“Non si tratta più di malware di massa,” ha dichiarato Jeff Green, senior vice president, McAfee Avert Labs. “I criminali informatici sono diventati assai abili nel cogliere le sfumature delle varie regioni e nel creare malware specifico per ogni Nazione. Non sono solo esperti di programmazione – sono diventati anche esperti di psicologia e linguistica.”
Nel terzo Global Threat Report,
intitolato “Una sola Internet, tanti mondi diversi” McAfee Avert Labs
ha studiato le tendenze del malware a livello globale. Il report è basato sui
dati raccolti dagli esperti internazionali di sicurezza di McAfee e analizza la
globalizzazione delle minacce e le minacce specifiche nei vari Paesi e Regioni.
All’interno dello studio, McAfee espone le seguenti tendenze e conclusioni:
“Negli ultimi due anni la natura del malware è diventata più regionale,” prosegue Green. “Tale tendenza è un’ulteriore conferma del fatto che gli attacchi informatici di oggi si stiano indirizzando e siano spinti da motivazioni economiche, piuttosto che dal desiderio di fama e gloria dei cybergraffiti e dei worm a rapida diffusione dei tempi passati. Stiamo disputando una partita a scacchi continua con gli autori di malware, e siamo pronti a combatterli in qualsiasi lingua abbiano imparato a parlare.”
I principali trend locali:
Stati Uniti: il grande crogiolo del malware
Già
trampolino di lancio per tutto il malware, oggi il malware negli Stati Uniti
include elementi di software malevolo visto attorno al mondo. Gli aggressori
utilizzano in modo sempre più intelligente le competenze di social engineering
per ingannare le proprie vittime e stanno cercando di sfruttare la natura
virale del Web 2.0.
Sebbene negli Stati Uniti vi siano leggi contro il
cybercrimine, il vuoto legislativo sulla criminalità informatica a livello
internazionale e le differenze nei trattati di estradizione rendono difficile
per le forze dell’ordine perseguire i criminali informatici oltre i
confini.
Europa: il malware impara le lingue
Con 23
idiomi nella sola Unione Europea, le barriere linguistiche rappresentavano un
ostacolo per i furfanti. Gli utenti dei Paesi non anglofoni spesso cancellavano
semplicemente le e-mail di spam e phishing in inglese.
Oggi gli autori di malware adattano la lingua al dominio internet del sito ai cui utenti è indirizzata la minaccia, e siti Web malevoli supportano il malware in un differente linguaggio a seconda del Paese che si intende attaccare. Gli eventi culturali come il campionato mondiale di calcio dell’estate 2006 hanno ispirato e-mail truffa e siti di phishing che attirassero i fan del calcio. Grazie alla maggiore sofisticatezza del malware, gli utenti di computer Europei sono sotto attacco.
Cina: intrattenimento virtuale
Con più di
137 milioni di utenti di computer — un quarto dei quali è appassionato di
gaming online — gli autori di malware fanno soldi con beni virtuali,
valuta e giochi online.
La maggior parte del malware scoperto in Cina è
composto da Trojan password-stealer — studiati per rubare le identità
degli utenti dei giochi online e le loro credenziali dei conti in valuta
virtuale. La Cina è diventata anche un terreno fertile per gli autori di
malware, dal momento che un gran numero di abili programmatori non ha un lavoro
legittimo. Lo stato delle cose ha fatto sì che questi hacker si rivolgessero al
crimine informatico in cerca di denaro.
Giappone: tutta colpa di Winny: il malware si propaga via Peer to Peer
Winny,
un’applicazione peer-to-peer popolare in Giappone, è soggetta a
infestazioni di malware che possono causare serie perdite di dati.
Una volta
installato in un ambiente aziendale, il malware su Winny può esporre i dati,
rubare le password e cancellare i file.
Diversamente dalla maggior parte degli altri Paesi, gli autori di malware in Giappone non sono motivati dal denaro, cercano invece di esporre o cancellare i dati sensibili presenti sulle macchine. Un altro bersaglio diffuso in Giappone è Ichitaro, un popolare word processor. Ci sono stati molti attacchi contro gli utenti di Ichitaro che hanno sfruttato vulnerabilità di sicurezza non corrette per installare spyware sulle macchine prese di mira.
Russia: l’economia, non la mafia, alimenta il malware
Le competenze tecniche dei Russi in un’economia instabile ne fanno un mercato prospero per i cracker. Alcuni dei più noti toolkit per attacchi informatici sono stati realizzati in Russia e sono venduti nei mercati clandestini.
Questi mercati grigi (al limite della legalità) di strumenti per il malware, uniti alla mancanza di leggi contro il cybercrimine, portano gli esperti a prevedere che ben presto la mafia russa – se non lo è già – si unirà alla criminalità informatica. Anche se la situazione economica russa, come quella cinese, ha spinto molti cracker a una vita dedita alla criminalità informatica, i laboratori Avert Labs prevedono che con un’economia più solida e un’applicazione più rigida delle leggi, il malware russo si attenuerà progressivamente.
Brasile: frodi contro le banche
I
truffatori hanno fatto del Brasile una vera e propria vetrina internazionale,
quando si tratta di frodi alle banche online. Con la maggioranza dei
Brasiliani che possiedono conti correnti on-line, i truffatori cibernetici
utilizzano sofisticate frodi di social engineering per ingannare i brasiliani
inducendoli a rivelare informazioni riservate.
Nel solo 2005, la Brazilian Banks
Association ha stimato perdite pari a 300 milioni di Real
(R$) (circa 165 milioni di dollari statunitensi) causate da frodi virtuali.
I creatori di malware stanno adattando rapidamente i Trojan password-stealer alle modifiche che le banche stanno apportando ai loro siti Web.
Uno sguardo globale alle minacce attraverso i numeri: