età molto maggiore (attenzione, non necessariamente
offline): quasi la metà (il 44%) ha stretto con esse una relazione
d’amicizia.
Ma quali sono le esperienze negative che i giovani rivelano di aver vissuto in rete?
Il
15% dei teenager con profilo sui social network, ha ammesso di essersi
imbattuto in materiale pornografico, il 10% ha ricevuto messaggi
offensivi e minacciosi, il 9% si è sentito richiedere immagini
provocanti, il 7% di fare sesso online, il 6% ha ricevuto immagini
imbarazzanti.
“Parte dei
gestori di social network ha adottato dei sistemi finalizzati alla
tutela degli utenti minorenni”, prosegue Neri, “ma non si è fatto
abbastanza e la nostra ricerca lo dimostra. Come Save the Children
auspichiamo che tutte le aziende del settore dei social media adottino
linee-guida e standard comuni per la protezione dei giovani utenti di
Internet. Oggi, nel corso di un dibattito organizzato presso la
nostra sede, presenteremo direttamente ai rappresentanti di alcuni dei
principali gestori di social network, precise raccomandazioni in
materia. In particolare chiederemo loro un maggiore impegno per
garantire la privacy degli utenti minorenni, di informare ed educare i
giovani sui comportamenti sicuri da tenere in rete e di garantire un
efficace e chiaro sistema di segnalazioni di eventuali abusi, materiali
o comportamenti scorretti riscontrati dai ragazzi durante la
navigazione”.
“Teen ager e social network, fra amicizia,
trasgressioni e rischi”, è il titolo del dibattito che si terrà oggi 12 febbraio presso la sede di Save the Children (Via Volturno 58), alle
ore 11.00. All’incontro saranno presenti i rappresentanti di alcune
aziende che gestiscono social media, quali Microsoft, Google, My Space,
Studenti Media Group, oltre a esperti, rappresentanti istituzionali e
della Commissione Europea.
NOTE
1)
Per social network si intendono quei siti o programmi grazie ai quali è
possibile condividere materiali e/o contenuti con altri utenti online,
creandosi una rete anche molto vasta di contatti
2) attraverso telefonate a un campione di 300 minorenni, rappresentativi degli adolescenti fra i 13 e i 17 anni
3)
Il diritto alla protezione da abusi, violenze e il diritto di
espressione sono sanciti dalla Convenzione Onu sui Diritti
dell’Infanzia (artt 12-13-17-19-34)
4) E’ una sorta di scheda di identità online attraverso la quale si entra in contatto con gli altri utenti della rete
5) Fonte, Pew Internet & American Life Project Teens and Parents Survey, dicembre 2007
6) Idem, negli USA invece non viene inserito l’indirizzo e una percentuale molto inferiore dei ragazzi rivela il cognome (29%)