I CEO lottano per stare al passo con i cambiamenti
IBM Global CEO Study. Pianificati significativi investimenti per soddisfare le aspettative del consumatore che cambia. L’abilità nell’assorbire e gestire il cambiamento amplia il divario tra vincitori e perdenti nella battaglia per la conquista del mercato.
Redazione PMI-dome |
12 maggio 2008
L’IBM
Global CEO Study, il più ampio studio mai condotto sui CEO, rivela oggi
una drammatica crescita nel numero di leader di aziende globali che
vedono di fronte a loro importanti cambiamenti, e sottolinea, inoltre,
come l’abilità nell’assorbire e gestire tale cambiamento stia ampliando
il divario tra i vincitori e i perdenti nella battaglia per la
conquista del mercato.
I
CEO rivelano un sorprendente livello di ottimismo rispetto alle
opportunità che potranno scaturire dal cambiamento. Complessivamente,
l’83% dei CEO intervistati si attende cambiamenti sostanziali in
futuro, un incremento del 28% in soli due anni.
Tuttavia,
i CEO riconoscono che la propria abilità nel gestire efficacemente il
cambiamento sta crescendo più lentamente rispetto alle evoluzioni in
corso.
Nel
complesso, i CEO stimano la propria capacità di gestire efficacemente
il cambiamento più bassa del 22% rispetto a quanto richiesto dal
livello di cambiamento che dovranno gestire, un gap che si sta ampliando.
I CEO indicano, in particolare, che
alla base dei cambiamenti più importanti che dovranno essere
indirizzati ci sono i loro clienti; stanno, infatti, emergendo due
nuove categorie di clienti: il cliente “divoratore di informazioni” e
quello “orientato socialmente”. Tra tutti i trend
identificati dallo studio, i CEO interpellati hanno deciso di
pianificare i più significativi investimenti per cercare di conquistare
questi clienti.
L’ IBM
Global CEO Study, basato su interviste condotte face-to-face con 1.130
CEO appartenenti a 32 industrie diverse in 40 Paesi, è stato studiato
al fine di comprendere in profondità come le sfide che i CEO dovranno
fronteggiare oggi impatteranno il futuro del business. Lo studio, dal
titolo “L’impresa del futuro”, è stato sviluppato da IBM Global Business Services in collaborazione con l’Economist Intelligence Unit.
“L’impresa del futuro accetta il
cambiamento come uno stato permanente dell’organizzazione. Quei CEO che
mostrano la propria capacità nella gestione di cambiamenti importanti
sanno che possono battere i competitor raggiungendo nuovi
gruppi di consumatori, e facendo passi coraggiosi per spostare la
pianificazione del business verso i principi dell’integrazione globale”
ha dichiarato Ginni Rometty, senior vice president IBM Global Business Services. “Ed è chiaro che gli out-performer stanno facendo guadagnare alle loro imprese vantaggio rispetto ai competitor, basandosi su un’organizzazione capace di trarre beneficio dal cambiamento”.
L’ascesa del “divoratore di informazioni”
Il “divoratore di informazioni”
desidera ogni tipo di informazione e spesso fa circolare il suo punto
di vista e le sue aspettative in tutto il mondo attraverso la rete.
Questi consumatori stanno spostando il loro ruolo da passivo a sempre
più attivo. I “consumatori” stanno diventando “produttori”, spesso
creano intrattenimenti e contenuti pubblicitari per i loro pari, mentre
chiedono flessibilità e reattività alle aziende con le quali scelgono
di fare affari. Sebbene questo consumatore sia più esigente, la
maggioranza dei CEO non lo vede come una minaccia, bensì come
un’opportunità per differenziarsi basandosi sulle evidenti aspettative
di questo gruppo e capitalizzando sulle nuove opportunità di mercato
che emergeranno.
In generale, i CEO stanno pianificando
di aumentare del 22% gli investimenti nei prossimi tre anni per
rispondere alle richieste di questi clienti sempre più sofisticati ed
esigenti. L’investimento è più evidente tra gli
out-performer finanziari. I CEO di aziende che hanno il più alto
margine di profitto indicano che gli investimenti destinati ai
“divoratori di informazioni” cresceranno del 36% nei prossimi tre anni.
La maggioranza di questi nuovi investimenti sarà dedicata allo sviluppo
di nuove capacità operative che miglioreranno la collaborazione e
l’innovazione di prodotto, e saranno orientate ad una maggiore
trasparenza e ritagliate per specifici segmenti di mercato.
Lo studio
mostra come il “divoratore di informazioni” sta guidando gli
investimenti nelle principali aree geografiche.
