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PMI Dome

Pc, videoricettori e decoder assimilabili alla TV? Agenzia delle Entrate vs Aduc

Con la risoluzione n. 102/E del 19 marzo 2008, l'Agenzia delle Entrate afferma che sarà un provvedimento ministeriale a stabilire quali apparecchi sono soggetti al canone Rai. Aduc risponde.
Redazione PMI-dome | 21 marzo 2008

L'agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 102/E del 19 marzo, chiarisce i dubbi interpretativi sollevati dall'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, la quale sostiene, in via interpretativa, che l'obbligo di pagamento del canone di abbonamento alla televisione non debba essere esteso anche al possesso di apparecchi di altro genere, quali computer, monitor, modem, ipod, Mp3, videocellulare, videocitofono, videocamera, macchina fotografica, videoregistratore, riproduttore dvd, decoder.

L'Agenzia richiama l'orientamento della corte Costituzionale (sentenza 284/2002 ) e della Corte di cassazione per affermare che l'obbligo di corrispondere il canone di abbonamento, la cui natura giuridica è quella dell'imposta, si fonda sulla detenzione dell'apparecchio e prescinde dalla volontà del detentore di fruire della ricezione delle audizioni o dall'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale con la società emittente pubblica (Rai).

In altri termini, è la detenzione dell'apparecchio che legittima l'imposizione e non la qualificazione dell'emittente ovvero il fatto che ci sia o meno fruizione del servizio.

L'individuazione e classificazione della tipologia di apparecchio che giustifica l'obbligo di corrispondere l'abbonamento rientra nella competenza del ministero delle Comunicazioni.

Antonina Giordano - Via: FiscoOggi.it


Aduc commenta questa risposta, affermando come si tratti di una "non risposta".

"Dopo alcuni mesi, vista l'assenza di qualsiasi risposta, abbiamo inoltrato un interpello all'Agenzia delle Entrate, che oggi ci risponde dicendoci di rivolgerci al ministero delle Comunicazioni, il quale si è già rifiutato di rispondere.
Nel frattempo, la Rai continua a minacciare -e talvolta ad agire- con cartelle esattoriali, pignoramenti e fermi amministrativi, quei cittadini che posseggono solo un computer o un cellulare di nuova generazione."

A questo punto, prosegue l'associazione:
"stiamo valutando se sarà possibile ricorrere alla corte di Strasburgo, vista l'impossibilità di ottenere una risposta certa e le conseguenze amministrative e giudiziarie che questo comporta per moltissimi cittadini. Nel contempo stiamo valutando se procedere giudizialmente per danni nei confronti degli amministratori e ministeri responsabili
Sinceramente siamo affranti e un po' scoraggiati di fronte alla conferma che la certezza del diritto è una chimera. Nella prossima legislatura, intanto, riproporremo il quesito al nuovo ministro, forti anche della petizione che in centinaia di migliaia hanno firmato sul nostro sito."


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