Oltre la metà degli europei utilizza regolarmente Internet, l'80 per cento degli utenti ha una connessione a banda larga e il 60 per cento dei servizi pubblici nell'UE è integralmente disponibile in rete.
Redazione PMI-dome |
21 aprile 2008
Grazie alla rapida diffusione della banda larga in Europa, i due terzi delle scuole e la metà dei medici usano connessioni veloci. Sono queste le cifre presentate dalla Commissione in una relazione sui risultati ottenuti finora con l'iniziativa i2010, che costituisce la strategia digitale dell'UE per la crescita e l'occupazione. Dal 2007 tutti gli Stati membri considerano lo sviluppo dell'ICT come uno dei principali obiettivi dei programmi di riforma strutturale. Allo stesso tempo, le istituzioni comunitarie hanno incoraggiato l'istituzione di un mercato unico dei servizi on line e l'aumento dei finanziamenti a favore della ricerca. Tuttavia, il mercato unico delle telecomunicazioni, che dovrà promuovere i servizi transfrontalieri di comunicazione, è ancora in via di realizzazione.
L'UE
è il maggior mercato sviluppato di consumatori al mondo e conta 100 milioni
di connessioni a Internet a banda larga, si trova quindi in una buona posizione
per trarre i benefici economici offerti dall'ICT.
- Nel 2007 Internet ha attirato quasi 40 milioni di nuovi utenti regolari
nell'UE (oggi sono in totale 250 milioni). Negli ultimi cinque anni l'ICT
hanno avuto un impatto notevole sui servizi pubblici, soprattutto mettendo in
rete l'istruzione e la sanità: oltre il 96% delle scuole in Europa
è connesso a Internet e i due terzi hanno una connessione a banda
larga, mentre nel 2001 la percentuale era praticamente uguale a zero.
- Nel
settore della sanità il 57% dei medici invia o riceve per via telematica
i dati dei pazienti (il 17% nel 2002) e il 46% riceve i risultati degli esami di
laboratorio in formato elettronico (l'11% nel 2002).
- Nel 2007 il 77%
delle imprese dell'UE dispone di una connessione a banda larga (nel 2005 era il
62%) e il 77% utilizza Internet per le operazioni bancarie (rispetto al 70%
nel 2005).
E l'Italia?
Secondo la relazione l'Italia presenta un quadro composito per quanto riguarda lo sviluppo ICT.
E' tra i primi paesi in termini di qualità e disponibilità di servizi di e-Government, ma ancora al di sotto della media UE per quanto riguarda connettività e competenza nell'uso di Internet da parte dei suoi abitanti.
- Nel 2007 la connettività a banda larga ha raggiunto 10,1 milioni di utenti con un tasso di penetrazione del 17,1%
nel gennaio 2008 (la media europea è del 20%). - Nonostante una crescita robusta della popolazione con un alto o medio livello di competenze Internet, in generale i livelli sono al di sotto della media europea, e il 58% della popolazione non ha competenze Internet.
La relazione della Commissione tratta le questioni fondamentali che dovranno
essere affrontate nel periodo 2008-2010:
- Nonostante le attività di ricerca nel settore delle ICT siano intense,
fino a raggiungere livelli superiori agli USA in Svezia (18%), Finlandia (17%) e
Danimarca (11%), in Slovacchia, Lettonia e Polonia sono inferiori all'1%.
- Quasi il 40% degli europei non usa mai Internet: le percentuali oscillano
fra il 69% in Romania, il 65% in Bulgaria e il 62% in Grecia, da un lato, e il
13% in Danimarca e nei Paesi Bassi, dall'altro. Per incoraggiare l'uso delle
nuove tecnologie on line, entro la fine del 2008 la Commissione pubblicherà
una Guida sui diritti e sugli obblighi degli utenti comunitari di servizi
digitali.
- Mentre in alcuni paesi, come l'Austria, la Repubblica ceca, Malta e il
Portogallo, il 100% dei servizi pubblici di base per le imprese è
integralmente disponibile in rete, in altri la percentuale è invece molto
inferiore: il 15% in Bulgaria, il 25% in Polonia e il 30% in Lettonia. Per
questo motivo, a maggio la Commissione lancerà una serie di progetti su
larga scala per sostenere i servizi pubblici paneuropei, come i servizi
transfrontalieri di identificazione o di firma
elettronica.