- In Europa, i CEO stanno
pianificando il 23% dei loro investimenti per raggiungere le
aspettative di questi consumatori nei prossimi tre anni, il che
rappresenta il 20% di incremento rispetto ai tre anni precedenti.
- Nel
Nord America i CEO hanno a piano una percentuale di crescita del 19% -
27% in più dei tre anni precedenti.
- In Asia Pacific il 16% - 20% in più
- In America Latina il 16% – 18% in più.
L’ascesa del “consumatore socialmente orientato”
I CEO concordano sul fatto che le
aspettative dei consumatori relativamente alla responsabilità sociale
d’impresa stanno crescendo, e che la corporate social responsibility
giocherà un ruolo importante nel differenziare l’impresa del futuro. I
consumatori si stanno stringendo intorno a quelle organizzazioni che
hanno un impegno sociale, incluse quelle relative alle iniziative in
“ambito verde” e stanno richiedendo sempre più prodotti, servizi e
anche supply chain che rispettano le esigenze sociali.
I CEO indicano che mentre i clienti
hanno sempre avuto a cuore le problematiche sociali, tali
preoccupazioni vengono oggi sempre più frequentemente tradotte in
azioni, visto che il consumatore “orientato socialmente” valuta
l’impegno sociale di un’impresa prima di fare un acquisto.
Per meglio comprendere e raggiungere
il nuovo consumatore orientato socialmente, i CEO stanno progettando di
incrementare gli investimenti del 25% nei prossimi tre anni, la più
ampia percentuale di incremento identificata nello studio.
Lo studio mostra che mentre la
preoccupazione dei CEO relativamente alle problematiche ambientali è
raddoppiata rispetto ai passati quattro anni, questa preoccupazione non
è uniformente distribuita in tutto il mondo.
I CEO di Asia e Europa
fanno strada agli altri Paesi su queste problematiche, seguiti da
quelli delle due Americhe.
Inoltre, i CEO sottolineano che la
reputazione in merito all’impegno sociale di impresa è molto importante
anche per trattenere i propri impiegati. Essi stanno anche realizzando
che le organizzazioni alle quali appartengono stanno diventando
responsabili sia reciprocamente, sia nei confronti del settore
pubblico, per quanto riguarda il benessere socio economico delle
regioni nelle quali operano.
Complessivamente, i CEO vedono nuove
opportunità nell’impegno sociale dell’impresa e ne stanno traendo
vantaggio competitivo. Essi indicano che la CSR è critico per mantenere
le quote di mercato.
Integrazione globale
Lo studio rivela che i fondamentali
mutamenti attesi, derivati dalla domanda di questi consumatori più
esigenti e dal crescente potere d’acquisto dei mercati emergenti,
stanno guidando i maggiori cambiamenti nei modelli di business delle
organizzazioni di tutto il mondo. I CEO stanno pianificando passi
coraggiosi relativamente ai loro progetti di business che faciliteranno
una più rapida e più estesa collaborazione su scala mondiale, e una
rapida riconfigurazione allo scaturire delle nuove opportunità.
L’86% dei CEO consultati sta
pianificando profonde trasformazioni tra le competenze che distinguono
le organizzazioni leader – le loro conoscenze e il mix degli asset. Si aspettano di calibrare attentamente i loro modelli di business
basati sull’integrazione globale, che includono ricerche internazionali
di competenze, risorse e asset che possono aiutare a differenziarsi.
Inoltre, per trarre vantaggio dalle opportunità, il 75% dei CEO intende
entrare attivamente nei nuovi mercati e l’85% intende puntare
sulla collaborazione per capitalizzare sull’integrazione globale. Il Global CEO Study
I risultati della ricerca sono basati su una serie di interviste condotte da IBM
alla fine del 2007 e all’inizio del 2008. Hanno partecipato alle
interviste 1.130 CEO di aziende private e pubbliche di 40 Paesi. La
maggioranza di queste interviste sono state condotte personalmente da
consulenti IBM, le restanti via telefono grazie alla collaborazione dell’Economist Intelligence Unit.
I partecipanti rappresentano aziende
pubbliche e private, appartenenti a diversi settori d’industria e aree
geografiche. Il 19% sono aziende che impiegano più di 50.000
dipendenti, mentre il 22% hanno meno di 1.000 dipendenti. Il Global CEO
Study è condotto su base biennale e fornisce un punto di riferimento e
un modello dei trend di business globali. Per maggiori informazioni
sullo studio, potete visitare: ibm.com/enterpriseofthefuture