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PMI Dome

Web: tagging, tagging semantico, folksonomie, folkstologie

Un interessante articolo per capire cosa accade nel mondo del 'tagging'. Quale la differenza tra le etichette che siti e blog assegnano ai propri contenuti in modo del tutto indipendente, e il tagging legato al web semantico?
Redazione PMI-dome | 22 aprile 2008
Per moltissimi che usano Internet è ormai diventato abituale taggare (etichettare e categorizzare) i contenuti e le informazioni esistenti al suo interno, contribuendo alla creazione di folksonomie: tutti i siti web di social bookmarking implementano infatti delle folksonomie, così come tutti gli aggregatori sociali di notizie nonché tutti i vari servizi per la condivisione dei diversi possibili tipi di contenuti multimediali (immagini, audio, video, slides, ecc.).

Possiamo definire questa modalità di tagging "libera" o "non ontologicamente vincolata", nel senso che tutti coloro che etichettano questi contenuti ed informazioni lo fanno liberamente, vale a dire senza la necessità di vincolarsi rigidamente al rispetto di precisi schemi logico-concettuali di categorizzazione o di annotazione.

Altra cosa è invece il tagging semantico degli stessi contenuti e delle stesse informazioni, un’etichettatura che deve invece avvenire sulla base di esattamente determinate categorie ontologiche, seguendo cioè un certo
schema ontologico, quindi in maniera strettissimamente vincolata ai diversi significati presenti all’interno di ciò che deve essere taggato (etichettato e categorizzato).

Per il suddetto motivo, soltanto i computers hanno la capacità di effettuare rapidamente ed esaustivamente un appropriato tagging semantico di un qualsivoglia contenuto od informazione complessa (ad esempio un testo), sebbene essi possano altresì operare in qualità di suggeritori di etichette e di categorie semantiche (tags ontologici) nei confronti di chiunque abbia la necessità di taggare semanticamente un qualcosa.


Inoltre, in quanto in grado di uniformare i significati, l’etichettatura ontologicamente esatta dei contenuti e delle informazioni esistenti su Internet costituisce un requisito indispensabile per aumentare la trovabilità degli stessi.


E nel mentre il Web evolve verso il Web Semantico, sulla Rete emergono una serie di servizi e di piattaforme che permettono di taggare semanticamente i suoi contenuti, sia in modo automatico che semi-automatico, sia in maniera collaborativa nonché "aperta".


Ecco quindi che, al fianco di servizi come Twine o Freebase, per quanto concerne il tagging semantico (automatico) di contenuti, nasce il servizio Calais di Reuters, un servizio attualmente utilizzato anche dal Powerhouse Museum of Science and Design di Sydney allo scopo di taggare semanticamente la sua collezione online (lo riporta ReadWriteWeb).

Ecco inoltre servizi, strumenti e sistemi (alcuni sperimentali) che, a vario titolo, implementano funzionalità di tagging semantico o di tagging semantico collaborativo, come ad esempio notitio.us, SCOT, int.ere.st, MOAT, FaceTag, ecc. Ecco infine piattaforme od iniziative come OpenTagging o TagCommons.


In conclusione perciò, una delle peculiarità del Web Semantico sarà data dall’esistenza di un sistema di tagging ontologico aperto, comune, e distribuito sull’intera Internet, laddove probabilmente le folkstologie (ontologie e schemi ontologici in qualche modo modificabili da parte delle comunità di utenti Internet) si sostituiranno gradualmente alle folksonomie.


Enrico Bertini

Via Stalkk.ed


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