Come funzionano i filtri anti-spam (e cosa fare per non incapparci)
apr 7, 2008
Per chi fa, onestamente e nel rispetto della privacy, campagne di e-mail marketing, diventa spesso difficile capire come non essere considerati spammer. Ecco alcuni suggerimenti per evitare di essere 'filtrati' ingiustamente.
di Laura Francesconi
Lo spam è una problematica conosciuta e “temuta” dagli addetti ai lavori nell’ambito e-mail marketing.
Le criticità ad esso correlate sono facilmente tracciabili: la posta elettronica
è ormai uno strumento di comunicazione rapido e economico, e la sua
popolarità fra gli utenti si è affermata di conseguenza. Ma
recentemente, in seguito al moltiplicarsi di e-mail-spam, buona parte
degli utilizzatori di tale strumento, cerca di preservare la propria
casella di posta da e-mail non gradite, attraverso l’uso di un filtro
anti-spam.
Fin qui tutto bene, se non per il fatto che, spesso,
questi sistemi si rivelano troppo “zelanti”, ed etichettano come
“spam” o posta indesiderata anche delle email valide. Mediamente la percentuale di rischio si aggira fra il 10 e il 20 % sul totale delle email inviate.
A questo punto è necessario elaborare delle strategie per evitare tale
evenienza a chi, onestamente e nel rispetto delle leggi sulla privacy,
invia delle email a indirizzi di utenti che hanno espresso la volontà
di riceverle.
Di seguito cercheremo di capire quali possano essere le contromisure da
mettere in atto, visto e considerato che non esiste alcun un tool o un
metodo efficace e sicuro per proteggersi. Possiamo dunque formalizzare
delle strategie che ci permettano di capire come funzionano i filtri e,
di conseguenza, come poter agire.
I filtri antispam non sono proprio dei programmi particolarmente
intelligenti, tant’è che si limitano a verificare la sussistenza di una
serie di criteri, per lo più legati alle parole e alla loro
formattazione, riscontrabili nella tua email.
Ad esempio, alcuni
controllano per la presenza di frasi come "Clicca Qui!" o "Acquista ora
GRATIS", e nel caso trovino nel testo o nell’oggetto dell’email questi "criteri" gli assegnano un valore probabilistico, in base ad una
elaborazione bayesiana; dove maggiore è il punteggio, maggiore è la
probabilità che la email sia realmente SPAM.
Riportiamo come esempio le parole che ricevono da SpamAssasin, uno dei
filtri anti-spam più utilizzati, un più alto punteggio di rischio:
- frasi che contengano "tantissimi soldi", "un sacco di soldi"
- descrizioni colorite con parole tipo "una fantastica scoperta" "scopri la nostra offerta"
- contenuti che invitano ad affrettarsi per qualcosa di "urgente"
- frasi come "soddisfatti o rimborsati" o "rimborso garantito" "perché pagare più?"
In pratica, se il testo della tua email
raggiunge la soglia segnalata come limite massimo di tolleranza, la tua
comunicazione viene inviata alla cartella posta indesiderata.
Con
l’ulteriore complicazione che tale limite non è universalmente
calcolabile, in quanto ogni filtro antispam ha diversi valori di
riferimento che ogni singolo utente può ulteriormente modificare
cambiando il livello di sensibilità del filtro.
È utile rimarcare che l’antispam è "auto-apprendente", ossia, adatta
continuamente i criteri di valutazione in base a ciò che riceve, a
quello che eventualmente l’utente indica come indesiderato, incrociando
poi i propri dati e statistiche con quelli online degli altri server
antispam.
Non rimane quindi che cercare di evitare gli errori più
comuni e sperare che tutto vada per il meglio.
Di seguito gli errori più comuni che aumentano il rischio di far marchiare come spam la nostra comunicazione:
- l’utilizzo di frasi presenti nelle tipiche email-spam quali ad esempio "clicca qui" o "opportunità unica da non perdere";
- eccedere con i punti esclamativi;
-
utilizzare il MAIUSCOLO per la formattazione di parole o frasi,
considerato nell’uso comune come equivalente dell’urlare qualche cosa;
-
utilizzare dei caratteri con un font colorati come tipicamente
risultano essere le email-spam (rosso acceso, verde brillante, giallo
etc.);
- utilizzare un codice html "sporco" o comunque non
particolarmente integro (quale ad esempio un file di word convertito in
html, oppure che contiene errori come Tag non chiusi, o ridondanti;
-
creare una email in HTML realizzata interamente come una grande
immagine, senza testo scritto, in quanto i filtri, non riuscendo a
leggere la mail danno per assunto che siete degli spammer che volete
aggirare i sistemi di sicurezza;
- utilizzare la parola test nella riga di oggetto
Come possiamo capire se le email siano già state filtrate e cestinate dagli antispam?
Fra le funzionalità generalmente offerte da una buona piattaforma di email-marketing,
vi sono quelle che permettono di verificare il tasso di apertura. Nello
specifico, se i valori sono in costante calo, potrebbe significare di
essere stati "filtrati".
Se non si dovesse disporre di dati storici di
aperture email, a cui riferirsi, si può comunque tener conto che un
tasso di apertura medio si aggira fra il 20 e il 30%.
In base allo stesso principio, anche l’alto tasso di bounce (email non
recapitate) può essere indice di filtraggio. In questo caso si possono
cercare filtraggi fra le statistiche che indicano le risposte date
dagli SMTP, dove talvolta i filtri indicano i motivi per i quali hanno
bloccato la email.
In conclusione, forse uno dei migliori suggerimenti
è quello di provare ad osservare lo "spam" con ritrovata attenzione,
analizzando come questo sia stato progettato e codificato.
Laura Francesconi
Laura Francesconi
lavora presso Hoplo ed è Responsabile Marketing della
piattaforma di email marketing Infomail. Opera da anni nel settore internet in Italia.

Hoplo
nasce dalla decisione di un team collaudato di mettere a frutto ed a
beneficio della propria clientela un know-how esclusivo nel settore
delle soluzioni web-based. Hoplo è un team di lavoro specializzato
nell'ottimizzazione di processi operativi e di comunicazione di
aziende, enti e istituzioni.
L'uso di tecnologie allo stato dell'arte garantisce ai nostri clienti
l'ottenimento di vantaggi competitivi oggettivi ed il conseguimento di
risultati tangibili e misurabili.
Sostenere le imprese, gli enti e le istituzioni clienti nel
conseguimento degli obiettivi di ottimizzazione e razionalizzazione
delle loro attività e delle loro funzioni operative, attraverso la
creazione di soluzioni e servizi tecnologici web-based.